Scrivere per il web: ma è veramente così difficile?

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Pubblicato il 16 giugno 2015

Hai notato la mia assenza su Webhouse, vero? Problema di tempo e di impegni di lavoro: vuol dire che le cose vanno bene, e soprattutto che il mio obiettivo di spostarmi verso la formazione sta andando a buon fine. La stesura dei post può essere organizzata in tempi differenti, ma per essere in aula devi rispettare tempi precisi.

Questa decisione, questo continuo pellegrinare da una formazione all’altra, mi porta a conoscere persone e idee a volte contrastanti. Con conoscenze della materia differenti. Insomma, a volte c’è una gran confusione quando si parla di webwriting. Ma soprattutto c’è un’idea che ritrovo più o meno ovunque: scrivere per il web è difficile.

Esatto. Molte persone iniziano la giornata di formazione con questa convinzione. Muovono i primi passi pensando che dietro alla scrittura online ci siano segreti, alchimie, grandi misteri da svelare. E invece la sorpresa è proprio questa: scrivere per il web vuol dire semplificare. E rispettare poche regole legate al discorso SEO copywriting.

C’è anche un’altra categoria di alunni: quelli che sminuiscono completamente il lavoro della scrittura online. Pensano di sapere già tutto, e di poter lavorare sul web così come fanno sulla carta stampata. Sono laureato, ho scritto la tesi, quindi posso scrivere per il web senza tanti problemi.

Per approfondire: le consuetudini della lingua italiana.

Frizioni per il web

Beh, diciamo che ci sono delle differenze abissali che puoi conoscere bene solo dopo un’adeguata gavetta. Dopo aver sbattuto la testa dieci volte sui tuoi errori riesci a cogliere l’importanza di una scrittura agile, veloce, asciutta. Perché questa è l’esperienza che mi porto a casa: chi inizia a scrivere per il web si trascina una serie di formule che creano solo frizione nella lettura. Per esempio:

  • Eccesso di avverbi, incisi inutili, termini ricercati.
  • Uso di aggettivi inflazionati e di parole astratte.
  • Abuso di burocratese e aziendalese.
  • Passione smodata per i sostantivi, per la terza persona e per il passivo.

Questa è solo una breve lista delle ansie che deve affrontare chi decide di lavorare sulla scrittura online. Perché – e questa è solo la mia esperienza personale – la maggior parte delle persone non riesce a mettere a fuoco qual è lo scopo della scrittura online: abbattere le distanze tra chi scrive e chi legge. A volte scopro dei muri di parole, delle vere barriere lessicali.

Non parlo di semplice leggibilità, non parlo della divisione in paragrafi.

Mi riferisco proprio alla scelta dei termini, delle parole. E alla costruzione della frase. Ci sono testi che cercano in tutti i modi di ostacolare la lettura, perché hanno un obiettivo distorto: costruire conoscenza. Spesso chi scrive un articolo da pubblicare sul proprio blog punta alla semplice costruzione di un contenuto. E magari ha anche un concetto degno di nota, ma lo sommerge in una marea di preamboli, approfondimenti e appendici inutili.

Per approfondire: scrivere semplice e farsi capire nel linguaggio aziendalese.

Scrivere per il web vuol dire condividere

Costruire un contenuto è un’attività solitaria, individuale. Molto meglio spostare l’attenzione sulla condivisione del contenuto. Tutto nasce da un’idea, da un’esperienza, da un ragionamento: hai qualcosa da condividere. Perfetto, adesso concentrati sulla condivisione.

Io di solito cerco di far ragionare le persone in quest’ottica: non scrivere per soddisfare il tuo ego, la tua voglia di apparire competente in un determinato campo. Piuttosto, cerca di spiegare l’argomento nel modo più semplice possibile per il tuo target.

Ovvero il giudice supremo. Sai qual è il parametro per definire la qualità di un contenuto? Il giudizio del lettore. Non il tuo, non quello del tuo superiore o quello della professoressa del liceo. Tu hai un unico riferimento: la persona che investe tempo nella lettura del tuo articolo.

Aggiungo: cerca di fare tutto questo abbandonando la tentazione di apparire oggettivo. Non sei un narratore esterno, ma una persona in carne e ossa coinvolta nel processo di comunicazione del contenuto. La scrittura online non ha bisogno di ricami superflui, ma di semplicità arricchita con lo stile individuale. Ogni articolo ha la sua firma, ogni articolo è una sintesi del tuo modo di esprimere (anzi, di raccontare) la realtà.

Qual è la tua opinione?

Ecco perché, dal mio punto di vista, scrivere per il web non è così difficile come sembra. Devi rispettare le regole, devi scrivere seguendo i punti imprescindibili della grammatica e della sintassi. Ma non devi investire le tue risorse migliori nella costruzione di un contenuto mirabolante, ciclopico, perfetto nella sua esposizione. Devi investire nella comunicazione del messaggio, devi fare in modo che tutto sia chiaro.

Questa è la mia esperienza. Molte persone si concentrano sulla forma, sulla lunghezza del contenuto, ma dimenticano che alla fine l’obiettivo non è semplicemente creare: l’obiettivo è comunicare. Sul web e attraverso il web.

Sei d’accordo? Lascia il tuo punto di vista nei commenti.

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