Plugin SEO per un blog WordPress: ecco quali scegliere

Quali plugin SEO scegliere
Tempo stimato di lettura: 7 minuti, 7 secondi
Pubblicato il 14 giugno 2013

Si tratta di un argomento affrontato in più sedi che pero’, a mio avviso, raramente riesce davvero a cogliere il punto essenziale della questione. Faccio fatica a ricordare, ogni volta, quali plugin SEO sia opportuno installare su un blog WP, e con questo articolo mi piacerebbe dare un’indicazione chiara – e soprattutto essenziale – su quale scegliere. In effetti, ce ne sono fin troppi, molti sono obsoleti e altri, più semplicemente, sono davvero troppo poco intuitivi. Bisogna premettere che di solito si considerano molto validi, nella comunità SEO, i plugin tipo SEO Yoast: essi effettuano un’ottimizzazione on page che, come ho detto anche nel webinar, è comunque solo una parte del tutto.

I plugin SEO servono a due scopi principali: rendere chiara la distinzione tra le varie pagine del blog e incrementare il numero di ancore interne che possono essere utili agli utenti per rintracciare quello di cui hanno bisogno. Piccola parentesi: devo riconoscere che mi fa specie, in certi casi, constatare il livello di regressione di certuni quando esce fuori l’ennesimo aggiornamento di Google: a parte il fatto che nessuno dovrebbe dare per scontato di essere stato colpito da Penguin 2.0 o da qualsiasi altro aggiornamento, mi sembra che troppe persone vadano nel panico se sono costrette a togliere di mezzo PageRank e dofollow dalla discussione. Le diagnosi SEO vanno fatte con cura, e non basta leggere un forum nel quale si annuncia l’arrivo di una penalizzazione per concludere che quella sia la causa dei nostri problemi (esistono ad esempio penalizzazioni automatiche che non vengono notificate, e di cui potrebbe essere niente affatto banale accorgersi). Questo si riflette anche nella scelta di plugin SEO per WordPress, che certamente sono utili, anche se, alla luce di queste osservazioni, è deleterio considerarli come dei “trucchi”: semmai devono servire, come ho scritto nella sezione domande e risposte, a favorire l’idea di pertinenza dei contenuti, ed a valorizzare l’organizzazione ragionata dei contenuti.

Ad ogni modo, l’uso di plugin SEO per WP si riassume in due gruppi principali, più un terzo di utilità per così dire “collaterali”:

  1. i plugin che realizzano l’ottimizzazione a livello di template (ad es. il formato di post e pagine del blog, oppure quelli per togliere di mezzo il nome del sito e/o stabilire il formato del title della home page;
  2. i plugin che consentono l’ottimizzazione a livello singolo (i title e le description modificabili indipendentemente l’uno dall’altro);
  3. i plugin che migliorano il livello di interlinking del sito, e che si basano quasi sempre su statistiche di ricerca o sui dati di Google Analytics.

Specificando che i plugin di tipo 1 sono tipicamente incompatibili con quelli di tipo 2 (se li installate entrambi potreste avere effetti indesiderati, e non poter controllare la vostra ottimizzazione come desiderate), i principali plugin per l’ottimizzazione che ho sfruttato negli ultimi mesi sono i seguenti.

I Plugin SEO

SEO Yoast. Senza dubbio uno dei più utilizzati dai webmaster anche se, a mio parere, non si tratta necessariamente della scelta migliore.  Certamente è una soluzione immediata, oltre che in italiano, utile se avete problemi di indicizzazione specifici quali, ad esempio pagine intermedie indicizzate che volete rimuovere (vedi esempio in basso, relativo al mio blog), il che è eliminabile spuntando l’opzione sotto Titoli & Metadati.

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La riscrittura dei titoli viene attivata spuntando un’opzione apposita, e permette di stabilire:

  • home, ovvero il titolo e la description della home page;
  • tipi articolo, cioè il titolo e la description di pagine ed articoli;
  • tassonomie, ovvero il titolo e la description di archivi, categorie e tag.

A titolo di esempio, la sintassi di SEO Yoast, solo apparentemente poco comprensibile, per generare title e description generate in automatico per tutti gli articoli e le pagine è la seguente:

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Per quanto riguarda le meta-description, se necessario, il plugin corregge un problema relativo ad esse, presente in molti temi, e le rende, di fatto, dinamiche (come dovrebbero essere nella totalità dei casi). Molte sono le opzioni aggiuntive di SEO Yoast: per brevità cito solamente le sitemap XML, la possibilità di implementare la authorship e, ad esempio, quella di reindirizzare potenziali duplicati (gli archivi basati sulla data, di solito) alla home page. L’unica limitazione di questo plugin è che l’interfaccia per modificare title e description singolarmente è piuttosto scomoda, perchè vi costringe ad aprire ogni singolo post, editarlo e salvare. Il plugin successivo supera questo “rallentamento” nel nostro lavoro ed introduce ulteriori ottimizzazioni.

SEO Ultimate. Uno dei migliori, senza mezzi termini, oltre che più tipici plugin per l’ottimizzazione “pagina per pagina” ma anche per quella globale: funziona mediante oltre 20 moduli, che si possono attivare o meno a seconda della necessità, e che permettono – cliccando su “title tag rewriter” o su “meta description” – di alterare singolarmente titoli e descrizioni di:

  • pagine;
  • articoli;
  • pagine dei tag;
  • pagine delle categorie;
  • pagine autore;
  • archivi

La cosa davvero comoda di questo plugin, rispetto al precedente, è che permette di inserire mediante una comoda tabella riassuntiva tutti i title e le description che desideriamo (senza cancellare gli originali, ammesso che ci siano), e salvare in un colpo solo più di una modifica (i post e le pagine sono elencate in ordine cronologico, oltre che paginate). Ricordiamo che tra i moduli più interessanti abbiamo:

  • la segnalazione automatica degli errori 404, con tracciamento di provenienza e destinazione di ogni link;
  • la gestione dell’attributo nofollow (in particolare per i link all’interno dei commenti) e delle àncore di testo utilizzate per gli excerpt (“Leggi”, “Leggi tutto”, “Read more”, …);
  • gli URL canonici;
  • la creazione automatica di link per tutte le parole chiave corrispondenti ad una scelta da voi (da utilizzare con cautela, è il modulo “Deeplink Juggernaut“);
  • editing del file robots.txt e naturalmente di .htaccess;
  • generazione di alias di link (ovvero link “artificiali” che possono reindirizzare a quello che preferite: link affiliati, esterni o interni, è il modulo “Link Mask Generator“).

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SEO Ultimate è una delle mie scelte preferite per i blog: esso permette di attuale un tipo di politica SEO nell’ambito dei settori più concorrenziali, nei quali è necessario testare più combinazioni di title e description al fine di un corretto tuning del rank sulle pagine specifiche. Ricordiamo che, in questi casi, l’approccio “try & test” può andare bene nella maggioranza dei casi, ma perchè le vostre modifiche siano visibili su Google è necessario:

  • attenderne almeno 24/48 ore l'”assorbimento”;
  • ricorrere a backlink esterni (tipicamente bookmark) per velocizzare il processo;
  • prendere sempre nota della chiave di ricerca per cui stiamo ottimizzando, visto che la modifica non è “assoluta” e non detto che venga considerata da Google, specialmente per quanto riguarda le description.

Di seguito viene riportato un esempio di come sia possibile alterare i title generati per homepage, articoli, pagine, categorie e tag: nell’esempio {blog} indica il nome del vostro blog, mentre {post} lo specifico titolo post e via dicendo. La barra orizzontale “|” è tipica usata (assieme al trattino “-“) per stabilire un formato standard per Google e, come ho constatato di recente, può servire a “calibrare” correttamente l’aspetto dei sitelink del vostro sito.

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Per i plugin del “terzo tipo” (neanche fossero i celebri “incontri ravvicinati”…), cito tre scelte davvero notevoli, che non mancano quasi mai sui blog WordPress di mia conoscenza.

Broken Link Checker, molto utile per testare, alla frequenza periodica da voi impostata, i link interni del vostro sito. Esso è capace di notificare eventuali errori 404 che possono capitare, anche sui link verso siti esterni che vanno tipicamente rimossi o modificati perchè altrimenti inutilizzabili.

SEO SearchTerms Tagging 2, un plugin un po’ borderline che pero’, nella pratica, sembra funzionare piuttosto bene: esso permette di inserire in automatico ancore testuali a fine di ogni articolo/pagina corrispondenti alle ricerche più frequenti, linkandole al permalink della pagina oppure alla pagina di ricerca. Attenzione a non abusarne, comunque, e fatene uso con cautela: si tratta di un plugin SEO un po’  “brutale” che pero’, nella pratica dei miei blog, sembra lavorare egregiamente (almeno finora…). Da prendersi col beneficio del dubbio, specialmente nelle sue opzioni più “sporche”.

Google Analytics Top Content, un plugin utile per creare il widget con i post più visualizzati, capace di aggiornarsi automaticamente sulla base degli Analytics. Anche qui si tratta di uno stratagemma per consolidare, in molti casi, posizionamento e visite dei contenuti “popolari”: il rischio è che, in questi casi, molte altre pagine del sito possano letteralmente cadere nel dimenticatoio. Questo plugin richiede Google Analytics Dashboard per funzionare correttamente, oltre che – ovviamente – un collegamento tra il blog WordPress ed il vostro account Google Analytics mediante Oauth.

La vostra SEO, in tutto questo, dovrebbe sempre avere a che fare con pagine di qualità: a costo che sembri sciocco ripeterlo, è semplicemente inutile inventarsi ottimizzazioni di pagina su contenuti scadenti.

  • La classe non è acqua. Io sinceramente uso Yoast, ma proverò SEO Ultimate. Ti faccio sapere se ci sono miglioramenti.

    • Ciao Annarita! Yoast è certamente ottimale, del resto trovo la funzione Deeplink Juggernaut di SEO Ultimate altrettanto utile… su un blog sto provando a combinare le due funzionalità dei plugin ma, come suggerivo nell’articolo, è una scelta che potrebbe portare qualche problema se non si setta con attenzione il tutto. Facci sapere 🙂

      • Ti avevo promesso che ti avrei fatto sapere. Ecco quanto segue: si era rotto il database e qualsiasi cosa facevo mi dava errore 310, grazie all’anima pia di Giacomo Rossi della community di Netsons si è riuscito a capire. Come disse la buon’anima di Edgar Allan Poe “Nevermore, Lenore…”.

        • Ciao e scusa il ritardo nella risposta, sono contento che tu abbia risolto alla fine! Non capisco come si leghi ad errori del db un too many redirects (310 per l’appunto) cmq l’importante è esserne usciti 😉

  • Antonello Pinnella

    Replicare un articolo del genere per joomla?

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