Susan Weinschenk ci spiega la psicologia del design

Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 52 secondi
Pubblicato il 2 ottobre 2017

“Che progettiate un sito web o un dispositivo medico, o qualcosa che sta nel mezzo, il pubblico di destinazione sono coloro che utilizzeranno tale progetto, e ciò che conoscete o non conoscete di loro avrà un grande impatto sulla loro esperienza di utilizzo.”

100 cose che ogni designer dovrebbe conoscere sulle persone è un libro uscito nel 2011. L’ho comprato grazie al consiglio di un amico web designer. L’ho letto in una settimana, senza dimenticare di evidenziare i concetti che avrei voluto in futuro sempre a portata di occhio. Oggi, infatti, molte pagine sono segnate da parole a penna, righe di matite colorate e segnalibri.

“Le persone sono motivate a cercare continuamente informazioni.”

Ci piace fare gli investigatori, questo è emerso da diversi studi che hanno esaminato il comportamento degli utenti quando navigano in diversi siti web. Le informazioni, dunque, devono essere trovate facilmente attraverso un sistema di esplorazione, non di semplice lettura.

“Alle persone piace fare le cose da sé.”

E la ricerca è un’azione che implica proprio il fare le cose da sé. Ma lo sapevi che il desiderio di cercare informazioni e scoprire elementi che catturano l’attenzione è determinato dalla dopamina?

“La dopamina induce dipendenza dalla ricerca di informazioni”

Ti è mai capitato di fare una ricerca su Google per un determinato concetto e ritrovarti a leggere tutt’altro? Oppure di entrare in Facebook per pubblicare un aggiornamento e dopo 5 minuti di divagazioni uscire senza averlo fatto?

La responsabilità è del nostro sistema dopaminico.

“La dopamina è prodotta in diverse parti del cervello ed è critica in tutti i tipi di funzione cerebrale come il pensiero, il movimento, il sonno, l’umore, l’attenzione, la motivazione, la ricerca e la ricompensa.”

La dopamina, insomma, non induce l’esperienza del piacere ma lo stimolo a volere, desiderare, cercare. Il sistema del piacere (oppioide) è più debole di quello dopaminico, dunque la ricerca è più forte dell’appagamento. E attendere una ricompensa è più stimolante che ottenerla.

Fonte dell’immagine: http://www.xtrawell.com/la-dopamina-la-dipendenza/

La forza di un tweet?

I suoi 140 caratteri. Ebbene sì,

“il sistema dopaminico è più efficacemente stimolato quando l’informazione arriva a piccole dosi, in modo da non soddisfare completamente il desiderio di informazioni”.

Le sfumature di giallo e marrone.

Lo sapevi che “il 9% degli uomini e l’1,5% delle donne sono affetti da diversi tipi di cecità ai colori”?

Quindi, per differenziare le sezioni di un sito, ad esempio, è preferibile utilizzare le sfumature del giallo e del marrone, colori visibili da tutti.

Per abitudine impariamo meglio dagli esempi.

Per cultura, abitudini o convenzioni le persone imparano dagli esempi fin da piccole. È dimostrato che comprendono più facilmente le informazioni e le ricordano meglio se queste sono presentate sotto forma di storia. È anche vero, però, che non tutti abbiamo una memoria illimitata, anzi, dunque il suggerimento ai professionisti del web è non sovraccaricare di informazioni l’utente, ma offrire un numero limitato di pezzi di informazione.

Quando è il nostro stato d’animo a decidere.

E lo sapevi che le persone prendono decisioni diverse se sono allegre o tristi?

Un capitolo del libro parla proprio di questo. I risultati di una ricerca di Marieke de Vries e del suo team affermano che

  • se una persona è allegra considera il prodotto più costoso quando prende una decisione velocemente,
  • se una persona è triste considera il prodotto più costoso quando prende una decisione in modo ponderato.

Per influenzare lo stato d’animo di una persona in un e-commerce, ad esempio, dove vogliamo che questa compri il nostro prodotto, possiamo utilizzare un breve video o immagini emotivamente coinvolgenti.

La nostra attenzione è selettiva.

Questo video è un tipico esempio di attenzione selettiva: provalo e poi scrivici un commento!

https://www.youtube.com/watch?v=vJG698U2Mvo

Quando in un giornale, un libro, un sito web o in altri spazi ci interessa un elemento, ci concentriamo su di esso e riusciamo in modo spontaneo a filtrare gli altri stimoli.

Se nel tuo sito volessi catturare l’attenzione dei tuoi utenti su un prodotto che vuoi vendere, ad esempio, ti basterà sottolinearlo con una foto grande e a colori, oppure con un video.

L’elemento su cui vuoi si concentri l’attenzione degli utenti, però, dovrà avere istruzioni specifiche sull’attività, che non dovrà richiedere troppo tempo.

E ricorda

“la ricerca dimostra che il multitasking non può essere praticato”.

Nel libro ci sono molte altre informazioni interessanti per capire come attrarre e mantenere l’attenzione degli utenti sul tuo sito. Ti consiglio di leggerlo e quando l’avrai fatto, ti aspetto nei commenti per una tua recensione!

P.S. Continua a seguirci, tratteremo ancora di questo libri e delle sue utili informazioni sulla psicologia del design!

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