Social media e sport dilettantistico: ecco come interagiscono

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Pubblicato il 14 dicembre 2012
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Il fenomeno dei Social Media sta coinvolgendo negli ultimi mesi un numero incredibile di utenti grazie ad un’offerta sempre più varia di strumenti di immediata condivisione globale di contenuti.

Anche lo sport a livello dilettantistico sta entrando in questo mondo: lo sport “minore” sta infatti trovando un’importante cassa di risonanza grazie all’appassionato contributo di utenti che condividono immagini, risultati e contenuti, e attraverso le società sportive che trovano nei Social Media uno strumento veloce ed economico per accrescere la propria visibilità.
Infatti il rapporto tra i costi molto ridotti e i benefici che possono derivare da questa nuova via di comunicazione la rende una scelta sempre più allettante.

Si moltiplicano le iniziative per dare visibilità ai risultati e ai contenuti in tempo reale; sono ormai moltissime le Associazioni Sportive Dilettantistiche, o anche solo alcune sezioni di esse, che hanno creato una propria fan page su Facebook su cui condividere in tempo reale i risultati del weekend.

Si stanno moltiplicando gli esperimenti anche su Twitter: “hashtag” specifici informano i fan sull’andamento degli incontri praticamente “in diretta” considerata l’immediatezza della comunicazione che caratterizza questo Social Media. Anche Instagram, il Social Media fotografico, accoglie  scatti e tag che richiamano allo sport dilettantistico.

Questa svolta “social” permette inoltre ai dirigenti di ricevere i risultati delle formazioni avversarie mentre gli atleti sono ancora sotto la doccia, con un evidente risparmio di tempo, se si considera che prima per avere i risultati degli avversari era necessaria una fitta rete di contatti telefonici e una altrettanto lunga trafila per diffonderli a tutti gli interessati.

Una vera e propria rivoluzione nella comunicazione dello sport dilettantistico se si pensa alle newsletter o ai primi siti in HTML che spesso venivano aggiornati nella nottata del dopopartita. Oggi molte ASD preferiscono seguire attivamente i loro canali Social piuttosto che andare avanti ad aggiornare i propri siti istituzionali, spesso ridotti a contenitori semivuoti con le informazioni di base e i contatti.

Insomma attraverso Twitter e Facebook è molto più facile condividere le informazioni, pubblicizzare gli eventi o dare risalto ad articoli sulla stampa locale o specializzata.
Vivo da più di 10 anni nell’ambiente del rugby toscano e ho vissuto l’evoluzione della comunicazione in questo ambiente, cavalcando l’onda dell’entusiasmo per il web dei primi anni 2000, per poi convertirmi all’utilizzo dei social media negli ultimi anni. Ritengo fondamentale che oggi una ASD sia presente sui social media, è importante che il percorso sia sempre fatto però nella giusta maniera: fanpage al posto della pagina personale su Facebook, eventuale comunicazione su Twitter solo “mirata”, contenuti accattivanti e di qualità.

Qualche consiglio utile per i social manager sportivi

Consigli utili per tutti coloro che sono interessati: è sufficiente creare una fan page della propria realtà su Facebook categorizzandola correttamente (anche nel caso in cui ci sia già una pagina personale) per poi iniziare una costante opera di arricchimento di contenuti, programmando la condivisione attraverso le persone più attive sui Social Media.

Per quanto riguarda Twitter è consigliabile, nel caso di utenti già attivi tra i dirigenti o i giocatori, di iniziare a twittare con tags tipo #nomesquadra, #nomesport e altri da concordare con gli avversari per dare la possibilità a tutti di collegarsi e di poter accedere facilmente ai contenuti(#nomecampionato, #squadra1squadra2 ecc ecc)
Lo stesso discorso degli “hastag” e le stesse regole valgono anche per Instagram, in questo caso i contenuti possono essere rilanciati anche in automatico su Twitter, in modo da sfruttare i medesimi “tag” sui due Social Media senza doverli duplicare.

Antonio Cinotti – SM manager
Diego Dominguez Rugby Camp
CUS Siena Rugby

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