Social Media e Comunicazione Aziendale

social media e comunicazione aziendale
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Pubblicato il 7 agosto 2012

Se pensi al web di qualche anno fa, è facile immaginare uno spazio nel quale le informazioni venivano trasmesse in maniera molto simile a come fanno tv, radio e giornali.

La comunicazione promozionale propone contenuti  a senso unico: gli utenti si trovano cioè costretti a un utilizzo passivo, di fronte alla scelta di ascoltare o rifiutarsi di fare attenzione.

Oggi non è più così. Con l’avvento del Web 2.0 e dei Social Media, la relazione tra emittente e destinatario e quindi tra azienda e consumatore, è cambiata radicalmente. Nel web 2.0 è cambiato  il modo in cui le persone scoprono, usano e condividono le informazioni e i contenuti online: la conversazione alla quale eravamo abituati , “da uno a molti”, si è trasformata in un dialogo “da molti a molti”, si tratta di un importante e irreversibile cambiamento su come le persone si relazionano fra di loro, con le aziende e con i Brand.

Il web 2.0 è definito anche web sociale, la rete diventa un’enorme piazza dove è possibile trovare di tutto. Questa è un’enorme possibilità per aziende e Brand. Ciò che si deve fare per sfruttarla è entrare in questi nuovi spazi online e usarli per ascoltare e rispondere. I media sociali sono un’occasione ottima per condurre ricerche di Marketing, monitorare un marchio e conoscere il giudizio e le opinioni delle persone. Il passo successivo sarebbe quello di entrare in queste conversazioni, rispondere e creare un contatto.

Quindi, parlare con i consumatori non ai consumatori.

Questo è un investimento che richiede tempo, un cambio radicale di mentalità e ottima conoscenza delle dinamiche dei Social Media. Molte aziende stanno assumendo team dedicati  al blogging, alla attività di Social Networking e questa può essere una soluzione a patto che il team non sia un’entità separata. Come già ho detto i Social Media sono una grande opportunità per le aziende e i Brand di monitorare l’opinione dei consumatori e intervenire in caso di crisi. In un precedente articolo ho dato alcuni suggerimenti per gestire questo tipo di situazione. Quindi abbiamo una forma di conversazione nuova, non più unidirezionale dove i monologhi aziendali sono stati sostituiti da dialoghi paritari.

Alcuni elementi innovativi che la contraddistinguono:

  • Partecipazione, i media sociali per loro natura incoraggiano contributi e feedback dei lettori e degli interessati.
  • Conversazione,  la logica broadcast e l’uso passivo da parte del pubblico dei contenuti che venivano distribuiti è sostituita da una conversazione a due vie.
  • Persistenza, le informazioni sono presenti e disponibili per molto tempo dopo la loro pubblicazione.
  • Trasparenza, notizie false o imprecise possono essere facilmente corrette.
  • Community, attorno a un argomento si creano comunità di appassionati interessate a confrontarsi e a scambiarsi opinioni.

Alla base di ogni media sociale ci sono i contenuti, generati direttamente dagli utenti. Questi hanno caratteristiche molto differenti da quelle dei media tradizionali:

  • Sono di natura informale
  • Riflettono le opinioni reali delle persone
  • Generano più fiducia, in quanto sono creati da persone come te che non hanno alcun interesse a vendere niente

L’evoluzione del web verso logiche sempre più partecipative ha reso obsoleta la distinzione tra produttore e consumatore, dando origine a una nuova categoria definita Prosumer, dall’unione di Producer e Consumer. Utenti che consumano e creano contenuti allo stesso tempo.

I Social Media possono essere molto efficaci per costruire e rafforzare qualsiasi Business, a patto di rivoluzionare le vecchie logiche di comunicazione aziendale.

In conclusione, ecco il grafico di Mike Arauz che rappresenta il “processo sociale” di un Brand in 5 fasi:

come diventare un social brand

  • Definire gli obiettivi
  • Identificare uno o più argomenti di conversazione
  • Partecipare
  • Identificare amici e fan
  • Far crescere le relazioni

I punti chiave per il successo di queste azioni sono: l’ascolto, la misurazione e l’adattamento.

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