Ritorno al futuro: alla scoperta del Push Pin Studio

Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 2 secondi
Pubblicato il 12 aprile 2017

Ma perché è tutto così pesante per voi del futuro? Avete problemi con la forza di gravità?

Nello scorso viaggio abbiamo fatto un bel salto indietro nel tempo, fino agli inizi del ‘900, quando dopo la Rivoluzione Industriale e la diffusione della produzione di massa si è iniziato a sentire il bisogno di uno strumento che aiutasse a esprimere e comunicare nuove idee.

Siamo quindi andati un po’ alle origini della grafica pubblicitaria e della comunicazione visiva.

Oggi facciamo invece un salto in avanti, abbiamo visto in un precedente articolo come negli anni ’50 ebbe origine lo Swiss Style, che può essere considerato il più importante stile di progettazione grafica del XX secolo e che si diffuse in tutto il mondo.

Ma cosa è successo dopo?

Tempo di destinazione anni ’60: il Push Pin Studio

Negli anni ’60 alcuni giovani artisti iniziano a percepire quello stile come noioso e prevedibile, troppo rigido nelle sue griglie di impaginazione e avviano un rinnovamento stilistico.

A New York Milton Glaser, Seymour Chwast, Reynold Ruffins e Edward Sorel, neolaureati alla Cooper Union, fondano nel 1954 il Push Pin Studio, un consorzio di grafici e illustratori, e per le loro realizzazioni s’ispirano all’arte commerciale e alla pop-art.

Progettisti del Push Pin Studio

Per promuovere la loro attività realizzano e spediscono a tutte le agenzie un Almanac, con oroscopi e consigli quotidiani che tre anni dopo, si trasforma nel Push Pin Monthly Graphic.

Opere realizzate dal Poster Push Pin Studio

Questa pubblicazione, nata a scopo promozionale, trattava anche tematiche sociali e politiche e permette allo studio di presentare i propri lavori di ricerca e di sperimentare, in libertà, tecniche e stili nuovi.

Linee guida del Push Pin Studio

Sebbene lo studio sia caratterizzato dalla presenza di diversi professionisti, ciascuno con il proprio stile, la grafica del Push Pin Studio presenta degli elementi ricorrenti.

Come già accennato essi scelgono di staccarsi dal razionalismo dello Swiss Style e di ispirarsi alle correnti artistiche dell’epoca, ma reintroducendo anche elementi del passato: del manierismo vittoriano, dell’Art Noveau e dell’Art Decò, dando vita a uno stile fresco e innovativo.

I progettisti vanno oltre la semplice illustrazione spingendosi verso una grafica figurativa dove il testo si integra con l’immagine fino a diventare immagine stessa e che fa spesso leva sull’ironia.

Le loro opere grafiche ottengono immediatamente un grande successo in fatto di distribuzione e ricezione visuale ma, a differenza dello Swiss Style, il movimento rimane comunque limitato e non si diffonde a livello internazionale, probabilmente per l’impossibilità di applicarlo a tutte le tipologie di prodotti grafici.

Tuttavia riscuote molto successo nel settore editoriale, in modo particolare nelle copertine dei dischi e dei manifesti.

Un esempio molto famoso è il poster di Bob Dylan realizzato da Milton Glaser nel 1966 che venne diffuso in oltre 6 milioni di copie.

Poster di Bob Dylan realizzato da Milton Glaser nel 1966

Il Push Pin Studio ha realizzato anche il prestigioso marchio “I Love NY”, creato nel 1976 e commissionato dal Department of Commerce di New York per promuovere il turismo, che è oggi riprodotto su un’infinità di poster, gadget e capi d’abbigliamento che rappresenta uno dei simboli della città di New York.

Il marchio “I Love NY” è stato creato dal Push Pin Studio nel 1976

Ritorno al Futuro: il Push Pin Studio oggi

Il Push Pin Studio per tre decenni costituì un vero e proprio fenomeno nel panorama della cultura visiva, influenzando giovanissimi designer degli anni ’60. Sarà arrivato fino ai giorni nostri?

Questo progetto per la copertina e il packaging di un CD dei Beatles, realizzato dalla designer Cherie Allan, si ispira allo stile del Push Pin Studio.

 

Designerds è un giornale creato all’interno di una facoltà di Graphic Design che come il Push Pin Graphic ha lo scopo di permettere ai designer di sperimentare. Ogni pagina è pensata come se fosse un poster e lo stile ha degli elementi comuni al Push Pin Studio.

Questa edizione speciale degli orologi CITIZEN è un tributo al lavoro di Milton Glaser.

Questo poster, realizzato da una studentessa come compito per il Maritime Conservatory of Performing Arts, riprende lo stile di Milton Glaser.

 

Anche questo progetto per ridisegnare il packaging di un CD dei Beatles presenta uno stile influenzato da quello del Push Pin Studio.

 

Conclusioni

Anche oggi abbiamo fatto un bel viaggio che ci ha portato a scoprire un altro movimento importante della Storia del Design Grafico.

Dove ci porterà la prossima volta la Delorean?

Un momento, cosa stai facendo, Doc?
Ho bisogno di carburante! Andiamo, su, entra in macchina!

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