Quando il lavoro online diventa una fregatura

Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 7 secondi
Pubblicato il 23 settembre 2013

Oggi voglio abbandonare i tecnicismi per affrontare, attraverso l’esperienza personale, un argomento che non passa mai di moda: il lavoro online.

O meglio, il lavoro online che diventa una fregatura difficile da riconoscere perché si maschera da grande occasione. Ma che in realtà è un inganno. Una beffa. Una perdita di tempo.

Io lavoro nel mondo del webwriting.

Ogni giorno leggo decine di annunci di lavoro che promettono entrate considerevoli grazie alla scrittura di articoli. Anche se i guadagni per singolo post sono al limite della carità.

Parlo dei soliti 50 centesimi ad articolo, massimo 1 euro. A volte propongono assurde percentuali sui click, pagamenti solo se vengono raggiunti determinati risultati o le (misere) entrate AdSense.

Ma è realmente possibile guadagnare con dei prezzi così bassi?

Sì, è possibile. Devi “solo” scrivere valanghe di articoli in tempi minimi, glissando qualsiasi regola della buona scrittura online e offline. Del tipo…

  • Leggibilità
  • Sintassi
  • Ortografia
  • Persuasive copy
  • Grammatica

Devi incolonnare parole su parole, fino a creare una massa critica di consonanti e vocali. Ma questo non è un articolo di qualità: è un inganno. E la prima vittima di questa farsa sei tu che pensavi di fare buona pratica.

Questione di contenuti

La pratica la fai raccontando la realtà che ti circonda. I contenuti sono intorno a te: per farli confluire in un calendario editoriale e trasformarli in articoli degni di essere letti devi lavorare sodo.

Questo non significa dedicare due minuti ad articolo e contare le parole; questo non significa guardare l’orologio e pensare già al prossimo post da maciullare per pochi centesimi.

Lavorare sodo significa dedicare il giusto tempo a ogni singola frase. Ogni dettaglio deve essere letto e riletto, pensato e ripensato. Lo scopo è semplice: soddisfare il lettore, regalare una esperienza unica, comunicare attraverso informazioni ed emozioni.

Un esempio personale

In questi giorni devo scrivere un articolo dedicato alla vendemmia a Capri (prosit). Quindi sono andato dal proprietario di un’azienda vinicola e gli ho chiesto un’intervista. Ho raccolto il materiale necessario e gli ho chiesto di essere presente durante la vendemmia.

Ovvero a fine settembre. E non per scroccare qualche bicchiere di vino (lo so che hai pensato a questo!), ma per vivere le emozioni delle giornate più importanti.

Non era indispensabile la mia presenza durante la lavorazione dell’uva. Il mio essere scrittore, però, ha bisogno dei volti, degli odori, dei rumori e dei canti che si alternano nei giorni della vendemmia.

Informazione, emozione

Ti assicuro che questo principio vale per tutti gli argomenti: il webwriter deve conoscere le informazioni, vivere le emozioni e riportare il tutto su carta digitale. Con competenza.

Per questo il sistema dei 40 articoli al giorno pagati 50 centesimi non può funzionare. Non può produrre articoli capaci trasformare un blog in qualcosa di diverso. Magari in uno strumento per spingere la tua azienda. Prendi esempio dall’infografica di Expand2Web (continua sotto):

Copywriting Infographic - How Much Should an Online Article Cost?

Torniamo a noi, caro webwriter. Parliamoci chiaro… Credi che questi lavori pagati 50 centesimi ad articolo cambino qualcosa nella tua vita professionale?

Accettali pure. Ma ti prego, lavora anche sul tuo futuro: investi sulla formazione, costruisciti un brand, collabora (anche gratis) con persone che ti mettano in contatto con altri professionisti. E con realtà lavorative migliori.

Se vuoi lavorare online, se vuoi diventare webwriter freelance, devi smarcarti da queste logiche. Lavora e investi sul tuo nome. Quando hai un brand forte alle spalle puoi permetterti di dire “no, io questo prezzo non lo accetto” perché sul web il tuo nome è sinonimo di qualità.

La tua opinione

La tua opinione è importante, lo sai. Secondo te la qualità è raggiungibile continuando a scrivere articoli da 50 centesimi? Credi che la tua situazione lavorativa migliori lavorando in questo modo?

E tu azienda: credi che il tuo blog spicchi il volo pubblicando articoli scritti da persone che vorrebbero fare tutt’altro?

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