Perché devi diventare un T-shaped Designer

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Pubblicato il 26 Aprile 2016

Tranquillo non è una nuova dieta o un nuovo strano tipo di allenamento dei tricipiti!

Il concetto di competenze a forma di T, o di designer a forma di T, è una metafora usata nel recruitment per descrivere le capacità di una persona nel mondo del lavoro.

Il primo a parlare di questo concetto è stato David Guest nel 1991. Qualche hanno dopo Tim Brown, amministratore delegato della società di consulenza di design IDEO ha ripreso questa idea come metodo per costruire gruppi di lavoro interdisciplinari per i processi creativi.

Ma perché a forma di T?

Secondo questo concetto la barra verticale della T rappresenta la profondità di conoscenze ed esperienze relative a un singolo campo, mentre la barra orizzontale è la capacità di collaborare con esperti di altre aree e di applicare le conoscenze in settori di competenza diversa dalla propria.

Quindi un buon designer ha bisogno di una conoscenza approfondita di un campo, ad esempio un graphic designer conosce la progettazione, la tipografia, la teoria dei colori, i processi di stampa e così via. Ma ha bisogno anche di avere una prospettiva più ampia sul design e su come queste cose si inseriscono nel resto dei processi creativi. Dunque deve conoscere altre discipline correlate come il marketing, il web design o l’ux design ed avere la capacità di interagire con esse.

Lo stesso discorso vale per tutte le altre professionalità che lavorano nel nostro settore.

Ma come? Mi hanno sempre detto di specializzarmi su una singola cosa?

Attenzione, questo non significa che bisogna diventare esperti in tutte le discipline!

Sarebbe impossibile e si rischierebbe di avere una conoscenza limitata di tutto ma non conoscere profondamente niente. La parola chiave che sta dietro questo concetto è la collaborazione.

I progetti a cui lavoriamo oggi sono molto più complessi di quanto non fossero 5 anni fa. Il crescente sviluppo della tecnologia e la nascita di nuove realtà come i social network richiede una costante innovazione ed una gamma di competenze molto ampia.

Per fornire un prodotto di alta qualità, oltre alla capacità di un singolo individuo o di un team specializzato in un’unica disciplina, è necessario collaborare con figure che eccellono in altre discipline, oggi fondamentale per il successo, ed è qui che avere delle competenze trasversali ci è d’aiuto. Facilita l’interazione e la comprensione con le altre figure. Per un programmatore, ad esempio, sarà più facile montare un sito web se il designer che l’ha creato, avendo conoscenze di sviluppo, l’ha impostato rispettando la griglia Bootstrap.

Come posso diventare un T-shaped Designer?

t-super-hero

Purtroppo non tutti i corsi che si trovano al giorno d’oggi permettono di sviluppare delle competenze a forma di T.

Per fortuna internet è una fonte infinita e inesauribile di risorse e nozioni: è quindi possibile acquisire competenze più ampie anche da autodidatta con un po’ di studio.

Un’altra idea può essere quella di sviluppare un rapporto di mentoring con un collega o un amico che è specialista nella disciplina che ci interessa, cosa che può migliorare anche la nostra capacità di collaborazione.

E se ti dicessi di diventare a forma di π?

T-PI

Cosa??? A me non è mai piaciuta la matematica! 

Eppure secondo secondo alcuni le competenze a forma di T non bastano più, c’è bisogno di sviluppare competenze trasversali in più di un’area di competenza diversa dalla nostra.

In molti casi questo è il naturale processo di evoluzione nella carriera di un designer,  ovvero si acquisiscono più competenze nel corso del tempo lavorando a progetti nuovi o in diversi settori.

La cosa importante è rendersi conto che l’apprendimento di una nuova abilità non rende la tua abilità principale meno importante, perché le competenze non si escludono a vicenda. Piuttosto arricchisce e da più valore alla tua abilità principale.

Inoltre imparare cose nuove è un modo per rimanere sempre aggiornati e per mantenere sempre accesa la nostra curiosità e passione per il nostro lavoro.

E come diceva il nostro Steve “Stay hungry, stay foolish”