Link Building, ancora valida

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Pubblicato il 12 ottobre 2012

L’idea di un guest post sulla Link Building senza peli sulla tastiera mi è venuta rispondendo a una domanda del padrone di casa, Davide, a seguito dell’ennesimo webinar markettaro dove NON ti dicevano come fare Link Building post Penguin.

Riporto la sua perplessità:
“Se tu inizi un’attività di Link Building oggi, cosa fai? Perché niente directory, niente article, niente comunicati. Restano solo i social ma per attività in cui non si possono fare social-miracoli.. cosa mannaggia si può fare :)?”

Link Building post Penguin

A onor di cronaca un paio di interventi sul Pinguino li abbiamo fatti in SEO Training, cercando di analizzare per davvero come questo nuovo-vecchio filtro colpisse l’ottimizzazione onpage.

E a Parma il 24 Novembre terremo un corso SEO anti-penalizzazione probante. Tradotto: siamo stufi di vedere sedicenti guru che si agitano in cerchio a totem di panda e pinguini.

Andiamo al cuore della questione, al costo di gettare l’ancora e non ripartire finché non diradiamo queste nubi.

Personalmente questa caccia alle streghe non la capisco: ok, Google penalizza la Link Building spinta e allora, dove sta la novità?

Già dal nome si evince che stiamo parlando di un costrutto artificiale. E Google odia l’artificialità.

In linea assai assai teorica la Link Building dovrebbe essere sempre penalizzata, sempre, ad ogni dannato backlink pensato ad arte.

La vera verità sulla Link Building

IMHO directory e article marketing con comunicati si possono e si devono ancora fare per la “ciccia”, certo in maniera molto più pulita rispetto a prima.

Concretamente anche se è una rottura invece di mandare lo stesso dannato comunicato di 200 parole a 1000 siti di AT, se ne possono scrivere 3 di 400-500 parole con criterio da inviare a 100 – 50 – 20 siti in base a quelli che sono ancora considerati autorevoli.

I segnali sociali vanno benissimo anche se mi sto facendo sempre più l’idea che sia un canale parallelo e non puramente SEO. Piccola parentesi: magari mi piacerebbe affrontare l’argomento in un guest post dedicato, nel frattanto fra qualche giorno ne parlerò a Palermo.

In soldoni se vogliamo parlare di diffusione, buzz, etc.. allora siamo tranquilli ma se serve esclusivamente per il posizionamento, la Link Building deve esistere, eccome!

Vogliamo farla ancora più pulita? Allora studiamoci il segmento del mercato di riferimento e iniziamo a chiedere articoli con un link alle fonti autorevoli.

Se poi si tratta di un sito di prodotti questa è un’attività da commerciale che deve alzare la cornetta e chiedere “posso mettere un comunicato/guest post da voi? Mi costa? Ma quanto mi costa? (cit.)”

Link Building e PageRank

Finché IMHO (da umanista) Google si basa e si baserà sul suo più grande successo, il PageRank, inteso come concezione di popolarità del sito e non del numeretto inutile della barretta verde le cose sono due:

  1. Si riesce ad avere il 100% di backlink naturali (ma su gran parte dei temi che non creano engagement come fai?)
  2. Bisogna fare Link Building senza se senza ma.

Ancora, e poi chiudiamo

La “piccola” accortezza che ha introdotto Penguin? L’anchor text, l’ancora. E torniamo al gioco di parole del titolo del post.

Prima la Link Building poteva essere fatta estremamente focalizzata, più era fatta bene e più aveva un senso.

Ora può essere e deve essere fatta con un po’ più di lassismo: viva le ancore del tipo “clicca qui” in una certa percentuale (diciamo.. 30..40 %), imprecise, mancanti.

Rendiamo la costruzione dei link “artificialmente più vera”. Perché?

Perché, giustamente, Google pensa che solo uno svitato come un SEO potrebbe focalizzare al 101% la Link Building. Artificialone.

Insomma, la Link Building metrosexual non va più di moda.
Il nuovo trend: via allo stile “finto trasandato” nell’ottimizzazione onpage.

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