L’influenza dei backlink sull’ordinamento interno delle pagine

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Pubblicato il 4 Giugno 2012

In questo nuovo articolo proporrò un esperimento SEO che possa fornire delle indicazioni sul “peso” dei vari backlink e su come essi possano influire sul grado di pertinenza per Google. Per fare questo ho usato i seguenti strumenti:

  • un’installazione di Joomla! su un sottodominio creato per l’occasione;
  • 10 articoli;
  • cinque chiavi target distinte;
  • un set di 21 backlink sotto il mio controllo che sono stati utilizzati come strumento per incentivare l’ indicizzazione (non ho utilizzato sitemap, per capirci).

Premessa: l’operatore site

Come sappiamo questo operatore di ricerca, prefisso al nome di un sito, restituisce le pagine che sono state indicizzate da Google; si tratta di uno strumento molto utile per verificare la corretta indicizzazione di un sito o, al limite, una sua eventuale penalizzazione. C’è da premettere che l’ordinamento di pagina proposto in questa circostanza (posizionamento “locale”) non coincide con quello globale delle pagine all’interno dell’indice. Al tempo stesso, pero’, Matt Cutts ha messo in evidenza due aspetti probabilmente poco noti legati all’uso di questo strumento:

  • anzitutto il ranking delle pagine di site: sembra essere indicativo della loro eleggibilità come “attrattori di backlink: il criterio utilizzato per decidere chi dovrà apparire per primo, più precisamente, sembra essere un misto tra PageRank (TM) ed altre caratteristiche che Google potrebbe dedurre sia dai contenuti che dai backlink presenti (fonte: How are site: results ranked?);
  • inoltre bisogna tenere conto che il numero di risultati mostrati è una stima al ribasso (lower bound), non necessariamente aderente al 100% alla realtà, e questo soprattutto se il sito viene aggiornato molto spesso (fonte: How precise is the number of results in a site: query?)

L’esperimento

Ho selezionato quattro chiavi casuali (parole inventate), e a differenza di quello che si fa usualmente non ho voluto operare in “camera stagna” per almeno due ragioni. Anzitutto mi sembrava poco significativo operare in solutudine per delle chiavi “vergini” (cosa che avviene nei contest SEO, per esempio), la seconda è che mi sembrava più utile studiare un caso reale “nella mischia” piuttosto che nella freddezza rassicurante di un laboratorio. L’obiettivo non riguardava quindi tanto il posizionamento (che è molto difficile da analizzare) quanto una corretta indicizzazione che indichi, sulla base delle premesse presentate, quali pagine siano potenzialmente “viste meglio”. Lo scopo dell’esperimento è stato quello di stilare una classifica di “quanto” (in termini prettamente qualitativi) i backlink che ho indirizzato sulle varie pagine abbiano contribuito a conferire “importanza” alle pagine stesse, sulla base di quanto riportato dall’operatore site.

A fianco di ognuna delle chiavi, di seguito, segnalo il numero di ricerche mensile globali per la corrispondenza esatta: anche qui si tratta di una stima approssimata, che pero’ mostra avere un minimo di relazione con quello che è uscito fuori.

  • nappilo – 0
  • ciasco – 1600
  • begu – 49500
  • alfo – 823000

A queste quattro ho aggiunto la chiave ulteriore “configurare un router wireless“, che ho intenzione di valutare in aggiunta nel contesto in questione. Per realizzare questo esperimento ho sfruttato un dominio appositamente aperto (abcdef.eccocome.it), e su di esso ho installato la versione 2.5 di Joomla! con un template senza fronzoli, che si limita a listare e paginare gli articoli inseriti (10 in tutto).

Cosa ho ipotizzato

Le ipotesi che fanno da sottotesto all’esperimento sono state le seguenti:

  • i fattori social (Twitter, OkNotizie, Scoop e via dicendo) sono stati trascurati per semplicità;
  • si assume che i sottodomini si comportino come domini di secondo livello (sito.com) o, detta diversamente, senza subire alcuna influenza indiretta da parte di fratelli (es. altrosottodominio.eccocome.it) o del sito padre (eccocome.it);
  • durante l’esperimento abcdef.eccocome.it non ha presentato alcun link in uscita;
  • l’influenza del numero di visite sulle pagine “donatrici” di backlink è stata ignorata;
  • il focus è stato quindi impostato su un insieme di collegamenti che puntavano solo ed esclusivamente alle singole pagine, o alla home page.

I backlink considerati (che potete visionare in questo documento) sono stati 21 in totale, spalmati in un arco temporale di dieci giorni e caratterizzati dal seguente link pattern complessivo:

  • tutti dofollow, tranne uno (da Youtube);
  • link suddivisi in due gruppi da dieci ciascuno (uno per ogni pagina del sito), a seconda del fatto che avessero un’ancora casuale o contestuale al contenuto.

Per non falsare il test ho fatto uso di backlink provenienti direttamente da siti web che posso controllare direttamente, evitando quelli prodotti dai commenti dei blog che, giustamente, sarebbero stati oggetto di rimozione; in ogni caso un ulteriore fattore statistico andrebbe messo in conto alla luce di uno dei principi più importanti principi espressi da SEO Theory, ovvero che non si dovrebbe mai fare affidamento sul fatto che un backlink si debba trovare sempre dove ne avresti bisogno. Raramente, in altri termini, abbiamo la possibilità di poter controllare tutti e soli i contributi che condizionano la link popularity del sito, e questo va tenuto in considerazione per evitare che qualcuno possa pensare di applicare pedissequamente lo stesso schema per la propria link building.

Che tipo di contenuti ho considerato

Tutte le pagine, come da indicazioni di Google del resto, possedevano un titolo distinto, che le rende facilmente distinguibili dal motore e dagli utenti. Gli articoli del sito sono state realizzati in questo modo (ottimizzazione onpage):

  • 4 pagine con il titolo corrispondente alla chiave secca, e testo senza matching;
  • 4 pagine ulteriori con la chiave contenuta nel testo, ma non nel titolo;
  • 1 pagina con corrispondenza parziale con la chiave “begu” nel titolo;
  • 1 pagina con titolo e testo contenenti la chiave (configurare un router wireless).

L’esito dell’esperimento

L’ordine delle pagine indicizzate fornito da site al momento della verifica (clicca qui per visualizzarla in Google) era il seguente:

  1. abcdef.eccocome.it/joomla16
  2. abcdef.eccocome.it
  3. abcdef.eccocome.it/google42d8806171a360d8.html
  4. Lorem ipsum – – Ecco Come
  5. Alfo
  6. Ciasco
  7. Nappilo
  8. Lorem ipsum dolor sit amet 49500
  9. Begu
  10. Imparare a configurare un router wireless
  11. Io e Begu siamo davvero molto amici

Osservazioni

La prima cosa che salta all’occhio è che esiste un problema di duplicazione in home: se è vero che la pagina principale del sito è stata eletta come più significativa per l’operatore in questione, notiamo come essa sia presente in una doppia versione (posizione 1 e 2). Si tratta di un errore piuttosto comune quando si installa il CMS in una sotto-cartella della root, che potremmo correggere utilizzando il redirect 301 da / a /joomla16, ovvero inserendo nel file .htaccess:

redirect 301 / /joomla16/

In terza posizione è stata riportata la pagina (inutile per l’utente) che ho utilizzato per validare il Google Webmaster Tools, mentre “alfo” (la chiave più popolare secondo il tool di Adwords, per la cronaca) è stata quella meglio considerata, probabilmente in ragione del fatto che possiede tre backlink qualitativamente più validi degli altri (NB i nomi dei siti sono riportati con “dot” o uno spazio al posto del punto):

  • eccocome dot it
  • youtube dot com
  • articoligratuiti dot blogspot dot it

Ribadisco che quest’ultima affermazione, la cui portata dovrebbe essere giudicata solo nel contesto in cui ci troviamo, è giustificata dal fatto che ho operato in un ambiente in cui gli unici link disponibili erano quelli sotto il mio controllo, altrimenti – come avviene del resto in molti casi reali – mai potrei azzardare una cosa del genere sul “valore effettivo” di un backlink. Mi sembra comunque interessante notare che esiste una probabilità consistente che il “miglior trattamento” possa derivare dalla presenza del backlink da Youtube, e questo nonostante fosse l’unico nofollow.

Quali link hanno influito maggiormente sull’operatore site?

A questo punto mi sembra interessante riportare la classifica effettuata da Google in termini di backlink corrispondenti ad ogni singola pagina, nello stesso ordine proposto e dalla posizione quarta in poi. Cominciamo con i link contestuali, che sono quelli – Google Penguin permettendo – tradizionalmente molto osannati dalla comunità di SEO:

  1. paraponzi info (directory)
  2. eccocome dot it (blog poco aggiornato) + youtube (nofollow)
  3. notizie eccocome it (portale di social news creato di recente)
  4. venditahosting blogspot it (blog con tre articoli!)
  5. recensionihc dot info (l’unico PR 3 di questo gruppo, tra i siti più curati della lista)
  6. unity3ditalia blogspot it (blog fermo da circa un anno)
  7. metallofobia blogspot it (blog aggiornato saltuariamente)
  8. hostinglowcost dot info (semplice maschera di ricerca delle offerte)

Stesso criterio è stato effettuato per realizzare la lista dei siti contenenti link con ancore casuali che hanno influito di più (escluso Youtube):

  1. seobynight blogspot it (blog SEO in inglese)
  2. articoligratuiti blogspot it (sito con due soli articoli presenti!)
  3. comparatorehosting (portale multifunzione)
  4. ghiruzzo pen io (landing page)
  5. amateatro com (portale informativo)
  6. ricettediognitipo com (aggiornato molto saltuariamente)
  7. comunicati-stampa-gratis (l’unico PR 3 di questo gruppo)
  8. blog comparatorehosting com (semi-statico, aggiornato una tantum)

Conclusioni

L’esperimento suggerisce in primis che il PageRank (TM) non è stato affatto determinante per stabilire l’importanza delle pagine in locale, e questo coincide con quanto suggerito da Matt Cutts. Inoltre pur essendoci due domini – evidenziati in grassetto nelle liste – che ne possedevano il PR massimo (3) rispetto agli altri (PR 0, 1, 2 o non disponibile), essi non hanno influenzato da soli l’ordinamento delle pagine indicizzate. C’è da dire che il calcolo di questo controverso numerino, discusso fino alla nausea anche oggi, è stato effettuato mediante i portali che lo calcolano in modo approssimativo (vedi documento), e bisogna ricordare che non è affatto scontato che Google utilizzi il medesimo criterio per valutarlo come fattore di rank. Altro aspetto molto importante è legato al fatto che la molteplicità di backlink in questione ha contribuito per un 80% sul totale, o – se preferite – quattro link su 21 della lista iniziale sono stati ignorati (infatti non sono presenti nelle due liste). È appena il caso di notare, infine, che il mio blog personale è stato tra gli quattro che non sono stati considerati: questo, senza voler generalizzare troppo, suggerisce che non tutti i backlink offrono un contributo fattuale al ranking locale, e che qualsiasi discorso di “età” o “autorità” dei portali in ambito SEO rischia di lasciare il tempo che trova.

La classifica di importanza dei siti che fornivano un backlink unico ad ogni singola pagina appare quindi poco legata alla reale qualità degli stessi, e questo suggerisce che non sempre i collegamenti da siti molto curati (come il numero 8 della prima lista, ad esempio) siano per forza annessi ad un corrispondente contributo positivo in termini SEO. Poco male, da un lato, perchè altrimenti l’attività di link building sarebbe veramente troppo complessa, senza contare che – come ho scritto nel mio precedente articolo – non si dovrebbe basare alcuna strategia di building su schemi di link prefissati. Di fatto questo esperimento ci fa eleggere l’unico blog in inglese dell’elenco ed una piccola web-directory come ideali “vincitori”, nonchè backlink più influenti tra quelli considerati. Certamente molte altre speculazioni possono essere fatte, ma preferisco che siano i commenti di voi lettori a suggerirne qualcuna.

Di seguito riporto per ulteriore chiarezza l’elenco dei link considerati con le pagine associate, sia nella versione con àncora contestuale che random.

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