Gotham: una font che ha carattere

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Pubblicato il 18 Dicembre 2012

Quando Johann Gutenberg nel 1455 ideò la “stampa a caratteri mobili” di certo non si sarebbe mai immaginato l’evoluzione che avrebbero avuto le font.

Questo insieme di caratteri è entrato nella nostra quotidianità: che si tratti di tipografia o di web, oggi sono disponibili in gran numero e spesso la loro scelta può essere determinante nel favorire il successo di una campagna pubblicitaria.

Tra questi, uno in particolare ha catturato la mia attenzione: il Gotham.

Storia di una font

Creato da Tobias Frere-Jones per la Hoefler & Frere-Jones nel 2000 e disegnato in origine per il magazine GQ, ha sicuramente acquisito una maggiore visibilità nella campagna di propaganda politica per le presidenziali del 2008 di Barack Obama.

Il Gotham nasce dalla grande passione che Frere-Jones mostrò nei confronti delle vecchie insegne cittadine come quella posta sull’entrata del New York Port Authority Bus Terminal. Raccolse più di 3600 scatti fotografici per catturare quei caratteri che ormai andavano usurandosi sotto l’insidia del tempo.

Il Gotham prende vita dal territorio urbano ed è proprio nella fitta rete metropolitana che si impone. L’ispirazione è quella rintracciabile nelle font sans-serif degli anni ’20, come il Futura; caratteri organizzati come architetture, nella loro visione più essenziale e senza aggiunta di fronzoli.

 

L’idea di Frere-Jones è quella di creare una font di matrice americana, che conservi i tratti di quelle epoche come la grande depressione, che avevano caratterizzato l’evoluzione delle strade di New York.

Forse sono proprio questi aspetti che hanno reso la scelta di questa font così adatta alla corsa di Obama alle Presidenziali del 2008.

Lo stesso Frere-Jones rimane sorpreso quando apprende dalla tv che lì, sui cartelli sventolati per per il futuro presidente dell’America c’è proprio il Gotham.

Il carattere di Obama

Quello che è accaduto con Obama risulta nuovo nel suo genere: un unico carattere diviene l’identità del candidato. Non è solo utilizzato per il logo, ma per tutto il coordinato, un comportamento, questo, degno di una grande azienda.

Nessuna grazia, lettere solide e ferme nella loro identità, un carattere rassicurante ma anche lungimirante, che mantiene vive caratteristiche di un tempo ormai trascorso: il giusto compromesso per non spaventare gli elettori.

Come afferma lo stesso Frere-Jones: «Mentre lo sviluppavamo, ci siamo accorti che avrebbe potuto essere molto contemporaneo, ma anche classico e quasi severo».

Questo accadde con la campagna del 2008, diversamente è stato per quella del 2012: nuove font si sono associate al Gotham che il 4 Aprile del 2011 si è presentato in una nuova versione con le grazie, ideata proprio per volere del Presidente.

Come si legge in un tweet comparso sul profilo di Hoefler&Frere-Jones (@H_FJ):

“Gotham with serifs? OK, but only because you asked, & you’re the President of The United States.”

Sempre negli Stati Uniti il Gotham è stato scelto per simboleggiare la memoria insita nella rinascita, lo ritroviamo infatti sull’iscrizione della pietra commemorativa posta per la nuova Freedom Tower a Ground Zero, dove è stato utilizzato esclusivamente in maiuscolo.

Questa decisione ha suscitato non poche critiche, mosse da chi avrebbe preferito caratteri maiuscoli e minuscoli per umanizzarne maggiormente il senso.

È difficile attribuire tutto il merito ad un carattere, la vittoria alle elezioni va sicuramente ben oltre la scelta di una specifica font, così come il motivo per cui si ricorda in maniera vivida un’esperienza. Sono sicura però che tali decisioni possano influire nella percezione che avremo del relativo messaggio, suggerirci il significato ed essere la lente attraverso la quale un concetto si esprime nel giusto “tono”.

 

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