Commenti al blog: perché sono utili e come bisogna gestirli

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Pubblicato il 6 febbraio 2018

I commenti ai post del blog sono utili e vanno gestiti in maniera adeguata. Essi esprimono il grado di coinvolgimento del pubblico e la capacità di stimolare conversazioni interessanti, attraverso la pubblicazione di contenuti di valore. Attestano l’esistenza di una community di lettori partecipativa, che fa del blog stesso una fonte autorevole di sapere a proposito di uno specifico argomento. I commenti sono, quindi, una risorsa importante e da utilizzare al meglio.

I commenti generano conversazioni

È bene aprire un breve parentesi: un articolo privo di commenti non ha fallito nel suo intento. Esistono altri parametri che possono definire se l’obiettivo è stato centrato o meno. Attraverso l’utilizzo di strumenti statistici, siamo in grado di verificare se gli utenti hanno risposto a una call to action e compiuto un’azione, come la richiesta di un preventivo o l’acquisto di un nostro prodotto/servizio. Se un blog post è riuscito a far questo, non c’è dubbio: ha fatto centro! C’è comunque da dire che la presenza di commenti agli articoli è solo un elemento da valutare positivamente.

I lettori che si sentono coinvolti nella lettura di un blog post utile, sono più propensi a lasciare un commento. Tuttavia, i commenti non sono tutti uguali: alcuni accrescono il valore del contenuto stesso, altri non contribuiscono in nulla alla discussione in corso, altri ancora sono puro e semplice spam.

I commenti davvero preziosi per un blog generano conversazioni interessanti per gli altri utenti, i quali a loro volta partecipano al confronto e/o sono poi stimolati a ritornare sul sito. La ragione di tale comportamento risiede nel fatto che i contributi pertinenti all’argomento trattato arricchiscono il post di informazioni ed esperienze. In altre parole, danno più valore al contenuto. Il lettore che riconosce la qualità coinvolge se stesso nel dibattito e torna volentieri sul blog, alla ricerca di nuovi post da leggere e discussioni a cui partecipare.

Commenti: network e autorevolezza

Quando un blog attira lettori, che leggono attentamente gli articolo e aprono discussioni stimolanti, viene a formarsi un vero e proprio network. Il web è una rete, fatta di tante altre piccole reti. Il valore complessivo di un blog si determina sulla base della qualità del messaggio veicolato al pubblico, ma anche dalla capacità di creare reti di persone. Gli utenti che lasciano commenti, scambiano fra loro consigli e opinioni, entrano a far parte di un sistema di conoscenza. La fonte primaria che diffonde tale conoscenza (informazioni, prassi, esperienze, ecc) è il blog e su questa sua caratteristica esso costruisce la propria autorevolezza. In altre parole, i commenti sono uno strumento attraverso il quale si può diventare un punto di riferimento per la community di lettori. Naturalmente, tutto questo viene valutato positivamente da Google: all’algoritmo non sfuggono quei contenuti che generano valore, siano essi anche i commenti dei lettori.

I commenti del blog: errori da non fare e best practice

Il discorso fatto fino ad ora ha senso solo se gli utenti hanno la possibilità di commentare i post. Esistono tanti blog in cui non è possibile farlo, infatti. Forse chi li gestisce è troppo impegnato per occuparsi della moderazione dei commenti o è così famoso e autorevole, nella materia che tratta, tanto da non avere necessità di aprire conversazioni. Le cose potrebbero stare così, ma solo per casi davvero eccezionali. Ci muoviamo, invece, a partire dall’assunto che un blog funziona meglio se gli utenti possono fornire il loro contributo.

Tuttavia, se i commenti sono tanto importanti per un blog, essi vanno gestiti in modo intelligente. Nel mondo digitale tutte le azioni compiute possono generare reazioni inaspettate, anche negative. Ci vuole prudenza? Sì, anche in questo. Ha senso, quindi, indicare quali sono gli errori da non fare e quali, invece, sono le best practice.

Evitare l’aggancio dei commenti a Facebook e Google+

Molti blog sono commentabili attraverso la connessione a Facebook e Google+. Per qualcuno questo sembra una mossa furba: non di rado, le discussioni si spostano dai siti web ai social network. In altre parole, le persone sono più propense a commentare un post su Facebook che su WordPress, ad esempio. Assecondare il passaggio alle piattaforme di terze parti non è in sé sbagliato o deleterio, ma sta di fatto che i commenti nativi del blog appartengono al blog, quel che viene scritto su Facebook, resta a Facebook. Quanto sia comodo avere commenti nativi è evidente quando si pensa alla necessità di fare il backup del sito web o una migrazione di contenuti da un dominio a un altro.

I commenti vanno moderati

Gestire i commenti può essere un lavoro molto impegnativo, ma va fatto. La fase di moderazione rende i tempi di gestione più lunghi, ma è necessaria per evitare di dover cancellare gli interventi di bassa o pessima qualità. Non tutti gli utenti contribuiscono in maniera significativa al dialogo: qualcuno si limita a un modesto “Post interessante!”, altri vanno solo a caccia di refusi, alcuni fanno semplicemente spam. Il valore dei contenuti di un blog cresce se i commenti rendono viva una discussione, per cui tutto quel che non fa questo serve a fare numero. È meglio decidere prima cosa può essere pubblicato e cosa no, che dover eliminare lo spam dopo.

Ai commenti bisogna dare una risposta, anche quanto sono negativi

Agli utenti della categoria “Questo post è molto interessante!” bisogna rispondere? Certo! I commenti di questo genere vanno approvati e devono ricevere risposta, principalmente allo scopo di invogliare l’utente a fare qualche passo in più. È fondamentale porre domande, chiedere di esprimere un’opinione e raccontare un’esperienza: il lettore sente di ricevere attenzione, che quanto ha da dire è interessante ed è questo che lo smuove.

Le conversazioni interessanti scaturiscono anche dai commenti negativi, che pure devono trovare spazio nel blog. Non si tratta, ovviamente, di offese e insulti, bensì di interventi che contraddicono quanto riportato nel testo del post o esprimono un’opinione contraria. Non si può essere permalosi, ma bisogna mostrare il meglio di sé in quanto moderatori di una discussione che acquista ulteriore valore proprio grazie al contribuito degli “avversari”. Lungi dall’essere un pericolo, i commenti negativi sono di fatto una risorsa, quando si è in grado di aprire un dibattito stimolante e sempre rispettoso della netiquette. Non moderare questo genere di interventi, al contrario, può danneggiare l’immagine del blog: sul web fa presto a diffondere la notizia di non essere molto “democratici” e poco disposti ad accettare il parere altrui.

Aprire ai commenti rende la gestione del blog più impegnativa, ma i vantaggi che ne provengono sono molteplici. Un blog ha successo se converte, mentre, allo stesso tempo, supporta la costruzione di un’immagine autorevole di un brand sul web.

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