Come promuovere il tuo brand senza spendere soldi in advertising

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Pubblicato il 29 settembre 2017

Un titolo volutamente provocatorio: davvero si può promuovere il proprio brand senza spendere soldi in advertising?
Sì, se sai come farlo.
Non vorrei però che, leggendo questo titolo, pensassi: “Allora addio pubblicità, non mi serve più!”. Assolutamente no, sarebbe un grave errore. Per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing e comunicazione, dovrai comunque investire in pubblicità sul canale media che riterrai opportuno (in base al tuo target, ai tuoi scopi e al tuo prodotto o servizio), ma in questo articolo vorrei farti riflettere su alcune modalità che ti permettono di comunicare il tuo brand senza ricorrere all’advertising puro.

3 modi per promuovere il tuo brand senza advertising: quello che devi sapere

Esistono tre elementi, una sorta di denominatore comune, che caratterizzano le tre modalità di promozione online di un brand ed è bene che tu le sappia perché rappresentano proprio le basi, il sine qua non per promuovere il tuo brand nel web.

1) Contenuti

Senza contenuti non si va da nessuna parte e su questo non ci sono dubbi. Si legge ovunque, online, che “Content is King”, il re la fa da padrone ed è un concetto noto oltre che scontato: se pensi a un sito, a un blog, a un social network o, più banalmente, a un’e-mail, questi sono contenitori o mezzi di comunicazione che devono essere riempiti di contenuti.

Preparati, dunque, a creare tanti contenuti che possano essere utili e interessanti per chi ti leggerà.

2) Tempo

Se pensi di far conoscere il tuo brand in rete in qualche giorno e, ancor peggio, credere di ottenere contatti (come richieste di collaborazione o preventivi) nell’arco di qualche ora dalla pubblicazione di un contenuto, sei completamente fuori strada.
Per lavorare bene online serve molto tempo:

  • tempo per conoscere il pubblico cui ci vogliamo rivolgere,
  • tempo per studiare la concorrenza,
  • tempo per analizzare la corretta strategia di comunicazione,
  • tempo per l’execution, quindi operare concretamente, passando dalla strategia all’implementazione pratica delle attività,
  • tempo per capire gli analytics e interpretarli correttamente.

3) Relazioni

Fare networking, instaurare relazioni, essere bravi nelle public relation è indispensabile per fare rete, diffondere le proprie conoscenze, mostrare quello che si è veramente in grado di fare, scambiando opinioni, punti di vista e consigli con altri esperti del settore e altri professionisti.

Come promuovere il tuo brand online?

Ecco allora 3 modi semplici, ma efficaci, che puoi mettere in atto fin da subito.

1) Blogging

Forse dirai: “Beh, nulla di più banale!” e invece no. Sai quante persone, specialisti del web marketing ma anche imprenditori o titolari di impresa o ancora marketing manager, non sanno come usare il blog per comunicare il proprio brand?
Sai quanti di loro non curano il blog? Non hanno un calendario editoriale? Chiudono i commenti al blog?

Il blog rappresenta il primo strumento per comunicare se stessi e il proprio brand in maniera indiretta: è un blog, non un sito istituzionale, quindi non vado certo a scrivere post autoreferenziali, ma vado a informare i miei lettori su argomenti di mia expertise che so essere in linea con i loro interessi.
Attraverso il blog, riportando ad esempio case history personali, svelando gli how-to (come fare a fare qualcosa), fornendo consigli e suggerimenti per risolvere una determinata problematica, mostro la mia conoscenza e la mia esperienza in un campo specifico. Di conseguenza verrà promosso anche il mio brand e io e/o la mia azienda/agenzia/brand saremo riconosciuti come competenti, autorevoli in quella precisa disciplina.

Per fare blogging bisogna:

  • sapere cosa interessa alla mia audience, quindi conoscere i lettori;
  • sapere quali sono i trend del momento sul topic di mia expertise (mi posso aiutare con tool gratuiti come Google Trends, o a pagamento come SEMrush);
  • avere nozioni lato SEO (non vorrai certo incappare in penalizzazioni, se il tuo blog magari è già posizionato!);
  • conoscere le principali regole di Web Copywriting;
  • individuare gli argomenti editoriali da sviluppare;
  • creare un calendario editoriale, che comprende i post da pubblicare e la relativa frequenza di pubblicazione;
  • saper leggere gli analytics per monitorare l’interesse degli utenti per gli articoli scritti;
  • essere disposti a rispondere ai commenti che si ricevono sul blog per instaurare una relazione e curare il dialogo con il lettore.

Figura 1: Analisi dei trend per la keyword “noleggio auto” su SEMrush

2) Guest posting

Questa attività consiste nell’ospitare, sul proprio sito web, un articolo scritto da un professionista o un esperto in uno specifico settore, o al contrario, nello scrivere un post di qualità per un sito esterno, su cui verrà, appunto, ospitato. È una modalità di promozione molto utile e interessante per tutte le aziende, soprattutto quelle B2B, dove le leve del marketing online sono più complesse rispetto a quelle per il B2C. Mediante il Guest Posting, infatti, è possibile sponsorizzare l’azienda, il brand, i prodotti/servizi in modo indiretto, evitando quella forte (e a volte fastidiosa) spinta promozionale: è il Direttore Marketing, il CEO o il responsabile di prodotto dell’azienda a scrivere un contenuto di valore aggiunto, in cui affronta una tematica di sua specializzazione e forte competenza. L’associazione tra il contenuto di quell’articolo e l’azienda è indiretto ma evidente, poiché in ogni articolo viene presentata la persona che ha prodotto quel post (quindi si cita il suo job title e l’azienda per cui lavora) e, talvolta, è riportato anche il link al sito web aziendale. Si potrebbe anche affermare che il Guest Posting, oltre a dare visibilità, contribuisce a formare o consolidare il posizionamento dell’azienda online, se il contenuto viene pubblicato su siti importanti.

Cinque sono i principali obiettivi del Guest Posting:

1. Visibilità
2. Personal Branding/Brand Awareness
3. Traffico verso il sito web
4. Informazione
5. Educazione dei lettori

3) Linkedin Pulse

Linkedin Pulse è la piattaforma di blogging interna a Linkedin, famoso social network: grazie a Linkedin Pulse, qualsiasi persona iscritta a LinkedIn può scrivere un articolo proprio come fosse un blog. La piattaforma, infatti, consente di usare:

  • la formattazione;
  • la divisione in paragrafi;
  • citazioni e link:
  • l’inserimento di contenuti multimediali.

Linkedin Pulse è davvero una potenza per promuovere il proprio brand, farsi conoscere, instaurare nuove partnership e attirare potenziali clienti, ma è necessario saperlo utilizzare nel modo più appropriato.

5 consigli per usare Linkedin Pulse al meglio

1) Prepara un vero e proprio calendario editoriale (come fai per il blog o per i tuoi social network), dove appunti argomenti da sviluppare e frequenza di pubblicazione.

2) Scrivi post originali: non copiare post che hai già scritto sul tuo blog o viceversa, sia perché il contenuto sarebbe ridondante per l’utente (se hai già scritto un post sul blog, scrivi un semplice post su Linkedin con link di rimando all’articolo del tuo blog) e duplicato per Google.

3) Usa le regole del Web Copywriting, come:

  • la corretta suddivisione in paragrafi;
  • la piramide rovesciata (parti col dire subito le informazioni più importanti e poi, man mano scendi nei dettagli verso la fine della tua argomentazione);
  • il bold per evidenziare certe parole-chiave.

4) Inserisci sempre un’immagine header in alto al tuo post per catturare maggiormente l’attenzione del lettore (esistono numerosi siti in cui reperire immagini in alta risoluzione gratuitamente, ad esempio Pixabay).

5) Inserisci uno o più link nel tuo post che possano aiutare le persone ad approfondire ciò che tratti o a capire chi sei e cosa fai o a contattarti.

Figura 2: esempio di post su Linkedin Pulse

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