Chiudere o non chiudere i commenti dei blog? Questo è il dilemma

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Pubblicato il 22 giugno 2015

La gestione dell’area commenti dei nostri blog è davvero un bel dilemma, non esistenziale come quello proposto da Shakespeare, però di notevole rilevanza al giorno d’oggi, visto che blog e social network hanno un ruolo fondamentale per l’informazione e la libera espressione.
Aprire, chiudere o moderare sono le tre parole chiave su cui si dibatte in modo piuttosto acceso tra blogger e utenti.

Cosa è meglio fare? Qual è la strategia giusta da adottare? Chiudere la sezione dei commenti non è una sorta di “omicidio” del blog da parte dello stesso autore?

Procediamo con ordine: molti di voi sapranno che blog famosissimi, come Copyblogger o il blog di Seth Godin, visitati da migliaia di persone ogni giorno hanno deciso di impedire la possibilità di lasciare un’opinione o una domanda nello spazio dedicato.

I motivi di questo gesto sono tanti; vediamo i più comuni: la mancanza di tempo per leggere e rispondere a tutti gli utenti, il terribile spettro dello spam, gli immancabili troll che seminano vento e sono lietissimi di raccogliere tempesta, fomentando litigi e insulti tra i visitatori, il rischio che la creatività del blogger venga condizionata soprattutto da chi ama cercare il pelo nell’uovo e, magari, in questo modo, nasconde una certa invidia per il successo del blogger.

Insomma per tutta una serie di ragioni il blogger decide, senza farne mistero, che il blog da lui creato non è più il posto giusto per ospitare commenti.

Per dirla tutta i problemi relativi ai troll e allo spam stanno assumendo proporzioni non trascurabili e, in certi, casi, neppure la moderazione ha funzionato. I blogger “vittime” di utenti che si lasciano andare a critiche distruttive o invettive, poi, hanno il sacrosanto diritto di non voler perdere tempo e tranquillità con chi ha il solo scopo di infastidirli e mandare a rotoli il loro lavoro.
Lo stesso Seth Godin ha ammesso di essere arrivato al punto di scrivere un pezzo pensando a come prevenire eventuali obiezioni e questo stava profondamente minando il suo modo di fare blogging e, dunque, di scrivere.

Fin qui abbiamo visto le ragioni di una parte del mondo dei blog. Vediamo anche gli autori che non sono in linea con questo modo di pensare.
Per molti blogger come, per esempio, Riccardo Esposito di My Social Web, chiudere i commenti è rischioso e dannoso.

E’ pur vero, infatti, che il blog si distingue dal sito puro e semplice proprio per la possibilità di comunicare, di scambiarsi opinioni. E’ una parte dell’ossatura del blog e moltissimi sono i visitatori che hanno voglia di dialogare, di confrontarsi tra loro e con il blogger. Si tratta, insomma, di creare un salotto online in cui parlare di qualunque argomento.

La maggior parte di quelli che lasciano commenti educati vogliono solo interagire e non pensano di dover creare un nuovo blog per far questo, né sono contenti di essere penalizzati per colpe che non appartengono loro.

E’ probabile che non smettano di seguire i loro beniamini, ma alcuni utenti avranno, forse, la spiacevole sensazione di essere stati ingiustamente privati della possibilità di scoprire nuovi punti di vista.
A questo punto qual è la soluzione da adottare? Come gestire i commenti? Se ci riflettiamo, la soluzione può stare nel mezzo, come spesso accade:

  • chiudere la sezione commenti del vostro blog dovrebbe essere l’ultima spiaggia. Ricordate sempre di inserire una pagina che riguardi le linee guida del blog, la netiquette da seguire. Può essere un sistema per far capire subito che non passerete sopra a eventuali comportamenti scorretti e, comunque, fa parte del “biglietto da visita” del blog insieme alle pagine dedicate alla vostra biografia e al manifesto del vostro spazio virtuale.
  • Non rispondete allo spam, non date a chiunque il vostro indirizzo email e cercate di utilizzate dei filtri antispam. Questi ultimi, purtroppo, non sempre funzionano a dovere, per cui è molto importante cercare di prevenire e, così, limitare al massimo l’odiatissimo, immortale (per ora) spam.
  • Se sul vostro blog ricade una valanga di commenti e proprio non riuscite a rispondere a tutti (siamo esseri umani, dobbiamo accettarlo), chiarite subito, magari proprio nella pagina dedicata alla netiquette, che farete il possibile per leggere tutto e intervenire nei dialoghi ma, purtroppo, non potrete replicare a tutti i messaggi. In questo modo accoglierete bene il visitatore/commentatore e non lo lascerete con la sensazione di essere una specie di particella di sodio dispersa nell’acqua in bottiglia.
  • Quando vi arrivano critiche fermatevi un momento e state tranquilli. Il primo impulso è quello di rispondere a tono, lo so (succede a tutti), ma è necessario rileggere bene il messaggio (potreste anche averne frainteso contenuto e scopo), riflettere sulla risposta (non dovete essere precipitosi, cercate di distrarvi, magari e di lasciar sbollire la delusione) e replicare in modo fermo ma educato. Esponete le vostre ragioni con calma ma non mostratevi chiusi al dialogo e pensate che questo gioverà alla vostra reputazione online.
  • In caso di troll e attaccabrighe vari ricordate: don’t feed the troll. Non date da mangiare ai troll. Non rispondete, ignorate e, se il problema non si risolve nemmeno con la moderazione dei commenti, bloccate l’account degli “invasori”. So molto bene che non è facile far finta di niente, ma pensateci un attimo: i denigratori che si divertono a tentare di distruggere il vostro lavoro e la vostra reputazione sono dei provocatori che godono nel vedere i loro avversari perdere le staffe. Sapete perché? Perché voi siete diventati un punto di riferimento. Siete bravi e questa è la loro unica possibilità di attacco nei vostri confronti. Siate superiori; mentre loro perdono tempo a dar fastidio, voi lo impiegate studiando e lavorando.
  • Più progredirete, più ci sarà la possibilità che riceviate critiche giuste o ingiuste. Non focalizzatevi troppo su questo. Continuate a scrivere, imparare, sperimentare e sbagliare. Diventerete più abili nel blogging e più determinati. Concentratevi sulla vostra passione, trovate la vostra voce. C’è di sicuro qualcuno disposto ad ascoltarvi.

Cosa pensate della chiusura dei commenti nei blog? Voi come gestite la mole di opinioni ed eventuali critiche?

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