A caccia di vita sui social network

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Pubblicato il 2 Gennaio 2012

L’articolo di Angie Chuang, pubblicato su Poynter, insiste sul potere dei social network di facilitare il dialogo e la comunicazione tra le persone. Ed è verissimo.

Diciamoci la verità, quanti pensieri e quante opinioni rimarrebbero inespressi se non ci fossero Facebook e Twitter?

Su internet hanno preso piede le grandi rivoluzioni del 2011, con tutti i pro e i contro possibili. “Il potere dei social media è offrire un contesto per affrontare questioni razziali, d’identità (e non solo, ndr), specie se controverse”, scrive la Chuang.  Tutto questo tam tam è terreno fertile per giornalisti e redattori del nuovo millennio, che attingono dai social media come da una fonte inesauribile.

Ogni giorno, Twitter si trasforma in un contenitore di link, articoli e video e su Facebook, rispetto ad un evento, spuntano gruppi di conversazione quasi nell’immediato. I redattori hanno tra le mani uno strumento unico, sconosciuto ai colleghi di ieri. Le piazze virtuali, infatti, sono un album di spunti, fatti e avvenimenti. Con la funzione Twitter search, ad esempio, possiamo seguire l’evoluzione di uno specifico avvenimento.

Lavorare on line all’alba del 2012 è anche questo: monitorare una realtà parallela al mondo reale, che di esso si alimenta, influenzandolo a sua volta. Un gioco di specchi e d’incastri perfetti, dove Twitter e Facebook muovono pezzi d’informazione alla velocità della luce.

Come sfruttare al meglio questa risorsa?

La Chuang elenca qualche consiglio:

  • Attirare l’attenzione: se postiamo regolarmente su Twitter e Facebook, la gente interessata ci troverà. Se non postiamo, lasceremo solo un vuoto di connessioni e di possibili tracce;
  • Creare una pagina Facebook solo per lavoro: una pagina ad hoc invoglierà gli interessati a farci visita  e a prendere parte alle discussioni on line, senza essere costretti a guardare le foto della nostra ultima vacanza;
  • Moderare le discussioni: i commenti fuori contesto scoraggiano le conversazioni proficue. Coinvolgiamo le persone giuste a partecipare, anche con dei messaggi privati se è necessario, e invitiamole a rimanere nel contesto. Cancelliamo pure i commenti fuori luogo;
  • Seguire gli amici: seguiamo on line una varietà di opinioni e non solo quelle più vicine alle nostre;
  • Indicare i contatti di Facebook e di Twitter sotto la firma dell’email

Così facendo avremo tra le mani una lente potentissima, che di certo ci faciliterà il lavoro, ma che non sostituirà mai la magia del contatto interpersonale.

A voi la scelta.

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