Come scrivere una lettera di presentazione?

Lettera di presentazione
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La storia è questa.

Ogni tanto cerco degli sviluppatori che mi possano affiancare su alcuni progetti.

Pubblico l’annuncio su Crebs e i social. In alto, un bel link alla mia pagina personale.

Qui di seguito i sette errori più diffusi che ho riscontrato.

Voglio essere chiaro: non pubblico questo elenco perché mi va di prendermela con qualcuno.

Tutti facciamo errori, specie chi ha ancora poca esperienza.

Ma se nessuno ti dice in cosa hai sbagliato, non potrai mai imparare.

E allora si comincia.

1 – Nessuna lettera di presentazione

Due di voi mi hanno mandato un cv con una bella email vuota.

Eh, già.

Se non hai avuto il tempo per scrivermi un messaggio di due righe, figurati io a leggere il tuo cv.

2- Vecchie abitudini

Se c’è una cosa non sopporto più degli errori di grammatica, sono le maiuscole nel Voi o nel Lei che si usavano credo vent’anni fa.

Signori, la scrittura si evolve.

Qualcuno di voi, evidentemente, no.

3- Mancanza di una presenza online

Sì, lo so che sei ancora un junior, ma io sto cercando una persona che vuole lavorare nel campo del web.

Mi aspetto quindi di trovare, oltre al solito profilo facebook, almeno un profilo Linkedin, Twitter, qualunque cosa che mi faccia capire che spendi più di cinque minuti al giorno su internet.

E se vuoi farmi commuovere, aggiungi in coda all’email il sito personale in cui hai investito dieci euro per un dominio di primo livello col tuo nome e cognome.

4- Niente personalizzazione

Ora: se tu leggi le due righe dell’annuncio e poi vai sul sito linkato al mio nome, certo non ti immagini ci sia dietro un’azienda stile Microsoft.

Quindi smettila di darmi del lei, del voi, dell’organizzazione; smettila di candidarti alla “Loro azienda che investe in qualità e professionalità”.

Passi il “Lei” e il “Voi”, ma del “Loro” non mi aveva ancora dato nessuno.

Smettiamola di prenderci in giro.

Smettila di mandare email a un datore di lavoro che non sai nemmeno di che forma sia fatto.

5- Niente motivazione

Le tue esperienze le leggo nel cv. Su questo non ci piove.

Quindi non mi va di rileggerle nell’email.

Lì invece mi aspetto di capire che tipo sei e cosa ti aspetti dalla nostra collaborazione.

Quello che sei veramente, intendo.

Non mi interessa sapere che sei molto interessato a questo lavoro, poiché questo me lo stai dimostrando investendo il tuo tempo a mandarmi un’email.

Fammi capire che non stai mandando un’email a caso, spiegami perché la mia offerta di lavoro corrisponde a quello che sai fare, al tuo modo di fare le cose, al perché fai le cose.

Dovessimo avere la stessa visione del mondo, vuoi davvero che mi freghi qualcosa del tuo curriculum? Io non solo ti voglio come stagista, passo proprio da casa tua a prenderti.

I programmi si imparano, la passione e i valori no.

6- Niente specializzazione

Sì ho capito che sei un junior (e due).

Ma possibile che stai rispondendo a un annuncio di ricerca di UX designer senza mai aver letto nulla in proposito? Senza mai aver usato Photoshop? Senza sapere cosa significhi UX? Scambiando lo UX design con il Graphic Design?

Se devo cominciare a spiegarti tutto da zero, allora ti vendo un corso.

7 – Alla ricerca del posto perduto

Questa è l’ultima chicca.

Un po’ esistenziale.

“Salve sono interessato a sapere se lo stage è rivolto all’assunzione, grazie.”

Sospiro.

Come faccio a scrivere qualcosa senza far saltare i nervi a qualcuno.

Rispondo così.

Prometto che è l’ultima pippa e poi chiudo.

Non vieni assunto mai per caso.

I più bravi lavoratori trovano sempre un posto nelle società migliori.

Più sei bravo, più sarai conteso tra società concorrenti e, a volte, città e nazioni concorrenti.

Se tu sei un junior la cosa su cui dovresti concentrarti di più adesso non è quella di farti assumere, ma quella di diventare bravo.

Estremamente bravo.

Eccezionalmente bravo.

Se non riesci a essere eccezionalmente bravo è probabile che questo non sia il lavoro giusto per te.

Più sarai bravo, più cercherai delle sfide difficili che ti metteranno alla prova e sarai dunque meno motivato ad essere assunto.

Questo perché l’assunzione ti porterebbe a imparare meno nel medio periodo e a non imparare affatto nel lungo.

Dunque, se sei un junior e mi chiedi se lo stage è rivolto all’assunzione, io stringo i denti.

Vorrei dirti che non riesco a credere che alla tua età mi stia facendo questa domanda; che il web è un settore che cambia improvvisamente ogni sei mesi; che sposta i centri di eccellenza in una città del mondo ogni cinque anni; e che certo al momento non si trova in Italia.

E invece ti dico: no, mi spiace.

Sospiro, mi curo con un po’ di autoipnosi, riapro gli occhi e vado avanti.

In bocca al lupo.

  • http://www.aleinux.it/ Aleinux

    Non concordo con te solo quando ti lamenti del “Lei” o del “Voi”. Sono del parere che il primo approccio con chi non si conosce debba avvenire sempre con una certa gentilezza e con un certo rispetto, che in questo tipo di lettere si può dimostrare in quel modo (ricordiamoci sempre che potresti diventare il mio datore di lavoro, non il mio fratellastro).
    Per il resto sono pienamente d’accordo con te quando dici che a programmare s’impara, ma avere passione è un’altra cosa.
    Ottimo articolo, grazie per i consigli.

    • http://www.facebook.com/francesca.campigli Francesca Campigli

      Concordo in pieno con te! Anche io darei e continuo a dare del Lei o del Voi. Meglio passare per antiquati che maleducati o irrispettosi.

      • http://twitter.com/gleenk Davide De Maestri

        Ragazzi ma scusate. Prendiamo noi di Webhouse, se cerchiamo persone appassionate per scrivere, e sapete che la nostra è una realtà di giovani, come vi rivolgereste? Altro esempio, se mettiamo noi un annuncio per cercare collaboratori, ci date del Voi? Si deve sempre prima guardare / leggere / studiare con chi si avrà a che fare.

        • http://twitter.com/c_venturini Carolina Venturini

          Condivido quando dici che bisogna studiare chi offre lavoro, ma continuo a pensare che un approccio di un certo tipo sia meglio del classico “tu”. Se sto scrivendo a un responsabile delle risorse umane di un’azienda qualsiasi, non penso sia un mio amico e, anche se fosse un coetaneo, in virtù della posizione che ricopre io gli devo rispetto. Credo anche che le distanze siano necessarie, soprattutto quando si tratta di lavoro. Ci sarà tutto il tempo, nel caso, di passare dal “lei” al “tu” e dalla distanza all’andare a pranzo insieme, se questo è il caso. Non credo che mostrare rispetto significhi essere ottocenteschi.
          Carolina
          http://www.sottoifioridililla.com

          • Davide De Maestri

            Ciao Carolina, sono d’accordo, non vorrei essere frainteso, ma se ti rivolgi ad un freelance, o ad un gruppo di freelance che ha la tua età, non puoi dare del lei secondo me. Per il resto hai tutte le ragioni del mondo

          • http://www.facebook.com/profile.php?id=1564518115 Beatrice Niciarelli

            Credo che il punto sia un altro: Luca ha espressamente scritto che inserire il maiuscolo in Lei e Voi sia veramente esagerato e antiquato. Non ha detto “siate maleducati e date sempre del tu”, ha scritto che prima ancora di rivolgersi a chiunque è meglio controllare se si parli di un’azienda o di un singolo.

            Che senso ha dare le Voi a un singolo???

          • http://twitter.com/lucapanzarella lucapanzarella

            Ehm, esattamente, cara Beatrice.
            Però devo ammettere che la diatriba del “lei” e “voi” era divertentissima, chissà come va a finire.

    • http://twitter.com/c_venturini Carolina Venturini

      Concordo in pieno con quanto scrivi!
      Carolina
      http://www.sottoifioridililla.com

  • http://www.geektrends.it Giuseppe D’Elia

    Decisamente un bell’articolo, oltre che molto utile! :)

  • pennamontata

    Un anno fa ero alla ricerca di un copywriter stageur per Pennamontata. Ho ricevuto tantissime candidature. Il 30% circa delle e-mail non aveva corpo. Voglio dire: ti candidi per una posizione di copywriter e non ti degni di scrivermi nemmeno due righe? Significa che fai a botte con la scrittura o proprio non ci tieni a esser preso in considerazione. E – percaritàlavita! – capisco che avrai inviato alle 100 e-mail, ma potresti fare così: ti prepari un’originale lettera di presentazione e la invii uguale, magari personalizzandola qua e là alla bisogna, a più mittenti. Risparmi sul tempo ma non sulla necessaria dose di creatività.

    Altro episodio “particolare”: la narrazione del currilum nel corpo dell’e-mail.

  • http://www.pixelstorming.com/ Stefano Corradini

    Grande Luca! Il passaggio “I programmi si imparano, la passione e i valori no.” è una frase che si potrebbe scrivere all’interno di un quadretto appeso di fianco al monitor.

    • webhouseit

      Super d’accordo anche noi :)

  • Davide De Maestri

    Due frasi che citi riepilogano molto bene il succo di tutto; credo che siano di spessore umano e di valore, elementi che, per esempio nelle agenzie, mancano molto spesso. Quindi li “riscrivo” anche qui per ringraziarti per il contributo:
    “Dovessimo avere la stessa visione del mondo, vuoi davvero che mi freghi qualcosa del tuo curriculum? Io non solo ti voglio come stagista, passo proprio da casa tua a prenderti.”

    “I programmi si imparano, la passione e i valori no.”
    Grazie Luca ;)

    • simone

      Ma i datori di lavoro non cercano persone per le loro capacità (e qualità) intrinseche; ma come oggetti che “implementino” le funzioni x e y che gli serve di inserire a loro nella loro “catena di montaggio”, punto e basta. Questo è quello che colgo nella stragrande maggioranza dei colloqui che vado a fare… (non tutti per fortuna) Ma forse devo ancora imparare a scremare bene gli annunci e mettere in risalto le mie qualità e la “visione del mondo” :)

  • Massimo

    Va tutto bene… però poi non si lamentassero se i giovani non si creano un futuro… passaggi come questo: “Dunque, se sei un junior e mi chiedi se lo stage è rivolto all’assunzione, io stringo i denti.” tolgono solidità economica al paese, perchè dopo anni di affiancamento un’assunzione ci stà!!
    Continuate pure a ragionare così, voi imprenditori, e allora vedrete che belle soddisfazioni che avrete a chiudere prima o poi la vostra saracinesca per sempre…. e poi ci sarà qualche giovane che… “Sospirerà, si curerà con un po’ di autoipnosi, riaprira gli occhi e andrà avanti.”…. pensando… ecco un altra società fallita che non ha voluto assumere e non meravigliatevi troppo se godrà del vostro fallimento.

    • Massimo

      Un altra cosa… caro Luca perdonami… ma quando scrivi: “Ma se nessuno ti dice in cosa hai sbagliato, non potrai mai imparare.” e chi l’ha detto che sei tu a possedere il verbo? Non per fare polemiche ben inteso “Ma se nessuno ti dice in cosa hai sbagliato, non potrai mai imparare.”

      • Davide De Maestri

        Premessa: non si sa perchè chi critica resta sempre anonimo. Paura recondita di far cadere il proprio castello di sabbia? :) Detto questo non penso tu abbia colto il punto di Luca. Se sei un junior e la tua priorità è essere assunto, senza aver dimostrato al mondo cosa sai fare, sei un arrogante e presuntuoso. E purtroppo spesso accade così. Credo che un junior debba innanzitutto far vedere che sa fare qualcosa, prendersi lo stage e DOPO, se meritata, chiedere lecitamente un’assunzione ben retribuita. Perchè io dovrei assumerti alla cieca senza che tu sappia fare nulla? Infine non credo che Luca abbia la presunzione di “possedere il verbo”, ma semplicemente porta un’esperienza. E questo non è un delitto.

        • Massimo

          Caro Davide se su internet preferisci pubblicare il tuo nome al completo è una tua scelta, ma per questo non criticare chi preferisce inserire “solo il nome”. Non sono Anonimo, sono Massimo! :D
          Ad ogni modo, chiedere se dopo uno stage c’è possibilità di assunzione non mi sembra un reato. Io non dico che ad uno stage deve seguire necessariamente un’assunzione, però non và neanche esclusa a priori sospirando quando la si richiede.
          In ultimo… ‘si è un delitto’ quando si usa la propria esperienza per segare le speranze di un giovane che cerca lavoro!! Perchè non prendiamoci in giro, sappiamo benissimo che al giorno d’oggi chiedere di fare uno stage equivale a dire: “vieni a lavorare gratis per me 6/12 mesi? Dai che poi quando finisce lo stage (cioè finisce il progetto) ti dò un bel calcio e ti sbatto fuori e ne prendo un altro!!” e si è proprio così.. perchè rinnovare i contratti 6 mesi per 6 mesi si rischia per legge di dover assumere… quindi è meglio non rischiare e sbattere fuori lo “staggista” per prendere un altro “staggista”!!

          • Davide De Maestri

            Anonimo nel senso di “non rintracciabile”, non mi interessa il tuo cognome, ma poter sapere chi parla che “esperienza” ha per criticare :) Detto questo, libero di portare la tua opinione, gracias ;)

  • Marco

    Io trovo che la cosa più fastidiosa di tutte sia che chi offre lavoro non scrive chiaramente quanto è disposto a offrire economicamente e questo succede solamente in Italia!!!
    Il motivo è semplice; è perchè in Italia chi offre un lavoro si pone sempre come colui che è disposto a concedere un qualcosa, un po’ come se ti facesse la carità…
    Mi diverto sempre molto quando vedo annunci in cui si richiede, ad esempio, un web designer, che conosca da Photoshop a Java con tutto quello che ci può stare in mezzo, però poi non hanno la decenza di scrivere quanto offrono, probabilmente perchè se ne vergognano…
    Tutto questo era solo per dire che spesso si risponde ad annunci in modo molto freddo e inappropriato (sicuramente sbagliando) perchè si parte un po’ prevenuti e demotivati
    ciao

  • http://twitter.com/simonemoriconi Simone Moriconi

    Dopo i consigli su quanto tempo dedicare a inviare una candidatura, dove mettiamo il tempo e l’accortezza dell’azienda di rispondere con un si/no/le faremo sapere/grazie? Su 50 CV che invii (a indirizzi email e non agli autorisponditori delle multinazionali) saranno 4-5 quelli che ti rispondono dicendo “grazie di avercelo mandato, abbiamo archiviato il suo CV in caso di necessità”

    • http://twitter.com/gleenk Davide De Maestri

      Super “quote” :) D’accordo!

  • http://thesurfernerd.com/ The Surfer Nerd

    Santo subito.

  • Rosa

    Purtroppo non condivido molti punti che sono stati messi in discussione da Luca Panzarella :)
    Per quanto lui possa ritenere antiquato il maiuscolo o l’uso del “Voi” “Lei”..etc. è comunque una forma di educazione grammaticale, che indica il rispetto nei confronti di una persona che, appunto non conosci, non sai chi è, e come è fatto, e quindi a maggior ragione non puoi sbilanciarti nel dare del “Tu” o altro. Saranno forme antiquate, ma sicuramente denotano una forma di cultura ed educazione, poi se devono passare di moda anche queste piccole cose come se fossero “abiti della nonna”, beh…su molte cose non mi trovo d’accordo :)

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1564518115 Beatrice Niciarelli

    Concordo pienamente con Luca.
    Il maiuscolo nel lei e nel voi proprio non si può vedere, ricorda il vecchio stile di mia nonna. L’educazione è ben dimostrabile in altri modi.

    Personalmente, prima di scrivere una lettera di presentazione, controllo se il destinatario è un privato o un’azienda, perché in base a questo cambia totalmente lo stile di scrittura della lettera. Mi sembra il minimo!

    Grazie Luca per l’interessante guest post!

  • Al

    La lettera di presentazione è una cosa ipocrita, vorrei vederne una dove c’è scritto “vorrei lavorare per voi, ma non condivido la vostra mission”, con la crisi di lavoro che c’è.

    • http://twitter.com/gleenk Davide De Maestri

      Quindi non lo scrivi ma ci vai? Così lavori 2 mesi, poi o ti licenziano o ti dimetti perchè sei nel posto sbagliato. Certo è una strada, non darà grandi soddisfazioni ma è una strada.

  • http://www.facebook.com/massimo.lazzeri.3 Massimo Lazzeri

    Grazie Luca, articolo molto interessante!!

  • http://twitter.com/Creattivo Creattivo

    Vabbè, diciamo anche che se da un lato è abbastanza vero quello che scrivi, dall’altra è vero che molti selezionatori ragionano in modo quasi antitetico al tuo.
    Per esempio io ho un curriculum vitae molto originale declinato in un’unica pagina. Essendo un creativo ho sempre passato che usare un preimpostato di Word o Pages non fosse esattamente in linea con la mia persona e la mia professione.
    Eppure spesso mi è capitato di sentirmi dire che dovevo mandargli il curriculum in “formato europeo” e blah blah blah, insomma uno di quei bei temi pronti che si trovano in rete.
    Di chicche ne avrei tante, ma non è il mio blog, quindi mi fermo qua. :D

  • Giovanna

    Per il Lei e il Voi sono daccordissimo, ormai sono antiquati e obsoleti. Personalmente nei limiti del possibile uso il “tu”, se le circostanze richiedono un tono formale do del “lei” o “voi” rigorosamente con la minuscola.

    Il punto di vista di Luca tecnicamente non fa una piega, su una cosa però devo dissentire.
    Trovo più che legittimo da parte di un ragazzo che risponde ad un’offerta di stage informarsi se c’è la possibilità di assunzione.
    Del resto non siamo tutti uguali (per fortuna), non tutti i ragazzi che lavorano nell’ambito del web hanno l’ambizione di eccellere, e soprattutto in un momento così delicato molti ragazzi preferiscono avere la sicurezza di poter pagare l’affitto ed arrivare a fine mese con la pancia piena.

    Per quanto mi riguarda la penso come Luca, lavoro come freelance e non voglio un posto fisso in azienda, voglio crescere professionalmente e fare di tutto per realizzare i miei sogni.

    Però io ho una famiglia alle spalle che mi ha pagato gli studi, mi ha permesso di viaggiare, fare corsi anche piuttosto costosi, mi ha finanziata nei primi tempi in cui ho iniziato a fare questo lavoro quando era dura trovare i primi clienti, e se il mese prossimo non dovessi avere nessun cliente so che non morirei di fame e un tetto sulla testa ce l’avrei comunque.

    Purtroppo non è così per tutti, moltissimi ragazzi hanno bisogno di quel posto fisso. E magari hanno sogni molto più grandi dei miei, ma non hanno scelta. E vanno rispettati.
    Del resto il lavoro è un diritto sancito anche dalla nostra costituzione.

  • Ciro

    Concordo!
    “I programmi si imparano, la passione e i valori no.” Questa è stupenda!

  • http://www.padrinorb.com/ DAddYE

    In parte potrei condividere sono capitate anche a me, ma mi piacerebbe estremamente vedere questi tuoi annunci, in particolare la retribuzione. Da quel che ho letto sopra tante parole tanti sogni alla Bogiatto o Alfio Bardolla ma poca sostanza. Cerchi un collaboratore o un socio? Cioè se io cerco un collaboratore per un progetto mi interessa una persona capace per quel che mi serve in quel momento, competente con gli skill minimi a soddisfare le esigenze del cliente. Che poi sogni di essere il migliore o il peggiore non me ne frega, mi interessa solo se devo ASSUMERLO perlomeno con un contratto di un anno. Edddddddddddddddddddddddaaaaaaai

  • Attilio

    Mamma mia che articolo indisponente! Avevo dimenticato l’atteggiamento tronfio e arrogante di chi seleziona nuovi collaboratori…Meno male che non sono in cerca di lavoro.

    • Davide De Maestri

      Ciao Attilio, anche tu segui la legge del “critico” ma non faccio vedere chi sono :) Ad ogni modo, per quale motivo l’articolo sarebbe indisponente?

      • Attilio

        Trovo l’articolo irritante per una serie di frasi:

        1) Due persone hanno mandato il curriculum senza lettera di presentazione; probabilmente hanno mandato il c.v. ad altre 100 aziende, non solo a questa. Di queste 100 aziende statisticamente solo 5 avranno risposto “grazie per il suo c.v. ma al momento non ci sono le condizioni per un eventuale colloquio/collaborazione/assunzione”. Le altre 95 cestineranno senza dare nessuna risposta, quindi scrivere una breve lettera di presentazione, differenziata per ogni azienda sarebbe oggettivamente uno spreco di tempo. Leggere “Se non hai avuto il tempo per scrivermi un messaggio di due righe, figurati io a leggere il tuo cv” non dà l’idea di una persona impegnata nella selezione ma di un maleducato.

        2) Le maiuscole nel Voi o nel Lei a qualcuno possono piacere, ad altri no. Scivere che qualcuno non si sia evoluto perchè utilizza la maiuscola è un’altra castroneria.

        3)”Smettila di darmi del lei, del voi, dell’organizzazione…” idem come prima, può piacere o non piacere ma è sbagliato farne motivo di esclusione. Altri datori di lavoro si lamentano per il motivo opposto, ossia la presunzione che trasmette chi usa subito il tu come se stesse parlando a suo fratello.Mettetevi d’accordo, io tra le due tipologie darei la precedenza a chi, almeno all’inizio, mantiene una certa formalità.

        4) “Mi aspetto di capire che tipo sei e cosa ti aspetti dalla nostra collaborazione.Quello che sei veramente, intendo.” E ti aspetti di capirlo da una lettera di presentazione?Si come no

        5)”Sì ho capito che sei un junior (…)ma se devo cominciare a spiegarti tutto da zero, allora ti vendo un corso.” Solita storia,si cerca qualcuno con competenze (ma non troppe) per pagarlo da junior.

        6)E’ il minimo che qualcuno chieda se lo stage è finalizzato all’assunzione. Invece di sospirare rispondigli di no e dimostrerai di essere molto più corretto.

        7)Il testo iniziale è fatto da brevi frasi con punto fermo, usualmente impiegato per indicare una pausa forte con cambio di argomento. Se indica uno stacco netto con la frase successiva è corretto andare a capo.
        Nell’articolo l’autore utilizza tanti tanti punti fermi con rinvio a capo della frase successiva comunque correlata alla precedente. Posso capire che su internet si scriva rapidamente ma qui non siamo su un forum o su una chat!
        “Se c’è una cosa non sopporto più degli errori di grammatica” ti sembra una frase corretta? Hai pubblicato l’articolo senza nemmeno rileggerlo una volta? Pretendere di dare lezioni scrivendo come gli alunni delle elementari sì che è indisponente.

        Ecco spiegati i motivi per cui trovo l’articolo irritante. Sono sicuro che rileggendolo ne troverei altri ma francamente non è mia intenzione buttare altro tempo, ti ho risposto perchè mi sembrava doveroso. Saluti

        • Davide De Maestri

          Questa quantomeno è una spiegazione, anche se non condivisibile, grazie!

  • Valentina Poli

    fantastico, non sono un’esperta iinformatica,per esser precisi: non ci capisco un’acca . E ciò nonostante ho il profilo linkeldin e twitter e un sito web fatto con le miei impedite manine tramite un programma che anche un invertebrato fossile potrebbe usare agimemte. infatti ce l’ho fatta. Ho un sito con dominio gratuito che trovo (ora) utile e divertente usare . Insomma non faccio prprio schifo, ma quel suggerimento sul Voi minuscolo mi ha colto in flagrante accidenti,lo uso da sempre pensavo fosse ok, no. Fossile. Grazie caro Luca, seguo il tuo
    blog sempre con piacere!

  • Chiara

    Molto bella, davvero, soprattutto nell’ultima parte. Accorata e molto vera. Complimenti.

  • http://twitter.com/futurap futura pagano

    Devo essere sincera, al netto di alcuni spunti interessanti, ho notato una certa indolenza manifestata con una punta di cinismo verso alcuni errori che credo dettati per lo più dall’ inesperienza e ingenuità.
    Questo mi ha spinto a ribaltare la prospettiva, e a scrivere sul mio blog http://futurap.com le “10 consigli per fare un colloquio di lavoro e non farsi odiare”, rivolto questa volta non agli errori dei candidati ma a quelli dei recruiters.
    Aspetto il vostro parere, soprattutto quello di Luca, che con il suo post ha ispirato la mia riflessione.
    Futura
    il link del post è questo
    http://www.futurap.com/2012/09/dieci-consigli-amato-job-recruiter/

  • Antonio

    Stavo leggendo con passione questo blog ma poi mi sono imbattuto in questo articolo. Sorry, onestamente non lo condivido :
    dici
    “Dunque, se sei un junior e mi chiedi se lo stage è rivolto all’assunzione, io stringo i denti.”

    Una persona se e’ junior, allora non e’ uno stagista ma uno che ha una minima esperienza nel settore.La domanda e’ logica e comprensibile, visto lo sfruttamento del nostro settore(e in Italia siamo maestri in questo), mi sembra normale ti chiedano questo.Considera che il 99% degli stage non vengono pagati, se non una miseria, e quasi mai vengono assunti, parliamoci chiaro, lo stagista a 4 soldi fa bene a tutti.
    dici :”Se tu sei un junior la cosa su cui dovresti concentrarti di più adesso non è quella di farti assumere, ma quella di diventare bravo.Estremamente bravo.Eccezionalmente bravo.”
    Bravi l osi diventa grazie all’azienda non da soli, se ti aspetti che un junior sia eccezzionalmente bravo, estremamente bravo, non sara’ cosi stupido da lavorare per te come stagista. Allora cerchi uno stagista? E uno appena laureato che non ha la minima esperienza.Cerchi un Junior? : e uno che ha fatto qualche stage e brevi esperienze, viene assunto per essere formato in azienda, in modo che diventi estremamente bravo.
    Mi dispiace ma se in Italia non si va avanti e’ proprio grazie a mentalita’ come la tua,,rispetto molto la tua opinione, ma la vedo sbagliata molto sbagliata. Smettetela di pretendere gente che faccia mille cose a 4 soldi, e smettetela di usare la parola stage, che tanto serve solo per sfruttare qualche ragazzo di belle speranza che non avra mai un posto di lavoro e quando vi chiedera se lo assumete gli rispodnerete piccati che “queste cose non si chiedono”.

  • Antonio

    ti riprendo un esemio dal sito che hai postato tu :
    http://crebs.it/jobs/view/digital-designer-junior-2#.UFwrMoogcy4

    Ottima conoscenza dell’Adobe Creative Suite (Photoshop, Illustrator, After Effects, InDesign)
    Ottima conoscenza di Flash (Actionscript e/o animazione su time line)

    uno che ha ottima conoscenza di questi strumenti non e’ un junior, e annunci del genere sono fatti solo per sfruttare le persone, nient’altro.

  • Simone

    Quando manca l’umiltà non c’è lettera di presentazione che funzioni.
    Trovo l’articolo saccente, lo avrei accettato se fosse stato scritto da Bill Bernbach non da Luca Panza…qualcosa.

  • http://twitter.com/Amberle27 Amberle Fairywood

    Ho letto con molto interesse l’articolo e i relativi commenti: da ricercatrice di lavoro a tempo pieno posso dire che i vari pareri di chi assume o di chi lavora nelle risorse umane sono sempre ben accetti, che li si condivida oppure no.
    Purtroppo chi cerca lavoro si trova a dover dimostrare competenze, professionalità, creatività, educazione, simpatia e molto altro sapendo che nella maggior parte dei casi non riceverà comunque nessun riscontro nonostante gli sforzi!
    Non è facile indovinare la “ricetta giusta” per farsi prendere almeno in considerazione e i passi falsi sono dietro l’angolo, io per esempio ho fatto/faccio alcuni degli errori che ha segnalato Luca.. ah ah ah!
    Quindi condivido la sua opinione ma appoggio anche Attilio che nelle risposte spiega perchè trova l’articolo irritante…

  • Roberto

    Hai ragione: bisogna informarsi prima di mandare un curriculum. Io l’ho fatto e non manderò MAI una candidatura per collaborare con Voi. Uso la maiuscola perchè non sei mio amico, come non possono esserlo tutti quelli che sfruttano gli stagisti e ragionano in questa maniera (questa sì obsoleta, che neanche nel ’700 la Rivoluzione Industriale).
    P.S. ai lettori consiglio di leggersi i commenti che sono sicuramente la parte più interessante della pagina. Per fortuna ancora qualcuno ragiona in questo Paese.

  • Chiara De Liberato

    Sono d’accordo con te, Luca, anche se solo in parte.

    Che molti candidati inviino email vuote con un misero allegato, mi pare a dir poco pessimo.
    Idem il fatto del Le-Voi: di per sé sono ottimi modi di porsi, ma solo quando l’interlocutore è adeguato. E’ assolutamente sacrosanto l’invito di Luca ad informarsi sul destinatario dell’email prima di scegliere il tono con cui scrivere una presentazione. Io stessa do del tu a conoscenti e committenti molto giovani o che conosco magari via twitter, del lei a chi possiede un’azienda più importante o a ci ha molti anni più di me ed assolutamente mi informo se sto scrivendo ad un singolo o a una società più ampia, prima di scrivere.
    Per il fatto della lettera maiuscola-minuscola sono processi linguistici tuttora in corso, per cui non mi sento di poter dare un giudizio negativo tout-court.

    Sul fatto del richiedere se lo stage possa portare a una collaborazione più stabile, non lo trovo affatto professionale, come il chiedere il compenso come prima cosa durante un colloquio di lavoro. C’è però da dire che noi giovani (e anche molti adulti) vivono esperienze disastrose dal punto di vista lavorativo, ritrovandosi a volte maltrattati, usati e gettati via come spazzatura appena non servono più. Forse non hai mai subito questi trattamenti, ma ti giuro che alla seconda, terza, quarta volta essi ti logorano l’autostima e ti portano a chiedere “rassicurazioni” contrattuali prima di venir fregato per l’ennesima volta.

    Per il resto sono d’accordo: mostrare più la voglia di fare e i propri tentativi nel campo (sito web, portfolio, account di social network, ecc.) a volte è più utile di una lunga lista di lauree ed attestati. E soprattutto, mai confondere la lettera di presentazione con il cv.

    Penso che nessuno di noi “nasca imparato”, io stessa ho fatto qualcuno di questi errori prima di trovare suggerimenti come i tuoi su altri siti web, quindi ben vengano questi articoli, ma ti suggerisco di usare un tono leggermente più umile e meno incavolato la prossima volta. Trovo più irrispettoso criticare in quel modo spietato, che dare del Lei o mandare un’email vuota.

    A presto!

  • http://www.andreacometa.it/ Andrea Cometa

    Sinceramente, quando mi trovo di fronte ad una lettera di presentazione, gradisco chi usa scrivere bene ed in Italiano, usando anche le maiuscole nel Voi e soprattutto chi conosce la netiquette e sa a cosa servono i campi oggetto e corpo dell’email…

    Per il resto concordo a metà, direi che bisogna avvicinarsi maggiormente alle Persone che potrebbero rispondere agli annunci, è necessario spendere 5 minuti in più per capire se abbiamo di fronte una potenziale risorsa, seppur demotivata a causa della situazione generale in Italia.
    Ovviamente tutto questo decade, se non si ha la reale intenzione ad assumere…

  • Rosaria

    Grazie per le dritte, ma a me più che insegnamento sembra un cazziatone.

    D’altro canto, non la farei passare liscia ad un imprenditore che scrive periodi lunghi quanto la propria capacità di mettersi nei panni di chi cerca disperatamente un lavoro; tra l’altro non so lei in che mondo vive, ma dove vivono i lavoratori come me che mandano curriculum in continuazione c’è sfruttamento continuo da parte di moltissime aziende.

    Quindi non si offenda se qualcuno le chiede qualche informazione in più riguardo la sua offerta, anche se costretto a ripetersi. Ops, perdoni, ma stavolta ho tentato di insegnare qualcosa a lei.

  • emanuele

    secondo quanto scrive Luca Panzarella, evinco che un junior debba, per potersi presentare, possedere la scaltrezza di un senior. Auguri ragazzi! ..o meglio: jiunior.

  • Franca

    A prescindere dalle osservazioni, non tutte condivisibili, non capisco il tono di questo intervento. Se doveva dare una serie di consigli per una maggiore incisivita’, chiarezza e, perche’ no, professionalita’ nella presentazione di un CV, allora lei, tanto bravo a criticare la capicita’ di altri di trasmettere per iscritto le proprie intenzioni, non ha dimostrato nessun talento personale in questo campo. Ha solo messo insieme una critica poco professionale rabbiosa e malamente redatta che risulta offensiva nei confronti dei tanti che oggi cercano disperatamente un lavoro. Mi scusi, ma il sottile sarcasmo e la rabbiosa supponenza che pervadono questo post fanno pensare ad una persona asolutamente inadatta ad intuire le capacita’ professionali e personali di chiccessia, a prescindere da qualunque forma di presentazione.

  • Dario

    Nonostante alcuni o molti punti siano condivisibili, il tono saccente di questo articolo lo rende davvero irritante. Vediamola dalla prospettiva opposta: chi vorrebbe mai un datore di lavoro così! Ma chi sei, Mark Zuckerberg? Ti aspetti umiltà dal dipendente, comincia ad essere umile tu! Scrivi come un dio in terra solo perché sei nella posizione di dare due lire a qualche sventurato che ha bisogno di lavorare.
    Quello che emerge da questo articolo è la mentalità da “legge della giungla” che si è affermata nel mondo del lavoro. Se non sei abbastanza bravo, soccombi. Se non sei all’altezza, soccombi. Se non stai al gioco, soccombi. E il guaio è che questo modo di pensare è ormai accettato come naturale. E’ ovvio che uno stagista debba lavorare gratis senza alcuna prospettiva. E deve essere anche grato di questa grande opportunità di crescita. Ma siamo impazziti? Ma viviamo in una società civile o in una giungla?
    Mi viene la nausea… O tempora! O mores!

  • Annarita Faggioni

    Certe e-mail non capitano solo quando si tratta di un’offerta di lavoro, ma per qualsiasi primo contatto online. Se ne vedono di tutti i colori. Il problema è che si pretendono risposte immediate con una buona dose di presunzione (ma se mi mandi una e-mail vuota cosa ti rispondo?). Poi va a finire che si va sui social e si dice che il sito X non risponde agli utenti, oppure alle offerte di lavoro, o ancora ai commenti.

    Per quanto riguarda nello specifico le offerte di lavoro, dobbiamo anche lamentare che alcuni annunci sono abbastanza evasivi (soprattutto quando ci si rivolge ai siti di annunci). Molti fanno credere che il copywriting sia un modo semplice per fare soldi da casa. Niente di più sbagliato.

    Un po’ di chiarezza nel pubblicare gli annunci (e nel rispondere agli stessi) dimezzerebbe i tempi per entrambe le parti.

  • mc giver

    Sei un grande! Condivido pienamente l’interpretazione che hai dato del mondo del lavoro, che sia nel web o (aggiungo ) in altro settore. Parlo con un’esperienza di 10 anni da dipendente e 20 da libero professionista. E’ ora di smetterla di chiedere quanto mi dai, ma di chiedere a se stessi quanto valgo e richiedere il compenso che NOI riteniamo giusto. Tutto questo pero’ , non deve bypassare il periodo iniziale di esperienza sul “campo” , importante quanto gli studi ( che siamo disposti a pagare), pertanto in questa fasse di apprendimento anche chi ci assume spende tempo ed energie per insegnare, e’ giusto accordasi per un giusto compenso di legge senza grosse pretese.

  • http://www.facebook.com/giovanna.salzillo.9 Giovanna Salzillo

    Io capisco che le email senza corpo possono essere irritanti, però siete irritanti anche voi (generalizzo) che ricercate persone esperte come stagisti.
    Non ci prendiamo in giro: gli stagisti vi servono perchè pagate poco di contributi, pagate poco il lavoro ma intanto questi di lavoro ne fanno.
    Io leggo annunci in giro che mi fanno rabbrividire:si ricerca grafico/web designer o qualunque altra professione, esperta di linguaggi e chi più ne ha più ne metta, con esperienza minima di 3-5 anni…Me la sapete spiegare questa?
    Date voi, dall’alto della vostra esperienza, consigli su come comportarci non solo critiche possibilmente!

  • Andrea

    Ciao Luca, mi sono imbattuto nel vostro sito alla ricerca di spunti e di collaborazioni, sono un ex direttivo troppo vecchio e troppo oneroso per la mia azienda multinazionale, ho 44 anni e mi ritrovo a “reinventarmi” da imprenditore con spirito da 20 enne e con quel pizzico di lungimiranza che mi sono guadagnato in 25 anni di lavoro in varie parti del mondo.

    Ho letto con passione quello che hai pubblicato e tutte le risposte che hai ottenuto… permettimi di congratularmi con te per la viralità del testo.

    Di fatto, quattro righe messe in croce ma ben piazzate, con un “buon tono” hanno ottenuto lo scopo prefissato… a tutti gli stagisti/junior/aspiranti lavoratori vanno i miei saluti ma anche il mio personale pensiero, (si vede che sono un “vecchio elefante”), per non aver preso la cosa dal lato giusto, è vero, siete animati dal “sacro fuoco” dell’età da una parte e la fame di lavoro è sempre più incalzante, il mercato del lavoro è spietato, tuttavia, signori, se non sapete trarre spunto da un articolo fatto ad arte da una persona che con questo ci campa “ergo professionista”, non pensate di potervela cavare davanti ad un cacciatore di teste dove l’importante non è chi siete, cosa fate, quanto avete speso nella formazione, ma semplicemente farvi perdere le staffe per capire i vostri limiti al fine di trovare la persona giusta.

    Dipende sempre da cosa cerca il recruiter… naturale, si stà parlando di conoscenze minime, se si dovesse incentrare il discorso sulle capacità, è lapalissiano che uno si aspetta di avere davanti una persona che quanto meno conosca l’ambito su cui andrà “a parlare”… anche io cerco personale in un campo tecnico tanto, forse troppo ristretto, ma è come un esame di patente nautica che ho avuto il dispiacere di assistere, in breve l’esaminatore: mi faccia un nodo semplice… l’esaminando: ma non è materia di esame… strano a dirsi, l’esperto velico l’ha bocciato in banchina e non l’ha fatto neanche salire in barca l’esaminando ancora si chiede il perchè…. meditate gente, meditate.

    Per ultimo, a Luca: ho fatto leggere il tuo articolo alla mia prole (18 anni), la domanda dopo qualche secondo di perpressità è stata: ma l’hai scritta tu papà?

    Cordiali saluti a tutti ed ancora complimenti a Luca! Andrea

  • Ruben

    Salve, molto interessante ma penso che si dovrebbe prendere una camomilla, quanta acidità. e comunque se Le do da ‘LEI’ e semplicemente per rispetto, perche non la conosco.

  • Caterina

    Ciao, ho letto con interesse ciò che hai scritto, ma scusami se te lo dico: sei troppo acido e troppo duro secondo me. Non so quale sia stato il tuo percorso professionale e come sei arrivato fin lì ma credo che tu, e molte altre persone “arrivate” si dimentichino da dove vengono e tutte le umiliazioni subite.
    Forse volevi essere diretto e chiaro con le tue parole e invece sei risultato aggressivo.

  • Stella

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritto e con il tono usato da Luca.. E lo dice una 40 enne che sta cercando di reinventarsi un lavoro, perchè sta per perdere quello che svolge da circa 5 anni. E’ vero anche che si ha fame di lavoro, di lavorare e di guadagnare, ma è anche vero che siamo in tantissimi a cercare un lavoro, quindi è necessario mostrare al selezionatore di essere migliore di tutti gli altri. Il buonismo non serve a nessuno. Mi hai dato ottimi spunti di riflessione!

  • Antonio

    Chi ha rovinato l’Italia ? i politici ,e continuano a sperperare soldi ancora oggi .non è ora di dire basta a questi incapace di governare l’Italia?

  • Alessio

    Ciao. Ho 29 anni e Sono un designer freelance. Concordo cn i primi punti che parlano della superficialità con cui ci si candida o la mancanza di un portfolio/profilo web.

    Per la domanda relativa alla possibilità di assunzione dopo lo stage, mi sembra che sia un legittimo diritto di chi dovrà risshiare di perdere del tempo senza trarne niente.

    Io se ho bisogno di una mano pago le persone: non propongo stage o stronzate simili per trarre il massimo guadagno senza valorizzare IL TEMPO della persona coinvolta. ALTRIMENTI me lo faccio da solo.

    Forse ci stiamo allontanando dalla vera funzione del lavoro: LAVORI PER VIVERE, e attualmente si vive attraverso i SOLDI. Non vivi con stage, non vivi con riconoscimenti testuali in piccolo su siti, brochure, film, ecc.
    Se cerchi una persona junior la paghi quanto un junior, non ZERO. Paghi zero chi non ha nè studiato nè ha mai fatto nulla nel campo. Ma credo che anche in quel caso, offrire almeno il bus o il pranzo in cambio di una mano sia il minimo.

    Saluti

    • LucaPanzarella

      Ciao Alessio, non so se hai scritto il commento in contrapposizione al mio post, comunque sono d’accordo con te.
      L’unico appunto è sullo stage: è un periodo di formazione per il candidato, stop. Il periodo di formazione, se valido, ti servirà per sempre ovunque lavorerai, dunque non mi sembra inutile anche nel caso in cui l’azienda non abbia interesse ad assumerti in seguito.
      Quello che vedo è una ricerca forsennata al contratto, a questo “Ok, faccio lo stage, ma poi mi assumi?” quando lo stage in sé ha un valore, chiaramente se il candidato in questione ha un’esperienza “da stage” e l’azienda non vuole solo uno che fa le fotocopie.

  • Pippo

    L’uso delle maiuscole per rivolgersi all’interlocutore è utile per leggibilità e disambiguazione, quindi può indicare cura verso l’interlocutore (anche se, sì, ha quel che di desueto). Però, cari selezionatori, se tra i criteri buttate dentro anche le opinioni personali su scelte di stile non universalmente
    codificate, allora stiamo parlando di aria fritta.

  • Andrea

    I punti dall’1 al 6 sono molto belli, mirati e giusti perchè (parlo da Junior) ci sono errori che anche se si è inesperti si è tenuti ad evitare. Alcuni aspetti ricadono nel campo dell’intelligenza, del buon senso e della capacità di immaginazione di un individuo ed è lì che ogni ragazzo deve essere pronto a fare la differenza nonostante la poca esperienza. In particolare il punto 5 è secondo me fondamentale, è l’aspetto di cui tutti si scordano quando fanno una richiesta di lavoro ma è forse il più importante, cioè cercare di entrare nella mente di chi ti propone il lavoro.
    Poi c’è il punto 7. Qui tutto cade. La richiesta in virgolettato è ben posta e più che legittima, eppure parte una critica sferzante ed ingiustificata.
    Le persone che la pensano come al punto 7 sono quelle che hanno e stanno contribuendo alla rovina dell’Italia. Chi offre stage nel 98% dei casi lo fa perchè ha bisogno di un dipendente ma non lo vuole pagare, allora propone lo stage con la presunzione di poter essere lui utile allo stagista e non viceversa, poi finito lo stage tanti saluti e a capo: è così che state mandando in malora questa generazione di ventenni. Alla luce di quanto detto se te Luca ricadi nel 2% restante sei comunque TENUTO a rispondere in maniera chiara e soddisfacente ad una domanda ben posta così come ti aspetti che chiare e soddisfacenti siano le lettere di presentazioni che ti vengono spedite.
    Un discorso come il tuo può valere se sei la Apple, ma sei un web designer italiano, in bocca al lupo a te Luca.

    • LucaPanzarella

      Ciao Andrea e grazie per aver spiegato i punti della tua critica.

      Parto da questo presupposto (magari sbagliato): il candidato che accetta lo stage lo fa perché ha convenienza a farlo. Se anche gli proponessero di fare le fotocopie e lo pagassero con buoni pasto, se lui ha scelto liberamente di farlo piuttosto che cercare altrove, allora avrà la sua convenienza.

      Dunque piuttosto che pensare al 98% dei datori di lavoro che sfruttano in questo modo chi oggi entra nel mondo del lavoro, mi chiedo se quel 98% che ha accettato quelle condizioni lo ha fatto in modo consapevole o meno.

      E proprio perché non sono la Apple quando non ho rinnovato uno stage sono stato il primo a indicare percorsi lavorativi diversi da quello che proponevo io. Chiedi a chi ha fatto stage con me.

      Ora mi chiederai: fanno tutti così? No. Nessuno che io conosca.

      Chi sta barando? Il datore di lavoro.
      Chi ha la responsabilità della scelta? Lo stagista.
      Come fa a saperlo prima? Leggendo articoli come questo.

      Ciao!

  • Erika

    ciao Luca, mi hai fatto molto divertire….scrivi osservazioni giustissime in modo simpatico ma sincero! ti auguro di trovare lo stagista perfetto da passare a prendere a casa! ciao! p.s. io ho letto tutto per caso, stavo cercando di scrivere una lettera di presentazione decente per quella rottura di mia sorella!!!!
    Erika

  • Jopseph

    si si tutte belle parole , ma tu pensi per te, io penso che se vengo li da te spendo, in termini di tempo, benzina, cibo e tu fai tante belle critiche , per carità costruttive, ma davvero credi che la gente riesce a campare con l’esperienza? io devo investire il mio tempo collaborando con te, ma io ho da pagare le bollette, la macchina, l’affitto , il mangiare, i vestiti, ecc ecc è ovvio e giustificato che ti chieda se da parte tua c’è intenzione di assumere, perchè io domani devo mangiare, tra 3 mesi devo mangiare tra 2 anni mi tocca sempre mangiare, migliorarsi è un’ottima cosa , ma posso esser il più esperto del mondo, ma se non ho un lavoro stabile e sicuro non posso farmi un futuro ed è quello che conta, tu guardi il tuo guadagno io guardo il mio, o si trova un punto di incontro o restiamo nelle nostre posizioni, tu hai bisogno di una persona che lavori, io ho bisogno di mangiare. non posso lavorare senza una minima speranza di una sicurezza economica.

  • VickySarax7

    Proprio quello che cercavo! Opinioni sincere sulla lettera di presentazione. Mi stavo accingendo a scrivere e vedo una mirade di consigli inutili o pomposi nel web, giungo ai tuoi e finalmente posso mettermi a scrivere! Siamo persone, parliamoci da persone. Questo è il senso, grazie.

  • Giacomo

    “E se vuoi farmi commuovere, aggiungi in coda all’email il sito personale in cui hai investito dieci euro per un dominio di primo livello col tuo nome e cognome.” Quindi gli unici che possono mandarti il curriculum sono il clown IT e l’extraterrestre ET :)

  • Valentina

    Quante belle parole dei datori di lavoro(parlo in generale perchè sono tutti uguali)….peccato che poi nel concreto quello stagista rimarrà tale e alla fine dei 6mesi/1 anno tornerà a fare lo stagista da qualche altra parte e cosi via a rotazione per i prossimi 10 anni, fino a che non arriva alla veneranda età di 30anni e si ritrova con tanti bei rimborsi spese(forse), pluriennali esperienze varie ma di fatto nessun lavoro, perchè a 30 anni non ti assumono più, poichè all’azienda non conviene e tu, lavoratore che alla fine non hai avuto tanta altra scelta, hai buttato 10anni di vita dietro ad aziende che ti hanno sfruttato.
    Io parlo per esperienza personale, negli ultimi 7 anni ho messo anima e cuore in ogni lavoro che ho fatto (e faccio) e sono passata da stage, a contratti in nero, a contratti fittizi perchè pagati con voucher a, ciliegina sulla torta, apertura di finta partita iva per lavorare come receptionist 48 ore a settimana per 700 euro al mese (e Sig. Luca io di scelta non ne ho avuta, ho quello o stai a casa e quando hai famiglia o vuoi creartela non te lo puoi permettere di non lavorare e quindi devi sottostare alle tutte le fisime mentali di chi ti assume)

    Io mi sono diplomata come programmatrice, mi capita di gestire siti internet, di usare il GIMP (il photoshop mi scusi ma lo lascio a chi ha soldi da buttare) e di studiarmi, anche senza un lavoro che lo richieda, programmi che forse non userò mai. Ma sono cose che sul curriculum/lettere di presentazione posso anche non scrivere, perchè ci vogliono gli attestati/certificazioni che, pagando, ottieni anche senza sapere un tubo. Profili sui social network io non ne ho ma non li perchè non li sappia usare, semplicemente perchè di spiattellare i cavoli miei al mondo non mi interessa e mi capitato di trovare offerte (non per lavori sul web) che lo richiedevano come requisito fondamentale ai fini dell’assunzione, cosi come mi sono capitate offerte di lavoro che richiedevano pluriennale esperienza per uno stage formativo, ma il candidato doveva avere al max 20 anni.

    Io non me la prendo con Lei (penso che alcune cose, come il rispetto e l’educazione anche se per iscritto, non si evolvono mai) perchè ognuno è libero di fare e decidere quello che pensa sia meglio per se stesso, soprattutto quando si tratta di lavorare e di decidere i propri collaboratori ma in questa Italia e fino a che non si cambiano i modi di pensare solo per il proprio guadagno personale, non si andrà mai avanti..

    Le auguro una buona giornata

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