Pubbliche relazioni 2.0: sfruttale, senza esagerare

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Pubblicato il 1 luglio 2013

Le pubbliche relazioni sono importanti perché ti permettono di creare una rete di contatti. E chi lavora ogni giorno con blog e social sa quanto sia importante avere la persona giusta al momento giusto.

Tessere rapporti virtuosi e di buona collaborazione quando le distanze si riducono può sembrare un gioco da ragazzi. Ma non lo è. Le distanze non sono scomparse, e non puoi invadere la privacy senza pensare alle conseguenze.

Il blog porta l’autore al pari del lettore, lo rende umano, e la tecnologia lo mette in contatto con altre persone: basta una email, un messaggio in chat, un tweet per inviare domande, interviste, richieste di aiuto all’esperto di turno.

In questo modo nascono nuove amicizie e rapporti professionali… Ma sei sicuro? Questi rapporti sono solidi? Quanto sarà felice il blogger di ricevere la tua email? Voglio affrontare il discorso attraverso 2 prospettive diverse.

Autore

Sei il proprietario di un blog che vuole conquistare una nicchia, e diventare il punto di riferimento per un determinato target. Obiettivo sacrosanto, ma per raggiungerlo non devi solo scrivere. Devi anche coinvolgere gli utenti e – sorpresa, sorpresa – accogliere le domande dei tuoi lettori.

Certo, sei diventato un esperto. Scrivi ogni giorno un articolo su un determinato argomento, ed è normale che le persone ti identifichino come un punto di riferimento: fanno una ricerca su Google, trovano il tuo blog e lasciando un commento.

A volte, però, preferiscono una email e ti chiedono di tutto, dalla soluzione finale per problemi complessi alle operazioni per accendere o spegnere il PC. Non sei un tecnico dei computer ma non importa. Gli utenti chiedono e tu devi rispondere.

Non sempre. Questa è la mia politica: se posso rispondere senza problemi e senza perdere tempo lo faccio, se ho già scritto qualcosa sull’argomento mando il link, se lasciano una domanda complessa ma interessante la uso per scrivere un articolo su My Social Web (fidelizzo e trovo nuovi argomenti).

Le altre domande? Per correttezza professionale non posso rispondere a quesiti che non riguardano il mio campo. Cerca di essere disponibile ed educato con i tuoi (anche potenziali) lettori. Ma senza esagerare. Tronca la comunicazione quando l’utente pretende con maleducazione.

Lettore

Lo so, hai un problema. E cerchi qualcuno che te lo risolva. Hai provato nei forum e su Google ma niente, poi trovi questo blog che affronta il tuo argomento e mandi una email all’autore. Una email con un saluto, un complimento e magari una richiesta di aiuto.

Non c’è niente di male in questa azione, c’è condivisione e ci sono rapporti umani: il web è fatto anche per questo. Ma devi muoverti bene, altrimenti rischi di non trovare mai la risposta ai tuoi problemi.

In primo luogo devi essere educato. Semplice ma vero. Troppe persone scrivono per ricevere una mano e non si prendono il disturbo di presentarsi, o semplicemente di salutare.

L’autore del blog non vuole conoscere la tua vita, ma esige un rispetto da parte di un estraneo. Perché questo sei: un estraneo. E non puoi esordire elencando i tuoi problemi.

A proposito di problemi… la domanda è in tema con la specializzazione del blogger? Chiedere a un webwriter le evoluzioni segrete (esistono?) di Penguin 2.0 non è una scelta saggia. E probabilmente la risposta non arriverà.

Un ultimo consiglio: non puoi torturare una perfetto sconosciuto elemosinando ogni giorno qualcosa, così come non può chiedere spiegazioni che impieghino un tempo spropositato. Il motivo? Forse quel blogger potrebbe venderle come consulenza.

La tua opinione

Devi lavorare sul buon senso. Devi essere poco invadente, discreto, capace di tessere rapporti – e magari ricevere cortesie – senza disturbare. E soprattutto senza esigere, questa è la chiave. Sul web non puoi essere prepotente, non puoi costringere una persona con l’arroganza.

Giusto? Sbagliato? Tu sei blogger o lettore? Come ti muovi in questo campo? Lascia la tua opinione nei commenti 🙂

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