L’evoluzione di WhatsApp: da “provocazione” a strumento di business

WhatsApp Marketing WhatsApp web
Tempo stimato di lettura: 1 minuto, 54 secondi
Pubblicato il 2 settembre 2015

Nel 2009, Jan Koum e Brian Acton, due ingegneri statunitensi, sfidarono i gestori telefonici, inventando WhatsApp, un servizio gratuito di messaggistica istantanea basato sulla connessione internet.

Un’applicazione mobile sviluppata per il sistema iOS, ma che in poco tempo è diventata il mezzo di comunicazione più diffuso e utilizzato da tutti (o quasi). A gennaio 2015, infatti, ha raggiunto 800 milioni di utenti attivi. Inoltre, nel 2014 Mark Zuckerberg ha acquisito WhatsApp per 19 miliardi di dollari.

Numeri da capogiro, ma anche da sfruttare per il proprio business. Perché?

1. È un servizio a costo zero rispetto ai tradizionali sms (dopo il primo anno di utilizzo si paga un canone di soli 0,89 centesimi).

2. È possibile inviare messaggi testuali, foto, immagini, video, file audio e posizione geografica. Un consiglio: utilizza le immagini, hanno sempre un impatto maggiore.

3. Sfruttando le mailing list aziendali e i database clienti, si possono inviare messaggi e offerte mirate e strategiche, one-to-one e a gruppi. L’importante è identificare e profilare gruppi distinti di clienti, esaminando le differenze demografiche, psicografiche e comportamentali. In ogni caso, ricordati di chiedere sempre l’autorizzazione prima di inviare i messaggi su WhatsApp.

4. Può essere utilizzato come numero aziendale o “numero verde” per comunicare in modo istantaneo, ottimizzando e aggiornando l’attività di customer care, ma ricorda: sono fondamentali la tempestività delle risposte e la condivisione del contatto all’interno del sito e sui social media aziendali o dell’attività commerciale. Ecco due case history italiane:

#InfoAtac via WhatsApp fa call center in tempo reale. È il primo in Italia, ha dimensioni ragguardevoli, è l’estensione del servizio @InfoAtac che ha già avuto riconoscimenti internazionali e poggia su una sala operativa H24 che affianca quella di esercizio.

WhatsApp marketing Atac

 

La Cooperativa Radio Taxi di Genova. Dal 2014 si può prenotare il taxi chiamando con WhatsApp.

WhatsApp Marketing Taxi Genova

5. Non bisogna utilizzare WhatsApp puramente a scopo commerciale, ma anche e soprattutto per coinvolgere le persone in conversazioni che includano anche l’universo di riferimento del brand attraverso contest o giochi. Intrattenere e stimolare la curiosità premia e Absolut Vodka in Argentina docet. Guarda il video che spiega l’originale sfida lanciata su WhatsApp:

6. Non soltanto “mobile”, ma adesso è anche per pc. Ed è ancora più comodo:

WhatsApp Marketing WhatsApp web

7. È uno strumento di fidelizzazione perché è bidirezionale e permette di dialogare con il proprio cliente. Dunque, perché non sfruttarlo?

E tu come utilizzi WhatsApp? Scrivici nei commenti!

  • Simone Gazzola

    Grazie Simona, hai info in merito al numero massimo di contatti che si possono inserire nelle Liste Broadcast?

  • Mattia Perissinotto

    Brava Simona!!!

  • Bello…c’è solo un problema la memoria del telefono che tra milioni di gruppi e media intasa il telefono…

  • Pino Pisano

    Simona ti segnalo l’iniziativa del Como Calcio, la prima società italiana ad aprire un contatto WhatsApp con i tifosi. Pare che la loro campagna abbonamenti abbia spiccato il volo e altre società tipo Inter e Fiorentina abbiano chiesto info in merito

  • MarcoDastait

    256 contatti per ogni lista broadcast!

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