Webwriter e carta stampata: una guida per lavorare anche offline

Giornali
Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 16 secondi
Pubblicato il 28 gennaio 2013

Il webwriter crea e pubblica documenti – articoli, newsletter, landing page – che si trovano online. Ovvero che vengono caricati su un server sepolto nel deserto del Nevada e consultati grazie a una connessione ADSL.

Questa è la definizione base. Il webwriter conosce le abitudini degli utenti che usano internet, le tecniche per ammaliare umani e motori di ricerca, i gusti delle persone che cercano soluzioni su Google. Ma riuscirebbe a scrivere su carta?

Il web è il suo ambiente naturale, ma come affronterebbe un mondo fatto di inchiostro e cellulosa? Io collaboro con alcune testate, e ti posso assicurare che le differenze tra scrittura online e offline ci sono: ecco una piccola guida per il webwriter in trasferta sulla carta stampata.

1. La rilettura è una cosa seria

Quante volte abbiamo sottolineato l’importanza di una buona rilettura? Quando pubblichi un articolo o una pagina per un cliente devi assicurarti che non ci siano errori di grammatica e sintassi. Ma sulla carta queste attenzioni si moltiplicano.

Una volta stampato, infatti, il testo non può essere modificato. Un errore su carta si diffonde rapidamente e non c’è modo per arginarlo. Il mio consiglio: leggi, rileggi, fai rileggere a un amico fidato. E poi a un nemico.

2. Attenzione ai collaboratori

Sei abituato a scrivere il testo, il titolo, il sottotitolo dei post. Ma nelle grandi redazioni non funziona così: tu mandi l’articolo e il titolista sceglie l’headline. Vuoi dormire sonni tranquilli? Fatti mandare la bozza di stampa e controlla con attenzione tutti i dettagli che non hai curato personalmente.

3. Non ci sono link

Qual è la principale differenza tra un testo online e uno stampato su carta? La natura ipertestuale delle pagine web. Un ipertesto può contare sulla forza dei link, risorse preziose per evitare approfondimenti superflui.

C’è un dubbio da sciogliere? Basta inserire un link. Con la carta stampata questo non è possibile: devi usare le parole. Io scelgo con attenzione i punti da approfondire, pianificandoli con le classiche scalette, e cerco di non rubare spazio all’argomento principale.

4. Non dimenticare le tue radici

Sei un webwriter. Hai imparato il linguaggio del web, hai capito l’importanza di un testo snello, sei riuscito a eliminare il superfluo.

Non rinnegare il tuo lavoro: a volte i webwriter si lasciano sedurre dal fascino della carta stampata e cercano di partorire piccoli capolavori di giornalismo. Ma il risultato non è quasi mai all’altezza delle (proprie) aspettative.

Sii te stesso, rispetta le tue origini. Sempre.

5. Spazi e battute

Il webwriter non è abituato ad avere dei limiti: deve rispettare le regole della leggibilità, ma in teoria post e articoli offrono uno spazio infinito. Quando scrivi su carta, invece, hai dei confini precisi perché la pagina del giornale è limitata.

Che sia un’ANSA o un articolo di 3 cartelle non fa differenza: devi rispettare i limiti. E tu devi essere in grado di riportare in questi spazi i punti salienti.

6. Le persone che devi conoscere

Scrivere offline vuol dire stringere alleanze che ti permetteranno di migliorare il tuo lavoro. In primo luogo devi conoscere bene il caporedattore, che mette insieme i tasselli del puzzle: si assicura che i tempi siano rispettati e che la qualità del prodotto sia all’altezza delle aspettative.

Poi c’è il titolista, e puoi immaginare quanto sia importante: un buon articolo con una headline poco incisiva perde il suo fascino. Passo numero tre: il fotografo. Io preferisco lavorare con persone che già conosco, e che mi permettono di costruire il lavoro in simbiosi con le immagini.

Questo passaggio è fondamentale per le riviste con grandi foto a colori, ma anche per gli articoli che fanno leva sulla foto-notizia: scrittura e narrazione figurativa delle immagini si incontrano, ed è compito dello scrittore creare dei legami intimi tra i codici comunicativi.

La tua opinione

Hai già lavorato per riviste cartacee? Credi che il webwriter abbia le capacità necessarie per lavorare anche su carta, o credi che siano due ambiti completamente differenti? Lascia la tua opinione nei commenti!

  • Come sempre utile!
    Grazie Riccardo! 🙂

    • Ciao Giuseppe,

      Figurati, è un piacere. Ho pensato ai webwriter e alle difficoltà della carta stampata. A volte capitano ottimi lavori e dobbiamo essere pronti: giocare in trasferta non è facile.

      • Tecnicamente lo trovo davvero “pericoloso” già il solo rischio di restare lì immortalato con una castroneria mi terrorizza a dirla tutta… 🙂

        • Fare un errore e non poterlo modificare: questo è il vero problema della carta. Hai ragione a esserne terrorizzato, anche io lo ero e lo sono. Però questo è il mio lavoro e devo farlo nel migliore dei modi: sfrutto la paura in chiave positiva e uso tutti i trucchi possibili per ottimizzare la rilettura.

  • marina

    è vero: sono due attività diverse, più nell’articolazione dei contenuti che nell’approccio, credo. Come dici tu non ci sono i link, le parole stanno lì sulla pagina, ma alcuni regole sono comuni. Prendere il lettore per la gola, ad esempio.

    • Ciao Maria!

      Sicuramente ci sono dei punti di contatto tra scrittura online e su carta stampata. Prendere il lettore per la gola come dici tu, ma anche lavorare sulla semplicità: in entrambi i casi fa bene avere un testo leggibile, senza giri di parole e periodi ridondanti.

Shares