Web journalist, ecco come farsi rintracciare

Una serie di parole riferite al web, al web journalism. Titoli in inglese che richiamano gli attrezzi del mestiere di un giornalista on line.
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Pubblicato il 2 novembre 2011

Il web journalism, Facebook, Twitter, e più generale i social network hanno profondamente mutato il rapporto tra i giornalisti ed i loro lettori. I giornalisti erano poco più di una firma, intellettuali distanti, in cui era difficile imbattersi. Oggi, il web journalist è una presenza costante della rete. Non esiste giornalista della carta stampata che non scriva anche on line. Un tweet, un post  rivelano pensieri, punti di vista, oliando un meccanismo inimmaginabile venti anni fa.

Il vantaggio è la possibilità di interagire con gli operatori dell’informazione, far sapere loro cosa ci sta a cuore e cosa ci ha deluso.

Un feeling virtuale, che il più delle volte non trova riscontro nella realtà. Non è, infatti, inusuale che sui siti d’informazione non siano indicati né un indirizzo e mail né un numero di telefono per contattare l’autore di un articolo.

Mallary Jean Tenore, redattrice americana, si chiede  fino a che punto sia vero che i giornalisti hanno voglia di essere rintracciati. “Solo perché sei un giornalista su Twitter non significa che sei reperibile” spiega la Tenore. Chi vuole realmente interagire con i lettori inserisce il proprio contatto all’interno del profilo o sul sito personale.

In America come in Italia i siti giornalistici riportano, il più delle volte, solo un indirizzo e-mail di segreteria o al massimo un numero di telefono generico.

Eppure, la serietà del lavoro giornalistico imporrebbe una maggiore trasparenza verso i lettori, che in fondo sono ben altro che semplici followers.

Secondo la Tenore una pagina “Contatti” ideale deve contenere:

  • Una lista dei nomi dello staff di redazione, suddivisi per settori
  • Tutti i nomi dovrebbero linkare ad una biografia che comprende i servizi più recenti, un indirizzo e-mail, un numero di telefono e un Twitter profile
  • Il paragrafo che indica il nomedell’autore di un pezzo (in America spesso anche la position) dovrebbe linkare anche alla sua biografia.

L’informazione, è evidente, non è solo una questione di “mi piace”.

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