Le vie di fuga del copywriter: dal foglio bianco al locus amoenus

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Pubblicato il 7 marzo 2016

L’arte dello scrivere è una delle più antiche del mondo. Da quando esiste, l’uomo ha sempre avuto e sentito il desiderio di comunicare, di trasmettere i propri pensieri.
L’Italia è un paese di letterati e scrittori e tutta la nostra storia è segnata da grandi e piccoli autori. Quella dello scrivere è un arte, un dono, e come tale ogni tanto si rischia di finire bloccati nei meandri dei propri pensieri.

Il Mestiere dello scrivere nell’era del web

Il mondo del web e Internet in generale hanno radicalmente cambiato il mestiere dello scrivere. La parte visuale e grafica ha assunto un ruolo sempre più importante e ai copywriter si richiedono slogan efficaci e creativi che accompagnino le immagini.
In un mercato sempre più complesso, infatti, spesso le agenzie si trovano a dover affrontare diversi aspetti, e il copywriter di oggi si trova a essere un tuttofare della parola, costretto a saltare da un argomento all’altro, da un prodotto a un altro. Il poco tempo a disposizione, la difficoltà di capire cosa voler comunicare (sono i clienti stessi spesso a non saperlo), la SEO e le nuove logiche del web writing affollano la sua mente. Il risultato? Un lavoro stimolante, ma anche stressante. E spesso il rischio di trovarsi di fronte a un foglio bianco o a una pagina di word che non si vuole riempire sono dietro l’angolo: il blocco dello scrittore è il vero grande nemico di tutti i copywriter.

Quando il copy si blocca… deve ricorrere alle vie di fuga!

Quella del foglio bianco è una vera paura: tempi stretti e scadenze spesso generano elevati livelli di stress che costringono chi scrive (e spesso ha dovuto sviluppare chissà quante altre competenze) a dover impiegare delle energie per gestire elementi esterni che poco hanno a che fare con la scrittura.  Ecco alcune mie strategie per sfuggire alla paura del foglio bianco.

Mappe Concettuali

Le mappe concettuali sono un utile strumento per cercare di sistematizzare il contenuto. Per ogni testo è sempre ottimale avere una scaletta prima di partire e le mappe rappresentano un’utile strumento. Solitamente scrivo tutti i principali punti di cui voglio trattare sparsi per il foglio bianco (pur essendo della generazione digitale, penso che carta e penna siano lo strumento migliore per chi scrive ed è in carenza di idee, ndr). Per ognuno di questi, poi, scrivo tutte le parole che mi vengono in mente: un discorso tra me e il foglio.
Una volta trasferiti tutti i concetti base, bisogna trovare i punti di raccordo: il tuo foglio diventerà così un ordinato groviglio di parole e linee che ti aiuteranno a costruire un nuovo testo.

Scrivere, scrivere e scrivere

Un foglio bianco e una penna. Sembra un paradosso, ma quando sono in difficoltà la cosa che faccio spesso è prendere un foglio e iniziare a scrivere. Scrivere di cosa? Di tutto quello che mi passa per la testa senza pensare a nulla, lascio che la penna scorra e metta su carta i miei pensieri. La maggior parte delle volte su quel foglio non c’è nulla che riguardi l’argomento richiesto, ma liberare quello che si ha dentro aiuta a trovare la concentrazione: tutto scappa via, svuotiamo la nostra mente e possiamo poi convogliare le energie su un nuovo testo.

Leggere un libro

La lettura… Da piccolo me lo dicevano sempre: basta playstation, leggi un libro. Solo leggendo si può imparare a scrivere. E quando il copy va in blocco e non basta uno scossone per sollevarlo, forse ripartire dagli inizi non è sbagliato.
Non riesci a scrivere? Prendi un libro, uno qualunque, o il tuo preferito, non importa. Leggi qualche pagina, lasciati trasportare dalle parole. Vedrai che ti aiuterà a ritrovare il cammino e a ridare vita al tuo testo.

Fonti

Conoscere, conoscere e conoscere. Più cose si sanno, più si può scrivere: un vecchio ma sempre valido adagio. Nei momenti di difficoltà la ricerca delle fonti può essere fondamentale. Navigare in tutti gli anfratti del web, scandagliare vecchie ricerche, un giro in biblioteca (perché no? esistono ancora): raccogli più materiale che puoi. Informati e studia: in questo modo non solo troverai tanto da raccontare, ma potrai fornire dettagli e particolari che potrai collegare in modo unico con il tuo stile.

Locus Amoenus

Tutti i copy hanno un loro locus amoenus, uno spazio lontano da tutto e da tutti, dove trovare se stessi e il proprio stato d’animo. Per i più fortunati è un luogo con uno sguardo sul mare, per altri uno spazio isolato sulle montagne, per altri ancora la panchina di un parco: a volte il copy ha bisogno di staccare la spina e di isolarsi. Allontanarsi dal foglio o dal PC, abbandonare la tastiera per rifugiarsi in un posto sicuro: il vero copy è quello che sa trasmettere emozioni e par farlo ha bisogno a volte di isolarsi.

Ecco, queste sono alcune delle tecniche che utilizzo quando sono in difficoltà. L’ultima è quella che preferisco: immergermi in piccoli spazi di natura per staccare la spina, azzerare e ripartire a pasticciare i miei fogli.

E voi? Quale tecnica utilizzate? Ne avete qualcuna da suggerire?

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