[VIDEO] Un’ora di botte-e-risposte SEO

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Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 32 secondi
Pubblicato il 21 gennaio 2014

Ecco una serie di domande a cui ho risposto al Webinar “X-MAS HourCamp” gratuito, per la cui visione integrale ti rimando in fondo al post.

Buona lettura (e buona visione)!

SEO, botte e risposte

1. Come far capire al capo che la SEO non è un virus letale e costoso, ma una vitamina necessaria? (Viviana)

Costoso vuol dire tutto e non vuol dire nulla: il pizzicagnolo dell’angolo avrà sicuramente un budget differente della PMI in base anche al suo settore di competenza. Per fargli capire che si tratta di qualcosa di necessario c’è una sola chiave: far vedere dei risultati pregressi o calcolare il ROI in base al riscontro che può avere con una strategia SEO.

Un’altra chiave è quella emulativa: far vedere (se possibile) come il competitor stia guadagnando di più grazie a queste azioni.

2. Esiste una laurea specialistica in SEO? (Alessandra)

Fortunatamente no, e aggiungo “fortunatamente” perché sono contro l’istituzionalità di una materia come la SEO che, di base, è un qualcosa che si evolve a velocità della luce, magari fra sei mesi quello che stiamo dicendo oggi è già morto.

Andare a incatenare in un percorso accademico queste conoscenze è rischioso. Se proprio volete studiare qualcosa di “morto” ci sono le Lettere Classiche, che sono tanto interessanti (ndR: io sono laureato in Scienze Politiche, quindi sono indifendibile :D).

3. Quali sono le parole da non utilizzare nel Web? (Marica)

Di base nessuna, l’importante è essere semanticamente coerenti con quello che si offre. Se io offro “occhiali da sole”, sul mio sito dovrò legare tutta una strategia orientata a quei termini, non su “panino con il salame”.

Negli anni ’90 si spingevano i siti inserendo dentro “sex, porn” e simili. Se invece lavoro su un sito adult userò termini adult.

4. Come scegliere un buon dominio? (Silvia)

Secondo me bisogna già iniziare a pensare all’estensione: se mi muovo in un contesto internazionale userò il .com, il .net, se su scala nazionale, l’estensione del dominio di riferimento. .it se italiano, .fr se francese: non mi posizionerò in Francia con il dominio .it, è come giocare la coppa del mondo. Se sto in campo per l’Italia mica mi metto la maglietta del Senegal!

Per quanto riguarda il dominio, bisognerebbe trovare un giusto mix fra parola chiave e brand ma ovviamente dipende dal tipo di brand: non è che Coca Cola ha necessità del dominio “bibitagassatacocacola.it”.

5. Quando indicizzo una pagina/articolo con una parola chiave per una piccola azienda che ha interesse a crescere nella SERP con diretto riferimento alla città/provincia in cui opera, devo includere nelle parole chiave la città o Google ottimizza la SERP rispetto alla località da cui avviene la ricerca? (Francesco)

Da quando Google ha tirato dentro “Venice” la situazione si è fatta più complessa: se cerco il termine “pizzeria” e sono geolocalizzato a Roma, Google mi darà SEMPRE le pizzerie di Roma della zona. Se sono a Milano mi darà le pizzerie di Milano. Punto.

Questo però non significa la morte della SEO, piuttosto la loro “atomizzazione”: se ho la pizzeria al Gianicolo (sulle città grandi vede persino i quartieri) i miei veri competitor sono le altre pizzerie al Gianicolo e non quella che sta a Guidonia che è un posto appena fuori Roma.

Poi c’è da dire che  l’utente italiano vedo che tendenzialmente cerca ancora “attività+località” quindi non “pizzeria” ma “pizzeria Roma”.

6. Si dice in giro che “content is the king”. Quanto è vera questa affermazione? (Carmelo)

Si, il contenuto il Re ma solo se lo installiamo sul trono. Altrimenti non è nemmeno lo sguattero che pulisce le stalle. Il contenuto è Re se è persuasivo, contestualizzato, SEO-friendly. Se no, bello è come dire “il cielo è blu”.

7. WordPress aiuta e facilita il lavoro per quanto riguarda il SEO? Esistono trucchi specifici per chi usa questo CMS ? (Silvia)

WordPress non fa SEO da sé ma essendo una piattaforma relativamente facile da utilizzare ti aiuta con molti plugin utili. Non esistono trucchi specifici, perché se la SEO vivesse di trucchi, tutti opererebbero nella stessa maniera, appiattendo i risultati.

8. SEO e social quali relazioni? (Luca)

Per il momento SEO e social sono due binari complementari ma paralleli. Non si fa posizionamento diretto mettendo i link su Facebook, sto facendo Social ma non SEO.

9. Per molti la link building è morta. Per altri è più viva che mai. Ma se è morta, quali sono le alternative in grado di produrre buoni risultati? (Massimo)

Per me non è morta, ogni settore ha un suo modo di avere link: ad esempio, nei settori caldi dove il più pulito ha la rogna non esiste Link Building: lì c’è direttamente l’inferno. Se invece, sono in un settore dove posso con più facilità avere link naturali (Link Earning) posso variare più facilmente le mie strategie per ottenere backlink.

Le alternative, e non lo dico a mio discapito, sono anche quelle di sfruttare gli altri canali del Marketing: dal Social alle DEM, perché è così che si fa una strategia integrata di comunicazione online che nel frattempo mi fanno girare i risultati in attesa di un miglioramento del singolo comparto SEO.

10. Consigli e spunti sulla SEO in arrivo (Chiara)

Stare sul pezzo. Seguire sia i blog italiani ma non solo quelli, anche quelli anglosassoni. Se c’è un cavolo di vantaggio nel lavorare nel nostro mercato locale è quello di essere “arretrati” rispetto le ultimissime novità dei motori di ricerca, avendo un po’ più di tempo, rispetto i nostri colleghi d’Oltreoceano per prepararci alle innovazioni di Google.

Il webinar SEO di 1h completo

  • Davide Lusiani

    Come ti dicevo.. stavo giusto leggendo il post! C’è qualche blog estero che consigli per cercare di anticipare (se possibile) quello che potrebbe succedere in Italia dal punto di vista SEO?

    • SEOJedi

      Ciao Davide 😀

      Direttamente dal mio feed, le fonti più conosciute:

      Moz
      Search Engine Watch
      Search Engine Land
      SEO Book
      SEO by The Sea
      SEO.com

      per cominciare 🙂

  • Franchino Marnesetti

    Solite cose trite e ritrite sul SEO, invece non è stata detta l’unica novità degna di nota per il 2014: Matt Cutts due giorni fa ha spiegato che combatteranno il guest posting perchè ritenuta una pratica più si spam che altro. La linkbuild è destinata a morire, non fate linkbulding, vi tornerà presto nei denti e avrete pagato specialisti SEO per niente.

    • SEOJedi

      Yo Franchì!

      Guà, come avrai letto dal post, si tratta della registrazione del 20 Dicembre 2013 del webinar di risposte alle domande SEO che mi hanno posto: insomma, domande lecite a cui rispondere è cortesia 🙂

      Poi magari quello che dice Sua Santità Cutts sarà vero, così invece di fare SEO vado a fare qualcosa di molto più serio, tipo il divinatore di aggiornamenti di Google due settimane prima degli annunci. O anche il bookmaker a ‘sto punto 😉

      • Questa capacità di portare all’estremo i comunicati di Google mi pare tutta italiana, francamente… non è che quell’articolo dica di non fare guest posting, suggerisce piuttosto di non usarli come strategia esclusiva per la link building. Del resto uno che passa le giornate a proporre guest post (che poi il vero problema è: cosa chiedono in cambio? Un link? È compravendita di link, non si scappa) o ha dei problemi di socialità oppure ha una visione del web molto grossolana, oserei dire…

        I link sono alla base del funzionamento del web, piaccia o meno, pensare che la linkbuilding possa ritorcersi contro chi la fa significa non considerare affatto il funzionamento della rete di siti che visitiamo ogni giorno.

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