UX ed empatia

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Pubblicato il 5 giugno 2015

Lavorare per un processo di design di un applicativo è sempre una sfida avvincente e appassionante, anche se può mettere a dura prova sia le nostre certezze, che la nostra pazienza.

Il bello di queste sfide è poter lavorare in gruppo, confrontarsi, mettere in campo tutte le nostre conoscenze e tecniche, per arrivare al risultato finale; mi piace molto lavorare in team perché più occhi vedono meglio di un paio e lo scambio di impressioni e condivisioni di problematiche è sempre in ogni caso arricchente. Non tutto però è sempre rose e fiori, anzi!

Spesso mi sono trovato e vi sarete trovati anche in voi in situazioni in cui il nostro lavoro non è stato apprezzato per quanto ci saremmo aspettati: abbiamo lavorato, creato, disegnato e sviluppato una soluzione, eravamo sicuri che avrebbe funzionato e che sarebbe piaciuta, ma alla fine qualcosa è andato per il verso storto.

Eravamo sicuri, ma a volte la sicurezza lascia aperta delle porte o degli spiragli in cui qualcuno si può infilare, e così accade.

Abbiamo presentato, pieni di entusiasmo il nostro lavoro agli stakeholder e… la nostra soluzione è stata respinta! Nonostante i nostri sforzi e i risultati dei testi di usabilità che dimostrano chiaramente i miglioramenti, la decisione finale è stata quella di continuare verso la direzione precedentemente presa.

Ci sentiamo abbastanza frustrati! Ma non è la prima, né sarà l’ultima volta che accade una cosa del genere, anzi! Probabilmente abbiamo sbagliato qualche cosa, o meglio non abbiamo tenuto conto di alcune variabili che, se considerate, ci avrebbero permesso di raggiungere il successo.

Cosa può essere accaduto? Quali sono queste variabili da considerare e perché ?

Esistono degli elementi da analizzare che a volte noi stessi che lavoriamo in questo campo non prendiamo in considerazione, vi faccio un esempio: per creare un prodotto che sia appetibile giustamente eseguiamo dei test sugli utenti, studiamo lo scenario di applicazione e come il prodotto si comporta, perché non seguiamo la medesima procedura per il nostro ambiente di lavoro!

Studiate il vostro ambiente di lavoro come studiate i vostri utenti

Studiate coloro i quali vi circondano! Sviluppiamo e cerchiamo di creare applicativi che rispondano al 100% alle esigenze degli user e poi è sorprendente scoprire come non ci ricordiamo di applicare queste procedure agli utenti con i quali lavoriamo!

“usciamo per studiare gli utenti che utilizzeranno un software, un applicativo, ma chi sono i nostri utenti ? Il nostro capo è il nostro utente! Perché non lo studiamo?! Cosa gli interessa? Che cosa è importante per loro?”

Capire chi ti circonda, conoscere l’ambiente di lavoro, studiare la strategia aziendale e gli obiettivi, ti forniscono delle informazioni critiche da utilizzare per la costruzione di una tua strategia di business vincente; se come professionisti della user experience studiamo i comportamenti delle persone e le loro aspettative, come leader di un progetto di UX dobbiamo conoscere il nostro ambiente di lavoro per creare un applicativo che soddisfi le linee guida aziendali e soddisfi i criteri di produzione.

Non solo studio, siate empatici!

Non bisogna pero limitarsi a studiare chi ci circonda, bisogna imparare ad interagire in modo concreto con loro! Siate empatici! Dovete interagire con le persone ogni giorno, capire le loro preoccupazioni, i loro obiettivi e tradurre tutto questo in una linea di azione efficace. Conoscere e assecondare i desideri può essere una valida strada per capire quali sono gli obiettivi e le aspettative relative ad un progetto.

In pratica è inutile che mostriate loro bozzetti, mockup, wireframing o risultati di test di usabilità, potreste trovare un muro di gomma: queste persone potrebbero non capire o non essere interessate, ma per superare questo ostacolo dovete imparare a confrontarvi con loro prima, ad entrare in contatto. Lavorare a stretto contatto con i vostri partner vi consentirà di avvicinarvi piano piano alle loro esigenze, di capire gli obiettivi e nel frattempo di adattare la vostra strategia di gruppo, per ottenere i migliori risultati.

Alzare il livello di collaborazione e di conoscenza dei vostri partner, vi consentirà di migliorare l’efficacia del vostro team di UX.

Una volta che avrete preso contatto con le esigenze dei vostri vicini, una volta che avrete capito quelli che sono i loro obiettivi e avrete costruito un solido legame, allora potrete nuovamente, con pazienza e nel giusto tempo, spiegare loro cosa sia la UX ( potrete spiegarglielo anche per innumerevoli volte) per farli entrare in contatto ora con il vostro mondo.

Ricordatevi che non tutti conoscono la UX e ricordatevi soprattutto che molti di quelli che non la conoscono, rivestono ruoli più importanti dei vostri e potrebbero essere loro a valutare il vostro progetto e avanzamento lavori, imparate a conoscerli e a studiarli se volete avere successo.

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