User Experience: Il valore di utenti e proto-persone

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Pubblicato il 7 novembre 2014

Quando si lavora come UX junior per qualche organizzazione, una delle sfide che dobbiamo costantemente affrontare è quella di riuscire a sederci come partecipanti al tavolo delle decisioni.

Perché dobbiamo riuscire a sederci a questo tavolo?

Il motivo è che solitamente, senza una voce che cerchi di far crescere l’importanza degli utenti come figure importanti nel processo di scelta aziendale, la strategia aziendale e le scelte riguardanti il prodotto vengono discusse e prese sulla base della responsabilità di qualche dirigente e influenzate dalle prospettive professionali.

Se la voce degli utenti non è adeguatamente rappresentata, le scelte saranno effettuate in base alle esigenze del direttore marketing che nel suo caso vorrà spingere maggiormente le vendite o in base alla volontà di qualsiasi altra figura che vorrà dare maggiore importanza al suo reparto, magari quello produttivo.

Anche se entrambi dovrebbero avere un occhio di riguardo per i loro utenti finali, cercando di assecondare veramente le loro esigenze e richieste, questa mentalità risulta lontana e non applicabile a meno che queste figure non abbiano un minimo di estrazione di base rivolta alla UX

Studiare il cliente, le sue esigenze e i suoi desideri  sono pratiche  alla base di un processo che ha come obiettivo finale, quello di arrivare a realizzare un prodotto che sia utilizzabili e quindi vendibile; analizzare le esigenze, con test di usabilità ripetuti, ci consente di capire in che direzione il nostro prodotto si sta sviluppando, questo processo aiuterà  i dirigenti ad avere il polso di quanto le esigenze del cliente vengano prese in considerazione dalla società

Esiste anche un altro modo per fare in modo che i dirigenti siano in sintonia con le esigenze del cliente: adottare la pratica della creazione dei personaggi.

La creazione dei personaggi o Personas è una tecnica che si basa sulla realizzazione di un prototipo di “persona tradizionale” che rappresenta una valida rappresentazione del target di audience dell’azienda; queste personas aiutano ad identificare il target di audience dell’azienda e ne delinea gusti e caratteristiche particolari, andando a definire quelli che saranno in realtà i potenziali acquirenti del nostro prodotto. Lo studio delle “personas” si basa sulla ricerca da parte dell’azienda dei suoi clienti tipici in base al target di riferimento.

Questa tecnica però richiede tempo e costi elevati, soprattutto per organizzazioni piccole o che non hanno grande riguardo verso il cliente, non sarà dunque particolarmente utilizzata.

Non tutto è perduto però!

Se queste aziende non sono in grado di seguire questo particolare processo, possiamo avvalerci di un altro tipo di “persona” che può esserci molto utile: la “proto-persona“.

I “proto-personaggi” non derivano invece da una ricerca sul campo degli utenti tipici di una azienda in relazione al particolare prodotto, ma al contrario provengono direttamente dai laboratori di brainstorming aziendali in cui, i membri della società, cercano di definire, in base alle loro esperienza sull’azienda e sui suoi prodotti, i potenziali clienti che useranno il prodotto.

Le proto-persona danno lo spinto per definire l’organizzazione base del processo di realizzazione di un prodotto e definire alcune ipotesi base per la realizzazione.

L’utilizzo di questo particolare tipo di personaggi è anche molto utile per rafforzare la consapevolezza aziendale dal punto di vista del cliente e capire se questo è incluso nella visione aziendale; una volta che questi “proto-personaggi” sono stati creati è fondamentale che vengano presi in considerazione dai ricercatori per validare il processo di ricerca.

E voi avete mai avuto bisogno di creare questo tipo di personaggi?

E se si come li avete creati ?

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