Sveglia SEO! Il nuovo Google è già qui

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Pubblicato il 19 dicembre 2011

Oggi vi riportiamo la traduzione di un articolo scritto da Gianluca Fiorelli su SEOMoz. Offre delle riflessioni interessanti che vorremmo condividere con voi per sentire la vostra opinione:

Devo ammettere che ultimamente Google è causa di molti mal di testa.

No, non solo perché ha deciso di fornire come “not provided” informazioni utili riguardo ai miei siti. E nemmeno perché sta cambiando praticamente ogni strumento che uso fin dai miei primi giorni di SEO (Google Analytics, Google Webmaster Tools, Gmail…). E, onestamente, nemmeno per il rilascio del Panda affamato.

No, la vera domanda che mi fa girare la testa è: che cavolo vuole fare Google con tutti questi cambiamenti?

Cominciamo analizzando la definizione che Google stesso da di SEO nelle sue linee guida:

L’ottimizzazione per i motori di ricerca consiste nel rendere il tuo sito quanto più visibile ai motori di ricerca, ma ricordandoti che i tuoi consumatori ultimi sono gli utenti, non i motori di ricerca.

Gli aspetti tecnici della SEO contano ancora, molto!

Se vuoi rendere il tuo sito più visibile possibile agli occhi dei motori di ricerca, allora devi per forza essere un maestro delle tecniche SEO.

Tutti sappiamo che se  non poniamo attenzione all’architettura di un sito, se non ci preoccupiamo dell’ottimizzazione on-page, se ci dimentichiamo di usare correttamente il rel=”canonical”, la paginazione e se non poniamo attenzione al rischio di contenuti duplicati interni ecc ecc ecc, non andremo molto lontani.

E’ tutto così ovvio? Si. Ma la gente nella nostra cerchia tende a porre l’attenzione sulle ultime sbarluccicanti trovate e si dimentica che una delle basi della nostra disciplina è: fare un sito ottimizzato per essere visibile nei motori di ricerca.

La prossima volta che sentite qualcuno dire “Il contenuto è il Re” oppure “I Social sono la nuova forma di link building”, schiaffeggiatelo e chiedetegli quando è stata l’ultima volta che si è loggato in Google Webmaster Tools.

Aggiusta il tuo sito, rendilo indicizzabile per risolvere tutti i problemi tecnici che potrebbe avere. Fatto questo puoi cominciare a fare il resto.

L’utente è il Re

Le tecniche SEO sono senza dubbio importanti, ma questo non significa che da sole fanno la SEO. Perciò, se senti qualcuno affermare questa cosa, schiaffeggia pure lui.

Utente e utile hanno la stessa radice linguistica: uso. E un utente trova utile un sito web che offre una risposta alle sue domande così come se lo trova semplice e veloce.

Traducendo questo concetto nel punto di vista che Google ha di un utente si evince che un sito per posizionarsi deve:

  1. Essere veloce
  2. Avere informazioni utili e correlate
  3. Presentarsi a Google affichè questo capisca bene di che cosa si tratta

Il primo punto spiega l’enfasi che Google da alla velocità di un sito poichè questa è strettamente correlata alla User Experience

Il secondo punto riguarda la qualità dei contenuti, ed è la problematica che fondamentalmente affronta Panda. Se volessimo ridurre Panda ai minimi termini potremmo dire che è il tentativo di Google di pulire le SERPs da tutti i contenuti considerati inutili per gli utenti.

Il terzo punto spiega l’adozione di Schema.org e perchè Google (ed altri motori di ricerca) si stiano muovendo verso un Web semantico. Il motivo è che questo aiuta ad organizzare velocemente milioni di informazioni secondo criteri precisi. E quanto meglio possono riconoscere di che cosa parla il tuo contenuto, quanti più benefici avrai nelle SERPs.

Il declino del grafico dei Link

Tutti sappiamo che solo con l’ottimizzazione on-page non possiamo vincere la guerra delle SERPs, e che abbiamo bisogno di links verso il nostro sito per conferirgli autorevolezza. Ma tutti noi sappiamo che il grafico dei links può essere truccato.

Anche se abbiamo molte buone ragioni per recriminare riguardo la qualità delle SERPs, specialmente riguardo a quei siti che si posizionano grazie alla manipolazione delle tecniche di link building, è difficile per me credere che Google non stia facendo nulla in questo senso. Quello che credo è che Google ha deciso di risolvere il problemanon con delle “patch” ma riscrivendo totalmente un nuovo modello.

Questo non significa che i links non servono più, tutt’altro (tutti i fattori legati ai links rappresenteranno sempre una buona porzione dei fattori di posizionamento), ma altri fattori sono pronti per essere cucinati nel calderone del posizionamento.

Sii sociale e diventa un punto di riferimento di fiducia

In un’era Social-Caffeinica, il modo più veloce di capire se un contenuto è popolare è quello di verificare la sua “relativa” popolarità nei social media. Dico relativa, perchè non tutti i contenuti sono uguali e se alcune notizie richiedono molti tweets, +1, likes/share per essere considerati più popolari di altre, lo stesso non si può dire per contenuti di nicchia. Combinando fattori sociali con il tradizionale sistema di links, Google può capire la reale popolarità di una pagina.

Il problema, come molti stanno sollevando nell’ultimo anno, è il tasso di spam presente nei Social Media.

Per questo motivo Google ha introdotto i concetti da Autore ed Editore e, ancor più importante, Google ha linkato questi ai profili Google Plus, che non è un altro Social Media, ma quello che Google spera possa diventare in futuro: un motore di ricerca sociale.

Rel=”author” e Rel=”publisher” sono le soluzioni che Google sta adottando in modo da avere un maggior controllo, insieme ad altri fattori, sull’inquinamento da spam che aleggia sulle SERPs.

Se sei un blogger, sarai incentivato ad utilizzare i due attributi sopracitati linkandoli al tuo profilo G+ e, come Sito, sarai motivato a fare lo stesso indirizzando il link alla tua pagina Azienda di G+ promuovendola magari con un badge in cui sarà inserito il rel=”publisher”.

I siti di fiducia secondo Google, non sono più solamente siti, ma possono essere anche persone o aspetti sociali… quindi, quanto più vicino sono a queste persone nel grafico Sociale, quanto più sono degno di fiducia agli occhi di Google.

Il grafico che mostra l'incontro del link graph, del grafico sociale e di fiducia

Come possiamo vedere, Google sta cercando di non dover contare solo sul link graph, che è piuttosto facile ingannare, ma non aggiungendo semplimente i segnali sociali, perché anch’essi sono facilmente manipolabili. No! Quello che Google… Google sta creando e ridefinendo un nuovo grafico che tiene in considerazione links, social e autorevolezza, in modo da rendere il gioco molto difficile da vincere. Perchè in questo modo il gioco, si spera, potrebbe richiedere controlli troppo ampi così da diventare impraticabili.

Sveglia popolo di SEO, il nuovo Google è già arrivato.

Per concludere, riporto le parole dello stesso Larry Page, pubblicate sul suo Google+ (in grassetto la mia parte)

La nostra ambizione è quella di trasformare l’esperienza complessiva di Google[…] perchè sappiamo quello che volete e possiamo offrirvelo istantaneamente.

Questo significa cuocere le identità e spargerle in tutti i nostri prodotti in modo da creare una relazione reale con i nostri utenti. Condividere sul web sarà come condividere nella vita reale. Avrai risultati e pubblicità molto più rilevanti.

Pensa a questa cosa… Nell’ultimo quadrimestre abbiamo creato il “Plus”, e ora stiamo facendo salpare la nave di Google su quell’onda.

Penso che tutto quello che è successo nell’ultimo anno sia ben descritto da queste parole.

Che cosa possiamo quindi fare noi come SEO? Evolverci, perché la SEO non sta morendo, ma potrebbe succedere se non dessero per scontato che il cambiamento di Google sta arrivando…

Il nuovo grafico SEO

  • Bel sunto e ottima analisi. Personalmente non vedo tutta questa grande novità lato SEO. Se fino ad oggi uno degli strumenti più determinanti lato SEO è stato (e lo è ancora) la link building nel futuro prossimo l’autorevolezza sarà il risultato di più elementi combinati tra di loro in cui, ovviamente, i segnali social potranno avere un ruolo fondamentale. Cambia il modo di nominare le cose non la loro logica di fondo.

    • I complimenti li lascio a Gianluca, autore dell’articolo in lingua originale 🙂 Per quanto riguarda la tua considerazione concordo anche se sarà bene valutare l’evoluzione di Plus per capire fino a che punto Google si vorrà spingere su questa strada cancellando pezzettini di passato!

  • Condivido pienamente sul fatto che il SEO debba sapersi evolvere, mutando il suo indirizzo prettamente tecnico ed espandere il suo know-how convogliando al cliente competenze Social, SEO, fino a comprendere nelle azioni di web marketing ogni altro canale che sia possibile asservire allo scopo finale e cioè quello di far guadagnare il cliente facendo divenire molto vantaggioso il suo ROI.

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