Social media e sport dilettantistico: ecco come interagiscono

Sport e social media
Tempo stimato di lettura: 2 minuti, 58 secondi
Pubblicato il 14 dicembre 2012
in: - 8 commenti

Il fenomeno dei Social Media sta coinvolgendo negli ultimi mesi un numero incredibile di utenti grazie ad un’offerta sempre più varia di strumenti di immediata condivisione globale di contenuti.

Anche lo sport a livello dilettantistico sta entrando in questo mondo: lo sport “minore” sta infatti trovando un’importante cassa di risonanza grazie all’appassionato contributo di utenti che condividono immagini, risultati e contenuti, e attraverso le società sportive che trovano nei Social Media uno strumento veloce ed economico per accrescere la propria visibilità.
Infatti il rapporto tra i costi molto ridotti e i benefici che possono derivare da questa nuova via di comunicazione la rende una scelta sempre più allettante.

Si moltiplicano le iniziative per dare visibilità ai risultati e ai contenuti in tempo reale; sono ormai moltissime le Associazioni Sportive Dilettantistiche, o anche solo alcune sezioni di esse, che hanno creato una propria fan page su Facebook su cui condividere in tempo reale i risultati del weekend.

Si stanno moltiplicando gli esperimenti anche su Twitter: “hashtag” specifici informano i fan sull’andamento degli incontri praticamente “in diretta” considerata l’immediatezza della comunicazione che caratterizza questo Social Media. Anche Instagram, il Social Media fotografico, accoglie  scatti e tag che richiamano allo sport dilettantistico.

Questa svolta “social” permette inoltre ai dirigenti di ricevere i risultati delle formazioni avversarie mentre gli atleti sono ancora sotto la doccia, con un evidente risparmio di tempo, se si considera che prima per avere i risultati degli avversari era necessaria una fitta rete di contatti telefonici e una altrettanto lunga trafila per diffonderli a tutti gli interessati.

Una vera e propria rivoluzione nella comunicazione dello sport dilettantistico se si pensa alle newsletter o ai primi siti in HTML che spesso venivano aggiornati nella nottata del dopopartita. Oggi molte ASD preferiscono seguire attivamente i loro canali Social piuttosto che andare avanti ad aggiornare i propri siti istituzionali, spesso ridotti a contenitori semivuoti con le informazioni di base e i contatti.

Insomma attraverso Twitter e Facebook è molto più facile condividere le informazioni, pubblicizzare gli eventi o dare risalto ad articoli sulla stampa locale o specializzata.
Vivo da più di 10 anni nell’ambiente del rugby toscano e ho vissuto l’evoluzione della comunicazione in questo ambiente, cavalcando l’onda dell’entusiasmo per il web dei primi anni 2000, per poi convertirmi all’utilizzo dei social media negli ultimi anni. Ritengo fondamentale che oggi una ASD sia presente sui social media, è importante che il percorso sia sempre fatto però nella giusta maniera: fanpage al posto della pagina personale su Facebook, eventuale comunicazione su Twitter solo “mirata”, contenuti accattivanti e di qualità.

Qualche consiglio utile per i social manager sportivi

Consigli utili per tutti coloro che sono interessati: è sufficiente creare una fan page della propria realtà su Facebook categorizzandola correttamente (anche nel caso in cui ci sia già una pagina personale) per poi iniziare una costante opera di arricchimento di contenuti, programmando la condivisione attraverso le persone più attive sui Social Media.

Per quanto riguarda Twitter è consigliabile, nel caso di utenti già attivi tra i dirigenti o i giocatori, di iniziare a twittare con tags tipo #nomesquadra, #nomesport e altri da concordare con gli avversari per dare la possibilità a tutti di collegarsi e di poter accedere facilmente ai contenuti(#nomecampionato, #squadra1squadra2 ecc ecc)
Lo stesso discorso degli “hastag” e le stesse regole valgono anche per Instagram, in questo caso i contenuti possono essere rilanciati anche in automatico su Twitter, in modo da sfruttare i medesimi “tag” sui due Social Media senza doverli duplicare.

Antonio Cinotti – SM manager
Diego Dominguez Rugby Camp
CUS Siena Rugby

  • L’articolo è molto esaustivo e completo!
    Complimenti!

  • noi ci abbiamo creduto( Brixia Calcio ) e stiamo avendo tanti riscontri positivi , sperando che tutti i nostri sforzi possano portare non lo neghiamo anche a soddisfazioni professionali , non ci dispiacerebbe farne un lavoro vero e proprio …magari qualcuno a qualche suggerimento .. cmq bel articolo!

    • Grazie Christian! Complimenti per il tuo impegno, le soddisfazioni a vedere crescere coloro che seguono la propria realtà sportiva anche via social media spesso sono difficilmente comprensibili agli occhi di chi non vive nel mondo dello sport! Complimenti per la tua opera e in bocca al lupo!!

  • Seguo da anni la presenza in internet di ASD anche importanti per il mio territorio, e sono d’accordo con te con gli elementi che porti per sottolineare l’importanza dell’interazione tra associati e associazione: il punto di forza delle ASD è proprio negli associati. Mi trovi scettico nei confronti della tua convinzione sul fatto che i social media risultino più “convenienti” rispetto ai sito internet e che quindi queste ultime possano tranquillamente migrare sui social media. Anzi io non ho proprio visto questa “migrazione” ai social media, anzi più che altro parlerei di aggiunta di un interessante strumento.

    • Buongiorno Bruno, grazie per il commento!
      Personalmente vedo sempre più spesso che i risultati nelle realtà “piccole” vengono aggiornati sui profili social molto più frequentemente che sui siti istituzionali per motivi di comodità (tutti abbiamo dietro uno smartphone, non tutti un pc da cui aggiornare velocemente un CMS).
      Il live tweeting poi è sempre più utilizzato anche per eventi di sport dilettantistico. Sicuramente la cosa migliore sarebbe vedere i SM come un nuovo strumento per creare engagement, dare news dal campo che possano affiancare i siti!

      • Ciao Antonio,
        ho visto anch’io questo “trend”: sicuramente troviamo sul social network le notizie più fresche. C’è da dire che molto dipende dalla modalità di gestione del sito istituzionale, ma c’è da dire che alla base sta il fatto che chi appartiene ad una ASD vuole racontare la propria storia, vuole sentirsi al centro dell’attenzione. E in questo trova terreno fertile nei social network. Lo vedo per esempio dalla difficoltà di reperire immagini per la sezione del Club Alpino da me gestita, immagini che gli associati postano a decine sul profilo facebook del gruppo!

        • Ciao Bruno, anche per me condividere le proprie
          esperienze su un gruppo inizia sempre di più a piacere, in passato dei
          vari eventi che organizzavamo c’erano solo le foto “istituzionali” del
          fotografo designato, ora appaiono da più parti e la cosa viene vissuta
          in maniera più coinvolgente e divertente!

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