Social media e politica: il comizio si sposta nella piazza virtuale

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Era il febbraio del 2004 quando uno sconosciuto nerd di nome Mark Zuckerberg, insieme ai suoi amici di college, lanciò un Social Network all’interno del proprio Campus Universitario che permetteva di conoscere gente nuova, e perché no anche per rimorchiare. Il suo nome era in origine THE FACEBOOK, ma successivamente divenne FACEBOOK. Sono passati 9 anni e Facebook non è più un Social Network, ma è “IL” Social Network, ha superato il miliardo di utenti, è stato quotato in Borsa e Mark Zuckerberg è uno dei ragazzi più ricchi della Silicon Valley. Tutto questo in meno di una decade. Ok si può parlare del fatto che Facebook non è in realtà una “creatura” di Zuckerberg, ma questa è un’altra storia.

Era il 15 luglio del 2006 quando vide la luce quello che potrebbe essere definito come l’evoluzione degli SMS, perché inizialmente è così che funzionava e per via dei suoi limitati caratteri a disposizione, Twitter. Twitter è uno social network e microblogging dove hai a disposizione 140 caratteri per comunicare il tuo pensiero al mondo intero, l’esordio fu difficile (anche perché ha avuto la “sfortuna” di nascere dopo Facebook, che invece stava riscuotendo un grande successo) ma negli anni è riuscito a guadagnare la fiducia degli utenti e a piazzarsi al terzo posto della classifica dei Social Network (dietro a Facebook e Google+).

La svolta arriva a cavallo tra il 2011 e il 2012, quando raggiunge i 500 milioni di iscritti e fra le star americane diventa un “must”. Dalle star di Hollywood ai politici il passo è breve, tanto da diventare un arma vincente per la vittoria, nelle ultime elezioni americane, per il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama.

Prima di andare avanti è meglio dare qualche definizione, per fare questo può venirci in aiuto wikipedia:

Social Media: “è un termine generico che indica tecnologie e pratiche online che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.”

Social Network: “consiste di un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali. Per gli esseri umani i legami vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.”

Inizialmente i Social Media non erano tenuti in grande considerazione, in particolare dai Business Man, perché erano visti solamente come uno strumento ludico dopo poter “perdere” 10 minuti della propria giornata. Anche del Personal Computer dissero che non serviva a niente e che non avrebbe mai avuto successo e per fortuna hanno sbagliato in entrambi i casi. E invece…

Il successo dei social media

Il successo, e la diffusione, dei Social Media si sviluppa in parallelo con quella del Web e il grosso bacino d’utenza che raccolgono ha fatto aumentare l’interesse da parte delle aziende e politici che vedono nei Social Media, in particolare Facebook e Twitter, una fonte di guadagno. Ad oggi se non hai un account su Facebook e se non scrivi almeno un tweet al giorno non sei nessuno. Infatti, nel 2013, è difficile trovare una azienda che non ha una FAN PAGE su Facebook e un account su Twitter.

Anche i politici, capito la potenza di questi strumenti, hanno “invaso” ogni tipo di Social Media, spostando il comizio dalle Piazze alle “Piazze Virtuali”. I primi a sfruttare queste potenzialità sono stati i politici americani. Barack Obama ha puntato tutto sui Social Media, in particolare su Twitter, e ha messo in piedi per la campagna elettorale un team di specialisti della comunicazione web. Twitter è stato utilizzato molto dal Presidente degli Stati Uniti per parlare alla gente, in particolare ai giovani, per fare comizi “virtuali” e anche rispondere alle “frecciatine” del suo avversario.

Social media e politica italiana

E in Italia? Cosa sta succedendo in questo periodo pre-elezioni? Sulla scia americana anche in Italia si sta muovendo qualche cosa, anche se inizialmente in maniera timida, ma adesso sembra che i nostri politici hanno preso la mano con questi strumenti. Infatti sono spuntate come funghi fan page su Facebook di politici e partiti, account di Twitter e canali su Youtube, utilizzati per lanciare messaggi e fare comizi. Quindi anche i nostri politici hanno spostato i loro comizi, che una volta si facevano in piazza, e i loro confronti televisivi sui Social Media. Non passa giorno che “Tizio” pubblica un tweet per attaccare “Caio” o che viene postata una “promessa” su Facebook o che viene fatto un comizio su Youtube.

Ma questo arrivo in massa dei politici italiani sui Social Media ha riscosso veramente successo? Vediamo qualche numero rilasciato da BLOGMETER.

Nel mese di Gennaio gli utenti italiani hanno generato 1 milione e 300 mila tweet dove vengono citati almeno uno dei sei leader di coalizione candidati per le prossime elezioni. Questa è una fotografia che rappresenta il gradimento che ciascun politico ha sul web e quindi anche la capacità di trasmettere le proprie idee. Questa è un punto fondamentale perché su internet un post, una foto, un link, una battuta, uno scandalo e una IDEA può diventare virale e questo si traduce nel mondo reale in “maggioranza di voti” o “minoranza di voti”.

Il futuro del social media politico

Il futuro cosa ci riserva? Questo dipenderà molto da queste elezioni, se i Social Media risulteranno veramente incisivi (come in America) nelle campagne elettorali si potrà pensare anche un sistema di votazione online: magari mettendo un “LIKE” nella fan page del vostro politico/partito preferito o magari dando la vostra preferenza tramite un tweet.

Ad maiora

  • http://twitter.com/benedettomotisi SEOJedi

    A me personalmente come la politica itagliana abbiamo sfruttato i social non è piaciuto granché. Gli account ufficiali sono meri ripetitori 1.5 (manco 2.0) di quanto detto sui vecchi media con pochissimi spiragli di confronto.
    Gli account dei “fan” sono da tifoseria.
    Insomma, il problema non sta nei social, mezzo potente ma di come sono usati.

    Ultimo appunto sulla votazione online: in uno scenario dove si può votare con un Like o un tweet, il mercato nero dei fake profiles diventerebbe qualcosa di spettacolarmente in crescita :D

    • http://www.socialmediaconsultant.it/ Social Media Consultant

      Infatti, purtroppo, l’Italia è una brutta copia degli Stati Uniti (dove effettivamente) i Social Media hanno giocato un ruolo importante. Quello di votare tramite un “LIKE” è utopia, perchè come dici giustamente te siamo in Italia…. quindi si trova il subito il modo di barare….ma sono ottimista !! :D

  • http://twitter.com/ComunicaGarrone PierDomenico Garrone

    Le elezioni 2013 rappresentano la svolta della Comunicazione perché la Web Reputation , la interazione con le oltre 80000 fonti in Italia, diventa strumento e competenza prioritario per l’azione vs. il Cittadino. Punto debole in Italia “lo spaccio” di piattaforme incapaci di perfomare la soglia di attendibilità che è misurata nell’80% del traffico generato da 1.0/2.0 . Abbandonata la “nasometria sperimentale” si passa alle attività vere e proprie di analisi e terapia utili ed efficaci anche per la Politica inchiodata ancora ad una cultura ed organizzazione a ” segreteria particolare & ufficio stampa “. @ComunicaGarrone

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