SEO: Principi base dei risultati di ricerca di Google

Principi base dei risultati di ricerca di Google
Tempo stimato di lettura: 5 minuti, 3 secondi
Pubblicato il 24 giugno 2015

Spesso ci si trova ad affrontare situazioni imbarazzanti con i clienti nell’ambito SEO, soprattuto quando si è freelance. Una delle attività più frequenti di un nuovo cliente, che vuole testare le tue abilità professionali nei primi mesi di ottimizzazione,  è quella di cercare su Google le parole chiave del suo business online, commentando spesso in questo modo il tuo operato:

“Eh! Ma come è possibile che sul telefonino mi vedo in decima posizione e sul pc mi vedo in quinta?”

e ancora peggio

“Non stiamo andando bene! Perché sul pc di casa mi vedo in ottava posizione e sul pc al lavoro mi vedo in ventunesima posizione?”.

Per chi è del mestiere la risposta è semplice, ma spiegarla a un cliente “ingenuo” non lo è.

Ecco il perché di questo post: un ottimo spunto informativo e dettagliato sulla base di criteri ben delineati e provati.

Qual è l’intento di Google?

Google cerca di fornire i migliori risultati per i singoli utenti. Ciò significa risultati di ricerca diversi da persona a persona (ad esempio a seconda della frequenza di una determinata ricerca) e da luogo a luogo.
Questo significa anche che la stessa persona può vedere risultati diversi nel computer di lavoro e nel computer di casa.

Risultati di ricerca localizzati

Google tenta di rilevare automaticamente la posizione dell’utente e fornire risultati personalizzati in base a tale posizione. I fattori che determinano il rilevamento automatico di una posizione si basano sull’indirizzo IP e la localizzazione nelle impostazioni di ricerca di Google. È possibile anche specificare la posizione preferita, utilizzando un indirizzo o una località impostata manualmente e che viene poi salvata nei cookie del browser.
Ecco una piccola guida su come effettuare il cambio di località sulle impostazioni di ricerca di Google.

I fattori di localizzazione entrano in funzione il più delle volte quando si cercano parole chiave mirate geograficamente e più dirette, come nell’esempio qui sotto, la cui ricerca è basata sulle chiavi “smaltimento calcinacci roma” e “smaltimento calcinacci”, entrambe con posizione su Roma nelle impostazioni di default di Google e utilizzando lo stesso browser.

caso_studio_calcinacci_roma

Con la chiave “smaltimento calcinacci roma” Google utilizzerà una mappa dei servizi piu vicini a te sulla colonna di destra, così come alcuni risultati locali che appaiono in cima alla ricerca.

I risultati personalizzati di Google Search in base alle ricerche precedenti

Se non sei loggato in nessuno dei servizi di Google, il motore di ricerca personalizzerà comunque i risultati sulla base della cronologia web del tuo browser. Google, infatti, memorizza i risultati degli utenti non loggati nelle query di ricerca, visitate per un massimo di 180 giorni, attraverso i cookie. Ad esempio, clicchi spesso sul link di Amazon nei risultati di ricerca, Google lo vedrà come preferenza e inizierà a mostrarti i link di Amazon più spesso e in collogamenti superiori nei risultati di ricerca, anche fra i risultati di Google Shopping.

inbound_marketing

Oltre ai risultati in base alla cronologia web, quando sei loggato all’account, Google mostra anche i “risultati personali” e che si basano sulla cronologia di ricerca, nonché sulle ricerche delle tue connessioni Google+. Quindi, se ad un tuo amico G+ piace un particolare ristorante, è probabile che venga visualizzato più in alto nella ricerca.

Differenza tra ricerche su Google da Desktop e Mobile

Searchmetrics in uno studio del 2014 “Fattori di Google Ranking US” rivela che il 36% degli URL mostrati nei risultati di ricerca per cellulari sono diversi da quelli che appaiono per le stesse ricerche effettuate su un computer desktop o portatile. Infatti, lo studio ha rilevato che, in media, il 23% dei risultati provenivano da domini completamente diversi.

“Google is increasingly focused on the intent and context of search queries”

“Google è sempre più focalizzata nell’intento e nel contesto di query di ricerca”, ha detto Marcus Tober, fondatore di Searchmetrics e CTO.
È anche importante notare che nello studio si è rilevato che i risultati da dispositivi mobili tendono a visualizzare le pagine con dimensioni inferiori rispetto a quelle visualizzate su desktop o portatile. Inoltre, i risultati di ricerca per cellulari su google.com tendono a includere pagine con un minor numero di backlink da altri siti, per gli stessi risultati di ricerca su desktop e laptop. Secondo Searchmetrics questo ha un senso, perché i contenuti mobili generano un minor numero di link.
Oggi sappiamo che l’ottimizzazione responsive è diventata a tutti gli effetti un fattore di ranking visto il Mobilegeddon del 21 Aprile 2015.

I test dell’Algoritmo da parte di Google

Google testa costantemente dei nuovi fattori nell’algoritmo di ricerca sugli utenti. Quasi il 40% delle ricerche effettuate su Google sono influenzate da test di variazione dell’algoritmo. Questo serve a Google per comprendere gli effetti sugli utenti e vedere come rispondono alla variazione dei dati di ricerca, e successivamente a valutare la fattibilità applicativa delle modifiche all’algoritmo.
Se sei il soggetto di uno di questi “test casuali” vedrai i risultati diversi rispetto ad un vicino, anche se siete entrambi disconnessi da un account Google, o se hai appena eliminato i cookie sul tuo browser.

Conclusioni: la risposta ai vostri clienti ricercatori?

Sicuramente ora hai qualche informazione in più per il tuo cliente “ricercatore”, e una risposta veloce e tecnica per evitare che continui a verificare il tuo lavoro di posizionamento. Per esperienza personale, da azienda (con la Dea Marketing S.r.l.) e da freelance (con Seoroma.com), posso dirti che la soluzione ottimale per evitare equivoci è quella di educare il cliente al tuo lavoro, ed effettuare un report di ranking analitico settimanale (preferibilmente ogni lunedi) con il tuo tool preferito, così che il cliente si renda conto dell’andamento del posizionamento ed eviti di cercare inutilmente le chiavi su Google. Dai di ogni report una spiegazione a voce (magari tramite Skype) sull’andamento, giustificando il tuo operato e le posizioni in SERP (fino a dove puoi): vedrai che se stai lavorando bene, il cliente non avrà più bisogno di cercare le chiavi sul suo pc, tablet o smartphone.
Ora che sei arrivato fino a qui, che ne dici di condividere la tua esperienza di un cliente ricercatore?

  • Ilario Gobbi

    Utilissimo riepilogo, lo consiglierò a tutti coloro che mi chiederanno delucidazioni su misteriosi cambi di posizionamenti a seconda delle consultazioni da un dispositivo all’altro ^_^

  • Simone, perché consigli di Lunedì? 🙂

    • Esistono diversi fattori tecnici, ma diciamo che preferisco il lunedi perchè primo giorno lavorativo della settimana. Mi permette inoltre di gestire meglio il cliente ed elaborare una strategia nei giorni a seguire, qualora dovessero esserci cali in serp su alcune keyword, mentre al cliente crea un punto di riferimento logico, mentale e temporale della strategia di visibilità applicata.

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