#SEO: a che punto siamo? Botta e risposta (e un bonus per te)

SEO
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La SEO, croce e delizia di chi lavora (seriamente) nel web.

Ne abbiamo sentito parlare tante volte e tante volte ancora abbiamo provato a spiegare alcuni suoi aspetti, più o meno noti. Ma non ci basta. Oggi vogliamo fare di più.

Andrea PerniciAbbiamo chiesto a uno dei migliori SEO italiani di parlare con noi. Anzi, con voi. Abbiamo raccolto le vostre domande e gliele abbiamo offerte, sperando in una sua risposta positiva. Risposta che, ovviamente, non è mancata: vi presentiamo l’intervista ad Andrea Pernici, con cui abbiamo parlato di SEO, contenuti, marketing e molto altro ancora. E se non ti basta, occhio alla fine del post. C’è una sorpresa solo per te! Cominciamo.

  • Partiamo con una domanda che ci fanno in molti: come è messa la SEO in Italia?

Penso che la SEO in Italia sia messa molto bene.

Ovviamente dipende dal punto di vista da cui vogliamo guardarla, ma a grandi linee non vedo particolari problemi che non siano diversi da quelli del resto del mondo. Questa consapevolezza arriva anche dalla possibilità che ci ha dato Google+ di avere maggiori contatti con i professionisti internazionali e dunque confrontarci con loro.

In Italia il movimento SEO è oramai attivo da anni e la qualità di quello che viene fatto è sicuramente di alto livello.

La dimostrazione è data anche in parte dal fatto che ogni volta che gli addetti ai lavori internazionali cercano di penetrare il nostro settore, in realtà non hanno mai molto da dire che non sappiamo già, e spesso in modo più approfondito di loro.

  • Hai fatto una campagna contro la disinformazione SEO. Perché?

Parliamo di questa pagina SEO e disinformazione? E mi chiedete anche perché?

Io penso che il primo punto da cui partire per far comprendere cosa sia la SEO, sia quello di raccontare, a chi cerca informazioni, chi siamo.

Ho già risposto qui SEO senza peli sulla lingua e qui Campagna contro la disinformazione SEO.

Il primo passo consiste nello sganciarsi dalla logica del citare sempre la fonte più autorevole, ma citare quella più completa. Le SERP italiane sono il classico esempio di SERP risultanti dal voler parlare per forza di cose per cui non si ha la competenza.

Ci si batte da anni per fare un’informazione corretta e poi ogni santa volta la risorsa che fa più rumore diventa sempre quella autorevole che spara fesserie e dunque viene discussa da tutti. Se ci impegnassimo di più a creare interconnessioni proficue tra le risorse migliori non esisterebbe nemmeno il problema della disinformazione…che in prima istanza parte dalla fonte Google e poi va a quella Wikipedia, che, come era dmoz ai tempi, è un giochino di potere.

Non ci vuole un genio per capire che tali risorse dicono delle boiate.

Non so se ricordate la guida SEO base di Google lanciata non molto tempo fa in cui spiegavano title, description e alt tag in una specie di infografica? Beh, era la risorsa più stupida e banale mai stata prodotta da Google, eppure ha fatto il giro del mondo con tanto di elogi e felicitazioni.

Ho avuto il vomito per una settimana. Non ci accorgiamo nemmeno che ci stiamo auto-distruggendo e che ci stiamo riducendo a pecore.

Ora vi faccio io una domanda. Se non ci battiamo per quello in cui crediamo, cosa ci rimane?

  • Simone ci chiede se hai fatto un percorso specifico per diventare SEO

Non credo che il mio sia un percorso specifico, quindi la cosa più semplice per me è raccontare quello che ho fatto.

Sicuramente il punto fermo è il mio amore per il web a 360°. Vi racconto un po’ come è andata.

Ho iniziato con i primi ipertesti alle scuole superiori. Sin dai primi giorni d‘incontro con l’online ho sentito parte di me il Web Design, che insieme alla passione per la programmazione si è presto trasformato nella voglia di sapere tanto finché l’Università, l’Open Source, gli algoritmi, le ontologie, la sistemistica, Linux e i sistemi adattivi complessi hanno contaminato per sempre il mio sangue.

Troppi tecnicismi possono far male e dunque quella parte più estroversa di me è tornata presto alla ribalta, ricordandomi che non si poteva tralasciare quella parte di connessione con il mondo esterno e l’importanza di comunicare.

Proprio per questo mi sono spostato da IRC ai forum fino ad incontrare il Forum GT dove ho iniziato nel 2005 a coltivare la mia passione per il Web Marketing e la SEO, con la fortuna di conoscere anche quelli che diventeranno poi dei grandi amici.

Fatta questa premessa, dunque, posso dirvi che il mio background universitario in Computer Science mi ha aiutato molto e soprattutto mi ha permesso di avere una forma mentale in grado di sposarsi bene con quella che serve per fare questo lavoro.

Principalmente ho imparato a fare SEO ragionando sempre sul progetto a 360°, studiando tanto e continuamente, facendo tanti esperimenti e test per evitare di prendere fischi per fiaschi.

Ho iniziato come freelance e ho avuto la fortuna di incrociare tanti casi interessanti anche su base internazionale, ma di certo il miglior allenamento per me è stato quello di rispondere ai tantissimi quesiti delle persone sul Forum GT. Quando aiuti gli altri scopri tante cose, devi riprendere cose che magari hai dimenticato e devi studiarne altre ex-novo perché non ne avevi mai avuto la necessità per i tuoi casi e questo permette di tenere in allenamento la capacità di problem solving che per il lavoro di SEO è fondamentale.

Un altro aspetto importantissimo (non solo nella SEO) secondo me è quello di avere pensiero critico.

  • Riccardo dice: se ti dico Hummingbird tu mi rispondi… ?

Rispondo semplicemente che non mi interessa associare un comportamento certo a cosa faccia nello specifico Hummingbird finché questo non verrà dichiarato in modo chiaro.

Ci sono alcuni che pensano che sia esclusivamente relativo alla fase di pre-processing della query, mentre altri che faccia riferimento all’intero processo di passaggio da un ambiente “term-based” ad uno “semantic concept/entity-based”.

Ovviamente sto semplificando molto, ma questo non cambia il succo della questione.

Che Hummingbird sia il modo di mappare le query in uno spazio entity-based oppure il mappaggio dei documenti in uno spazio entity-based + la parte di mappaggio della query nello stesso spazio, non cambia la situazione attuale. Dobbiamo fare i conti con l’insieme perché molto probabilmente una parte senza l’altra sarebbe inutile.

La direzione complessiva che ha preso Google rimane quella delineata negli ultimi 2 anni.

Questa sì che è la parte interessante.

Il resto è spazzatura.

  • SEO e algoritmi: Laura ci chiede se hai un metodo per aggiornarti sugli algoritmi e se testi rischiando sul cliente o inventando casi

Un buon modo di aggiornarsi è sicuramente quello di scegliere le fonti giuste, non perdere nessuna dichiarazione ufficiale e farsi delle belle cerchie SEO su Google+.

Per quanto mi riguarda i test sono la norma e con il consenso del cliente faccio spesso anche degli A/B test parziali per vedere cosa può succedere con alcune modifiche e non solo per il motore di ricerca.

Usare la parola “rischio” è errato secondo me perché implica che si usino tecniche o si facciano test su cose che conosciamo già a priori essere potenzialmente pericolose.

Questo tipo di test sono solo a titolo di studio e ovviamente vanno fatti su siti propri perché prima o poi faranno comunque una brutta fine e dunque sono sempre molto restio a fare test di cui conosco già l’esito.

  • Ilaria è curiosa di sapere quanto contino i contenuti in una strategia SEO. Cosa le rispondi?

I contenuti sono fondamentali, ma vale la pena definire cosa intendiamo per contenuto.

Il contenuto, per come la vedo io, è parte di un tutto. Il contenuto è design, il contenuto è multimedialità, il contenuto è comunicazione, il contenuto è prodotto, il contenuto è piacevolezza.

Il contenuto nel web è anche il contenitore e allo stesso tempo il contenuto.

È l’espressione del nostro brand verso le persone che lo cercano.

Il contenuto è un percorso che disegniamo per l’utente all’interno del nostro sito web anche incapsulando il meglio che troviamo nella rete sotto mille forme.

Durante La Settimana della Formazione parlerò di qualcosa in parte affine a questa tematica.

  • Seo e vino: Benedetto vuole sapere se conosci il caso del sito wine farlocco e quali sono le tue considerazioni in merito

Purtroppo non conosco il caso in questione. Se mi date un link, posso informarmi.

  • Alessio chiede: come si risolve il problema dei contenuti duplicati in siti particolari come quelli culinari, dove le ricette si ripetono uguali e i visitatori restano comunque alti?

Il problema dei contenuti duplicati è molto relativo.

Ci dovremo sempre di più abituare al “contenuto duplicato” per come viene inteso perché nel web c’è spazio a volontà per il contenuto duplicato se ad esso viene dato valore, contesto e significato.

Usare il contenuto migliore fatto da altri può essere spesso la soluzione migliore.

Purtroppo uno dei problemi principali generati dalla SEO è stato quello di alterare il concetto stesso del web e dunque di linking ed è qualcosa a cui ora Google sta cercando di trovare una soluzione.

Il web è linkaggio e riuso con attribuzione. Il web è un contenitore di dati da utilizzare per creare la miglior esperienza possibile per i nostri utenti. Saranno poi loro a stabilire chi sono i migliori.

Per rispondere in modo più specifico alla questione posta rimando al punto 6. Il contenuto non è un pezzo di testo identico presente su più URL, ma l’insieme degli elementi che compongono il nostro sito web e se per il nostro sito web è rilevante usare un pezzo di informazione di altri siti web impariamo ad usarlo ed attribuire la fonte.

Avremo un triplo guadagno: la felicità del visitatore che trova le informazioni in un posto solo, la felicità della fonte con cui potremo magari creare relazioni e la felicità nostra perché abbiamo soddisfatto le aspettative del visitatore.

Se posso dare un consiglio: è molto più problematica la duplicazione interna.

  • Ora tocca a Salvatore: da diversi mesi sto analizzando la SEO di una pagina web commerciale che non riesce a risalire (settore: vendita hosting) nonostante sia fortemente tematizzata sulla chiave di ricerca rimane nel limbo delle posizioni dalla 70 in poi. nel tempo ho rimosso spam, cambiato la struttura HTML, aggiornato i testi, incrementato i backlink tematici ma nulla, sembra non risalire neanche a cannonate. Come ti comporteresti in casi critici del genere? Specifico che non si tratta di una forzatura di alcun tipo, probabilmente è solo un sovraccarico di competitor, ma in questi casi come si aggira il problema?

È difficile poter dare una risposta con così pochi elementi a disposizione.

Sicuramente pensare “per pagina” non è un approccio lungimirante.

Il settore di vendita hosting è vasto e molto competitivo, quindi in primis mi concentrerei su me stesso. Cosa posso fare di buono che ancora non è stato fatto sul panorama italiano?

Che tipo di associazione posso creare con settori affini per creare partnership interessanti?

Come posso farmi notare da chi non mi conosce?

Perché dovrei scegliere il vostro servizio rispetto ad altri?

Una tabella comparativa dei vantaggi che otterrei da voi rispetto ai big?

Qualche Case History interessante?

Che disponibilità di investimento ci sono rispetto ai competitor che ci sono avanti?

Quali sono i punti di debolezza miei rispetto ai competitor? Newsletter, AdWords, partecipazione a eventi di settore, partecipazione a community di settore, iniziative innovative, Brand, pricing, servizi, etc etc…

Non pensare troppo alla struttura HTML, ai backlink e ai testi. Pensa principalmente al prodotto che offri e a quello che il tuo prodotto può offrire.

Immagino che nonostante il limbo, riceviate del traffico specifico e che il web sia il principale canale di vendita. Quali sono i vostri tassi di conversione? Quanto il valore medio di ogni acquisto? Qual è l’obiettivo minimo da raggiungere?

Con quello che già avete non riuscite in ogni caso ad incrementare il fatturato, indipendentemente dalla posizione per alcune chiavi?

Potrei continuare per ore, ma senza conoscere il caso specifico potrei aver solo sparato fesserie e detto delle banalità. In settori ultra competitivi devi pensare a 360° una volta sistemato il motore e non aver paura di essere troppo generoso.

  • Di cosa ci parlerai al Convegno GT di dicembre?

Parlerò di User Experience in relazione alla velocità di caricamento e uso delle pagine web.

Non anticipo nulla altrimenti vi tolgo il gusto di partecipare, ma la descrizione all’interno del programma è già un buon invito a gustare un argomento interessante che cambierà radicalmente il vostro modo di vedere il fattore velocità.

Ci vediamo al convegno, vero?

E il bonus?

Andrea parlerà durante l’8° Convegno GT, che si terrà il 13 e 14 dicembre a Milano. Un’occasione unica per ascoltare il suo intervento e quelli degli altri bravissimi relatori. Due giornate intense dedicate al mondo della SEO e del Marketing. E noi non ti ci mandiamo certo a mani vuote! Se acquisti il biglietto con il nostro codice pagherai 349,00 euro + iva invece di 399,00 € + iva. Uno sconto valido solo fino al 22 novembre: corri e inserisci il codice con2013wbh!

Iscriviti Ora!

Noi ringraziamo Andrea per la sua disponibilità e con te ci vediamo a Milano il prossimo dicembre?

  • SEOJedi
    • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

      Ciao Benedetto.

      Ho dato un’occhiata veloce al sito in questione e non mi sembra almeno da una visione esterna un sito così di successo.

      La visibilità nelle SERP non è così ampia e anche l’eco che ha creato sul web. Il fatto che il sito sia stato indicizzato non è indicativo della bontà del sito in quanto Google purtroppo proprio di recente ha cercato di porre rimedio alla sua aggressività.

      Proprio perché il contenuto non è solo testo e proprio perché l’utente medio non legge neanche…soprattutto sui vini se non è un appassionato di essi la cosa non mi stupisce anche se non mi è chiaro ancora cosa sia successo in quanto il post che mi linki non dice praticamente nulla né sui numeri generati (traffico, pageviews, tempo di permanenza, conversioni all’obiettivo se ce n’era uno etc etc…).

      Insomma cosa si voleva dimostrare?

      • SEOJedi

        Yo :D

        Sui dati richiesti chiamo in causa il diretto interessato.

        Il sito si è posizionato su lunga coda, ma la cosa che mi lascia un po’ perplesso è questa (cito Ivano Dei Biasi):

        “testi spinnati, se fatti bene, non solo riescono ancora a fregare Google ma anche gli utenti, che non solo non si rendono conto di nulla (perchè nessuno legge un cavolo) ma addirittura ti candidano agli “Oscar del web” e come se non bastasse più di 200 persone ti votano pure.”

        Il sito è arrivato 9° ai Macchianera awards.

        • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

          Non so cosa sia questo Macchianera awards :D

          E dubito fortemente della sua qualità. Vorrei anche vedere i meccanismi di votazione etc etc…e poi come funziona il meccanismo di scelta dei siti da far partecipare?

          Al tuo dubbio in parte la risposta numero 2 è consona. Il fatto che Google sia fregato (sempre che lo sia) secondo me è solo il risultato indiretto e lo specchio delle persone.

          Onestamente per come siamo messi in Italia e a giudicare dalla qualità dubbia delle risorse che vanno per la maggiore non mi stupisce neanche troppo il comportamento degli utenti…non so se concordi con me.

          • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

            @andrea è un contest annuale per blog che viene quasi sempre vinto, per la croanca, dai “VIP”, guru e vari opinion maker: una cosa secondo me imbarazzante, proprio perchè si basa sul voto numerico, manipolabile già di suo, e che porta ad penose sfilate annuali dei “migliori blogger”. È una visione alquanto “televisiva” e castrante del web che pero’, a quanto pare, piace ed esalta le persone. I contest per gruppi musicali emergenti funzionano sullo stesso principio, chi ha più contatti spamma e chiede il voto… insomma, questo completa il quadro degli utenti che non capiscono granchè di ciò che leggono o fanno :-D

          • SEOJedi

            vecchio proprio fra l’altro, il fatto che sia bypassato quel sito di wine dà da pensare!

          • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

            Salvatore quello che dici rende ancora più assurda la candidatura del mio sito ed il fatto che sia anche arrivato nella top 10 di categoria :)

          • SEOJedi

            Concordo in pieno!
            Sempre per citare il Caos in terra, ecco perché si spiegano le SERP dei settori ultra-competitivi (dating, adult, compro oro/diamanti) come il luogo dove il più pulito ha la rogna.

            Ma lì che fai? Alla fine si trascende e diventa un dubbio etico? Non lavoro per quei settori/per quel tipo di utenza oppure mi sporco le manine sante?

            Oppure provo comunque a vedere dove arrivo con il cappello bianco e la qualità come avanzata dal buon Salvatore qui?

            http://salvatorecapolupo.it/2013/11/perche-la-seo-white-hat-e-lunica-che-esiste-davvero.html

            A me piacerebbe capire se hai esperienza/tua opinione in merito.

          • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

            Non credo che il caso vino sia comparabile ai casi in questione tra adult, compro oro etc etc…ma quello che penso è di base sempre la stessa cosa.

            Esiste davvero un concetto di SERP/chiave necessario e sufficiente?

            La risposta è no e dunque per come la vedo io lo spazio c’è in tutti i settori. Ci può volere di più o di meno a ottenere visibilità massiccia in SERP, ma non è detto che quella parte anche esigua di visibilità non mi permetta di fare business e raggiungere gli obiettivi minimi.

            Non dimentichiamo che oggi gli elementi che entrano in gioco anche in modo diretto nelle SERP sono tantissimi e di conseguenza le armi a nostra disposizione passano da pistole a bazooka.

            Inoltre siamo così sicuri che in certi settori la competitività sia data dall’uso di certe strategie semplicemente perché nessuno ha ancora fatto qualcosa di serio e strutturato?

            Io penso che certe SERP spesso siano utili solo da un punto di vista del “ce l’ho più grosso” o per fregiarsi di un qualcosa di facilmente comprensibile da chi ignora che in realtà il web è un canale multidisciplinare che non si misura da chi è più in alto o più in basso per una ricerca.

          • SEOJedi

            Il discorso in teoria ci sta, in pratica c’è da applicarlo da caso a caso sicuramente.
            Però hai detto bene, le armi a nostra disposizione sono da pistole a bazooka.
            Personalmente scelgo la più appropriata per ogni occasione, un lusso che nemmeno durante l’apocalisse zombie :) (e certe serp lo sono!)

  • http://www.it-serv.it/ Denis Seghetti – It Serv

    La risposta più interessante, che condivido a pieno, è quella al “caso critico” del servizio di hosting che non si schioda dalla posizione 70. In questa risposta si dimostra uno dei tanti concetti che esprimo anche negli articoli del mio blog: in settori altamente competitivi la SEO, da sola, non basta. Ormai è necessario ragionare a 360° all’interno di campagne di Web Marketing complesse e strutturate, che accorpino DEM, SEM, SMM e PR affinchè ogni strategia aiuti l’altra a dare risultati.

    • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

      Ciao Denis, sì posso confermarti senza ombra di dubbio – e dopo un anno di sbattimenti… – che le cose stanno così, visto che me ne sto occupando in prima persona ed ho la fortuna, se posso dire così, di disporre di grande flessibilità da parte dei responsabili che vedono la SEO come marketing a 360°. Quindi mail marketing, coupon, offerte, divulgazione di tutorial tematici, FAQ che rispondono direttamente alle domande degli utenti reali: tutto contribuisce alla popolarità. Non si tratta solo di acchiappare backlink alla selvaggia commentando con nomi osceni tipo “hosting condiviso”, insomma :-D

      Naturalmente ringrazio Andrea per la risposta illuminante, il nostro problema – residuato da una mentalità che in parte, purtroppo, è contaminata dalla SEO spazzatura di cui sopra – probabilmente si risolverà agendo a spettro più ampio.

      • http://www.it-serv.it/ Denis Seghetti – It Serv

        Ciao Salvatore, piacere di conoscerti.
        Parlo anche a titolo strettamente personale: i migliori contatti lavorativi me li creo attraverso l’esposizione di contenuti che identificano ciò che penso e ciò che sono. I clienti migliori sono quelli che mi dicono “ho trovato i tuoi articoli molto interessanti”. Quelli che mi chiedono un preventivo al volo, 99/100 spariscono (e la cosa non mi dispiace affatto).
        Cosa voglio dire con tutto questo? Voglio dire che la SEO è solo uno degli strumenti che permettono di raggiungere (o meglio, farsi raggiungere) nuovi potenziali clienti, ma se il contesto generale del sito in termini di contenuti (user experience, originalità, design, struttura, varietà, qualità espositiva ecc…) è pessimo, non vai da nessuna parte.
        Qual’è il rovescio della medaglia? Chiaramente il costo. La vecchia ottimizzazione on-page per 5/10 parole chiave, con monitoraggio mensile, oggi la fanno anche i peggiori cretini d’Italia, magari in nero per un centinaio di euro al mese. Preparare (sottolineo preparare) ed eseguire una campagna web marketing a 360° può arrivare a costare anche € 2000 al mese, quando la si vuole fatta in modo decente. Basti pensare alle risorse umane impiegate: copywriters, designers, sviluppatori (lato server e lato client, molto spesso distinti), social media managers, seo experts e, sempre più spesso, anche project managers.
        Ora, la domanda è una: come glielo fai capire al cliente “medio”?! :-)

        • http://salvatorecapolupo.it/ Salvatore Capolupo

          Ciao piacere mio :)

          In azienda dove sto ora mi hanno conosciuto, per così dire, leggendo il mio blog, e di fatto stiamo applicando le medesime strategie, con qualche variazione sul tema, anche da loro. Io stesso sono stato chiaro all’inizio, miracoli non se ne fanno, la strategia deve seguire una logica prima di tutto di marketing per cui, ade sempio, si valutano diverse cose, tra cui la produzione di micro-software open source di nostracreazione oppure, tanto per dire, l’ideazione di offerte promozionali inedite (del tipo hosting gratuito con cronjob, tanto per capirci) Non avendo uno staff di 200 persone siamo costretti ad essere un po’ tutti intercambiabili, per cui le strategie non possono concentrarsi su una singola chiave o pagine perchè sarebbe semplicemente controproducente… e per fortuna, ripeto, su questo ci capiamo anche perchè abbiamo pressappoco tutti la stessa mentalità.

          Il cliente medio non lo capirà, infatti per me fare selezione è diventato obbligatorio proprio perchè mi sono stufato di quelli che vogliono la consulenza SEO e poi esigono “siti con almeno PR 5 sennò non ti pago”.

  • Giuseppe Pastore

    Leggo poco in italiano, ma Andrea sì…

  • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

    Salvatore, lo scopo di tali esperimenti è didattico, se nessuno li facesse sareste tutti costretti a pendere dalle labbra dei tanto diffusi evangelisti SEO, ed a dire il vero in Italia è esattamente così. Con questo non voglio dire che il mio esperimento abbia un qualsiasi valore… ma fa riflettere sul “nemico” su chi ti trovi davanti, su cosa puoi fare o meno con Google e con i lettori.

    • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

      Sarebbe interessante vedere il tuo esperimento con una esposizione totale e non parziale dei risultati perché altrimenti è molto difficile poter dire quanto sia valido e utile e quanto sia bene ripercorrere questa strada.

      Il bello delle case history è che i dati vengono condivisi completamente per permettere alle persone di fare le proprie analisi. Condividendo invece solo alcune parti (lasciando un alone di mistero) rende la case history poco comprensibile e giudicabile.

      Di evangelisti oggettivamente ne vedo di più all’estero che in Italia…proprio perché in Italia si è molto restii a condividere esperienze a parte quei pochi che lo fanno.

      • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

        Andrea questo esperimento non è tanto importante ai fini SEO, ha molte key di long tail posizionate (e non dovrebbe esserlo nemmeno) ma non è un esperimento di successo dal punto di vista dei numeri, è comunque qualcosa che avevo abbandonato un paio di anni fa e che mi è ritornata alla mente solo perchè entrato nella top 10 dei siti wine al macchianera awards.

        Di esperimenti belli ne ho fatti molti con tanti case study, uno di questi è nato da una scommessa con il mio socio, ossia creare un sito web in 2 giorni prima di andare in vacanza (1 agosto 2013) e raggiungere 10.000 unici giornalieri entro la fine di dicembre, posta in palio una pizza, l’ho mangiata oggi dopo una folle impennata del sito:

        http://www.ivanodibiasi.com/esperimento1.jpg

        • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

          Continuo a non capirci molto con delle piccole porzioni di informazione e non posso farmi nessuna idea in merito.

          • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

            Ma figurati qui non ho dato nessuna informazione, ti ho solo detto che vino-online non è un esperimento volto a far visite mentre altri, come quello di cui ho incollato analytics, lo sono decisamente, funzionano e ci si possono guadagnare anche 10.000 euro al mese in meno di un anno di attività.

          • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

            Di questo ne sono convinto Ivano…ma quello che non capisco dalla tua case study e dalla tua immagine cosa vuoi far vedere…tutto qui.

            Spero tu sia in accordo con me che far vedere un’immagine non racconta proprio nulla :)

          • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

            Concordo l’immagine non racconta nulla, dimostra solo un risultato, da zero a più di 12.000 unici con 50.000 pagine viste al giorno in meno di 3 mesi. Per il racconto, te lo dico io :) sito che vive di vita propria e che ha solo il 5% di pagine indicizzate, ne manca il 95%, nulla di scorretto, nulla di black hat, solo una mia intuizione che condividerò quando il sito avrà veramente preso il largo :)
            Quello che voglio dire non è che io sia lo scienziato pazzo, solo che come lo faccio io possono farlo in tanti con un minimo di ingegno e conoscenza profonda dei motori di ricerca, tutto qui.

          • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

            Premesso che non c’è alcun dubbio sul fatto che chiunque con una certa esperienza possa raggiungere quel tipo di risultato la tua immagine continua a non dimostrare nulla in quanto:
            1 – il traffico è globale e non da organico
            2 – potrebbe tranquillamente essere traffico farlocco in quanto non vedo nessuna metrica qualitativa.

            Come ti ripeto il punto è che se si vuole far vedere dei risultati servono case history piene di informazioni e non un’immagine che potrebbe anche essere stata alterata con qualsiasi programma di fotoritocco…ovviamente non sto dicendo che tu l’abbia fatto, ma è tanto per dire che prima di credere a qualcosa bisogna toccare con mano, come tu stesso hai scritto sopra.

          • http://www.ivanodibiasi.com/ Ivano Di Biasi

            Capisco il punto di vista, sono troppo in buona fede e non avevo valutato questo punto di vista… Beh si portebbe essere falso però se proprio dovevo fare lo sfigato ti sparavo almeno 100.000 al giorno :)

          • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

            È solo un appunto sulla modalità di mostrare le cose ;)
            Tutto qui. Ma il fatto di essere diffidente è parte del video linkato nell’intervista…senza nulla togliere alla tua buona fede.

  • http://www.starrifydesign.com/ Alessia Savi

    Articolo davvero interessante. In particolare è eccellente la visione del contenuto non solo come testo, ma come l’insieme di un intero sito web. E’ una cosa che in molti tralasciano concentrandosi sulla parte testuale e tralasciando il resto.
    L’approccio al caso sottoposto è davvero interessante, trascende la parte più superficiale della SEO e si addentra in una strategia mirata sul soggetto e sul suo prodotto. Un ottimo suggerimento e un’ottima intervista!

    • http://www.andreapernici.com Andrea Pernici

      Grazie Alessia per aver apprezzato.

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