SEO Audit di un sito web: checklist e nuove tendenze – PARTE 2

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Tempo stimato di lettura: 11 minuti, 15 secondi
Pubblicato il 16 gennaio 2017

Nella prima parte di questo articolo, Seo Audit di un sito Web PARTE 1, abbiamo cercato di spiegare perché è importante fare una Seo Audit e abbiamo affrontato gli aspetti di scansione e indicizzazione di un sito da parte dei Robots dei motori di ricerca.

In questa seconda parte andiamo avanti con la nostra Audit e affrontiamo il tema dell’analisi onpage e offpage.

#3 Analisi on Page

  • Analisi Contenuti del sito
  • Url
  • Meta Title
  • Immagini
  • Architettura linking interno

Analisi Contenuti del sito

Il contenuto è probabilmente l’elemento principale da curare per un buon posizionamento sui motori di ricerca, oggi più che mai.

Google, che ha come obiettivo principale quello di fornire risultati utili a chi effettua ricerche sul proprio motore, tiene in grande considerazione la qualità dei contenuti di una pagina.  Di conseguenza cerca di intuire se questi soddisfano le intenzioni di ricerca degli utenti.

In fase di Seo Audit è quindi fondamentale chiedersi se il contenuto da noi proposto sia in linea con le esigenze di ricerca degli utenti.

È importante porsi questa domanda soprattutto in termini di consistenza e rilevanza del contenuto.

  • è il mio contenuto esaustivo ed in grado di fornire diverse informazioni all’utente che ha effettuato la ricerca?
  • è il contenuto rilevante per l’utente, cioè in grado di fornire proprio quelle informazioni di cui è alla ricerca e in grado di generare utilità?

Questo è ciò che bisognerebbe chiedersi quando si inizia ad esaminare il contenuto di una pagina.

Businessman with a computer monitor head and question marks

Alla base di questo approccio deve sicuramente esserci una approfondita fase di studio delle intenzioni di ricerca degli utenti e delle Serp proposte da Google per ogni parola chiave. Bisogna, quanto più possibile, cercare di intuire la necessità che si cela dietro le ricerche delle persone.

Ci stiamo addentrando in una fase del web in cui Google è in grado di intuire le intenzioni di ricerca al di là di quelle che sono le query di ricerca digitate, per proporre risultati sempre più in linea con le aspettative dei navigatori e in cui la fruibilità di un sito e l’utilità che questo riveste per l’utente svolgono un ruolo determinante anche in termini di posizionamento.

Facciamo un breve esempio!

Negli ultimi tempi le pagine dei portali hanno scalato le vette delle Serp. Se pensiamo al settore del turismo, è facile trovare tra i primi risultati le pagine di TripAdvisor o Expedia.

Posto, per esempio, che l’intenzione di chi cerca “pacchetto vacanza a Praga” sia di prenotare un viaggio, notiamo come tutto il contenuto delle pagine di TripAdvisor sia funzionale a questa esigenza. Ci sono opzioni di filtro per scegliere la modalità di viaggio preferita, informazioni su strutture, servizi, prezzi, diverse immagini, mappe e indicazioni logistiche, recensioni. Insomma è possibile trovare tutte le rilevanti informazioni di cui si ha bisogno per prenotare un viaggio ed è possibile farlo in pochi click.

È inevitabile che questo tipo di contenuto sia premiato da Google per una query di ricerca come “pacchetto vacanza Praga”.

Detto ciò, valgono sempre le vecchie e buone regole di Seo Copywriting. Come già accennato, ogni pagina dovrebbe essere ottimizzata per una determinata keyword e il testo presente dovrebbe contenerla, insieme ad alcune sue varianti, per favorire il posizionamento da parte dei Robots della pagina per essa.

Fa in modo che  la parola chiave compaia nel primo paragrafo del contenuto testuale per ulteriormente facilitare il posizionamento. Non sacrificare mai, però, la leggibilità e la scorrevolezza del testo a scapito di un utilizzo eccessivo della keyword. Ormai queste tecniche non portano grandi risultati e vanno a scapito della fruibilità del contenuto per l’utente.

Nella stesura del contenuto testuale evita se possibile di utilizzare metafore (i Robot non sono in grado di interpretarle) e usa una semantica semplice e chiara.

Cura anche la paragrafizzazione per conferire facilità di lettura all’utente: Google dispone, infatti, di algoritmi anche per quantificare quanto un contenuto sia leggibile.

Url

Le url innanzitutto non devono presentare caratteri particolari ma contenere keywords di rilievo per la pagina in modo da poterne descriverne efficacemente il contenuto ai Robots. Ormai è abbastanza raro trovare url “non parlanti” ma non sempre queste sono ottimizzate con la parola chiave.

Buona prassi è che non siano eccessivamente lunghe, normalmente meglio non superare i 115 caratteri. Inserire il nome del Brand di riferimento rafforzerà inoltre la presenza nei risultati di ricerca per query brandizzate. Utilizzare i trattini, invece degli underscore, per separare tutti i termini presenti sarà più apprezzato da Google.

Infine sempre meglio creare url statiche ed evitare, se possibile, la parametrizzazione.

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Meta Descriptions

È importante curare le meta descriptions perché queste influenzano il tasso di click sulla pagina nei risultati dei motori di ricerca. Attraverso una descrizione della pagina chiara, accattivante, che possibilmente contenga la keyword e una Call to Action efficace è possibile influenzare il posizionamento di una pagina e il relativo volume di traffico.

Anche nel caso delle meta descriptions è necessario non esagerare con il numero di caratteri per evitare tagli nelle anteprime. In questo caso meglio non superare i 155 caratteri.

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Tag Title

Il Tag Title è il titolo di una pagina. È quello che appare per prima nei risultati di ricerca e che gli utenti notano quando effettuano una ricerca su Google.

Nel nostro esempio di TripAdvisor notiamo che il Title è  “Praga: i migliori pacchetti vacanze – Tripadvisor”.  Un buon Title per migliorare il posizionamento per le keywords “pacchetti vacanza Praga”, “Praga migliori pacchetti vacanze”, “vacanze Praga Tripadvisor”.

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Il Tag Title deve essere:

  • Breve – Nel caso dei Tag Title la regola è di non superare i 70 caratteri. Titoli più lunghi saranno, infatti, probabilmente tagliati nei risultati dei motori di ricerca, con conseguente perdita di chiarezza e tasso di click da parte degli utenti.
  • Descrittivo della pagina – È buona prassi utilizzare la keyword di riferimento nel Tag Title e utilizzarla come primo termine. Il Tag Title rappresenta uno dei più importanti fattori di ranking ed è fondamentale sia ottimizzato sulla base dei contenuti della pagina.
  • Unico per ogni pagina – Ogni pagina deve avere un unico e distinto Tag Title. Se il tuo sito è composto da centinaia di pagine utilizza Google Search Console per individuare i Tag Title duplicati in maniera rapida.

Tag Intestazione H1 – H2 – H3….

Se la pagina usa i Tag di titolo per suddividere il contenuto questi rappresentano buone opportunità per inserire le parole chiave.

La loro rilevanza in termini di ranking è minore rispetto ai Tag Title ma sono comunque importanti punti in cui inserire la keyword o le sue varianti semantiche. Anche in questo caso non serve abusare dei tag di intestazione. È sempre meglio utilizzarli in modo naturale, dove servono e dove effettivamente facilitano la leggibilità del contenuto per l’utente.

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Immagini

Non dimenticare di curare le immagini!

I robots non riescono ad interpretare il contenuto di un’immagine basandosi sul suo contenuto grafico ma è possibile fornire ai Robots le informazioni in modi alternativi.

Per farlo usa gli attributi dell’immagine, in particolare il tag alt in modo da poterne descrivere così il contenuto. Rinomina inoltre l’immagine compatibilmente con la parola chiave desiderata.

Architettura e Linking Interno

Un altro aspetto tra i fattori onpage da esaminare durante una Seo Audit è la struttura dei link interni al sito.

I link rappresentano le strade attraverso le quali i Robots passano per trovare i contenuti di un sito. Creare un’architettura di link interna coerente e ben organizzata può essere utile per favorire l’indicizzazione dei contenuti e dare indicazione ai motori di ricerca su quali sono le pagine più rilevanti all’interno di un sito e quali lo sono meno.

Innanzitutto è possibile distinguere tra i link che sono presenti in tutte le pagine del nostro sito, come i link presenti nelle voci di menù, e quelli che sono presenti nel corpo del testo e contenuto di una pagina. Spesso tra i link di menù sono presenti link a pagine in realtà poco rilevanti dal punto di vista Seo come le pagine di log in, privacy ecc. In questo caso può essere utile fare in modo che i Robots non seguano queste pagine utilizzando un tag no follow.

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Al contrario per pagine con contenuti di rilievo può essere molto utile creare dei link interni. In questo caso si va a lavorare più presumibilmente su link presenti nel corpo del contenuto della pagina. Nel caso di un blog o di un ecommerce se si ha un articolo o un prodotto che si desidera ottenga un buon posizionamento è possibile linkarlo all’interno di altre pagine coerenti presenti nel sito. L’importante è che il percorso di navigazione risulti utile per l’utente.

Ecco come Tripadvisor fa un utilizzo in homepage di link interni al sito:

linking interno

link

#4 Analisi Off Page

Oltre agli elementi “on site”, che possiamo più o meno facilmente gestire, esistono altri fattori esterni che influenzano il posizionamento organico. Il più importante è la presenza di link esterni provenienti da altri siti.

Inbound links

Avere dei link esterni che rimandano alle pagine del proprio sito (inbound links) è un segnale per Google di credibilità e autorevolezza. Rappresenta un fattore positivo che contribuisce ad aumentare la buona reputazione del nostro sito con un conseguente miglioramento del posizionamento organico (link reputation).

Non basta, però, ottenere tanti link al proprio sito per scalare le vette delle serp. I link non sono tutti uguali: è fondamentale, oltre ad individuarne il numero, capirne la tipologia e la qualità.

I link, innanzitutto, dovrebbero essere naturali (o apparire tali) cioè dovrebbero essere ottenuti per il semplice motivo che qualcun altro considera il nostro contenuto utile (il discorso si collega alla qualità dei contenuti di cui abbiamo parlato sopra).

I link dovrebbero essere di qualità cioè avere del valore da trasmettere al sito che viene linkato. Ogni pagina ha un valore attribuito da Google. Nel caso in cui una pagina con un grande valore per Google linkasse una pagina del nostro sito, parte di questo valore (Pagerank) verrebbe passato alla nostra pagina. Ma attento! In alcuni casi avere dei link può essere anche controproducente se questi provengono da siti poco affidabili con bassa reputazione o considerati come siti di spam.

Viaggiare.it linka ad esempio Tripadvisor come portale community di riferimento per il mondo dei viaggi.

link esterni

In fase di Seo Audit fare un punto sulla situazione dei propri link esterni è molto utile. Si può capire se esistono dei link che è meglio cercare di far rimuovere, se ci sono nuove opportunità di linking, se esistono link non funzionanti e verificare se i link esistenti portano effettivamente valore in termini seo al nostro sito individuandone il Pagerank. In alcuni casi i link contengono l’attributo nofollow che impedisce ai Robots di seguire il link e di conseguenza impedisce il passaggio di Pagerank.

Per effettuare un’ analisi dei link esterni è possibile utilizzare un Tool come Screaming Frog o Semrush che permettono di individuare velocemente i link esterni. Anche Google Search Console ha una sezione dedicata a questo aspetto.

Outbound links

Oltre agli “inbound links” può essere utile esaminare i link presenti sul nostro sito che rimandano a siti esterni, i cosiddetti “outbound links”. Si potrebbe pensare che linkare altri siti possa far disperdere il valore della nostra pagina ma non è così. Inoltre si dovrebbero considerare gli “outbound links” anche sotto una diversa ottica: i link di rimando ad altri siti possono essere utili in funzione degli obiettivi di business del proprio sito.

Innanzitutto possiamo linkare pagine appartenenti al nostro network di siti. Nel caso non avessimo, ad esempio, sito corporate, ecommerce e blog sotto un unico dominio potremmo utilizzare i link per indirizzare la navigazione dell’utente e creare una customer journey finalizzata al nostro obiettivo. Pensiamo, ad esempio, ad un’ agenzia viaggi che grazie ad un articolo del proprio blog cattura l’attenzione di un utente e lo indirizza successivamente sul proprio sito per prenotare la vacanza.

Anche linkare siti non di nostra proprietà può risultare utile. Come albergatori potrebbe essere interessante sul nostro sito inserire un link ai servizi che ci sono in zona, ad esempio un ristorante o delle strutture sportive. Un potenziale cliente potrebbe decidere di prenotare nella nostra struttura grazie a queste ulteriori informazioni che noi forniamo tramite link esterni.

Riprendiamo per un momento l’esempio dei link in homepage di Tripadvisor

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Si, ci sono alcuni link che rimandano a siti esterni (volevo vedere se eri attento!): il sito Viaggiare sicuri della Farnesina e il sito di The Fork, che è una compagnia di Tripadvisor. In questo modo Tripadvisor sfrutta il linking nelle due accezioni di cui abbiamo parlato prima: crea valore per gli utenti fornendo informazioni aggiuntive di interesse in fase di prenotazione di un viaggio e promuove un ulteriore canale web appartenente al proprio network.

Linkare risorse esterne, senza abusarne, quindi non fa mai male, anzi può creare solo valore aggiunto. Durante una Seo Audit può essere utile ragionare sulla struttura di questo tipo di link presente sul sito e se necessario riorganizzarla.

Eccoci giunti al termine di questa checklist per Seo Audit in cui abbiamo cercato di individuare le principali attività per migliorare il posizionamento del proprio sito web. Alcune di queste sono valide da molti anni (metatag e markup), altre rappresentano aspetti nuovi che stanno acquisendo sempre più rilievo per Google (Contenuti), altre ancora continuano a conservare stabilmente la loro importanza nel tempo (link building), grazie anche all’evoluzione degli Algoritmi dei motori di ricerca che permettono di individuare e prevenire le tecniche di Black Hat Seo.

Il campo della Seo rimane uno tra i più complessi nel campo del Digital marketing e se vuoi approfondire questi temi ti consiglio di seguire alcuni tra i principali esperti in Italia. Eccone alcuni: Giorgio Taverniti, Enrico Altavilla, Francesco Margherita.

Buona Seo!

  • grazie Matteo! Queste sono operazioni che svolgo quasi d’istinto, senza seguite una to-do list, ma lavorando sistematicamente sul sito mentre lo creo e lo mando online. Sono principalmente web designer, e non so mai come inquadrare queste competenze nel mio curriculum, perché se metto SEO arrivano clienti che vogliono scalare le SERP e quello è un altro lavoro. Cosa mi consigli?

    • Matteo Armezzani

      Ciao Laura, scusa l’attesa per la risposta. Nella Seo cosi come in tutte le altre professionalità ci sono diversi livelli di conoscenza e competenza. Il mio consiglio è di spiegare chiaramente cosa sai fare di Seo, magari valorizzandolo nell’ottica del tuo lavoro di Designer. In questo modo potresti offrire un servizio aggiuntivo raro per tuoi clienti, anche se magari solo a livello di consulenza. Penso non siano molti i designer che non hanno nozioni Seo 🙂

      • ottimo grazie. sì è sicuramente qualcosa in più che ho sempre rivenduto bene al cliente, pur chiarendo che la scalata su Google è un’altra cosa. a presto!

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