Scrivere per il web: ma è veramente così difficile?

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Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 53 secondi
Pubblicato il 16 giugno 2015

Hai notato la mia assenza su Webhouse, vero? Problema di tempo e di impegni di lavoro: vuol dire che le cose vanno bene, e soprattutto che il mio obiettivo di spostarmi verso la formazione sta andando a buon fine. La stesura dei post può essere organizzata in tempi differenti, ma per essere in aula devi rispettare tempi precisi.

Questa decisione, questo continuo pellegrinare da una formazione all’altra, mi porta a conoscere persone e idee a volte contrastanti. Con conoscenze della materia differenti. Insomma, a volte c’è una gran confusione quando si parla di webwriting. Ma soprattutto c’è un’idea che ritrovo più o meno ovunque: scrivere per il web è difficile.

Esatto. Molte persone iniziano la giornata di formazione con questa convinzione. Muovono i primi passi pensando che dietro alla scrittura online ci siano segreti, alchimie, grandi misteri da svelare. E invece la sorpresa è proprio questa: scrivere per il web vuol dire semplificare. E rispettare poche regole legate al discorso SEO copywriting.

C’è anche un’altra categoria di alunni: quelli che sminuiscono completamente il lavoro della scrittura online. Pensano di sapere già tutto, e di poter lavorare sul web così come fanno sulla carta stampata. Sono laureato, ho scritto la tesi, quindi posso scrivere per il web senza tanti problemi.

Per approfondire: le consuetudini della lingua italiana.

Frizioni per il web

Beh, diciamo che ci sono delle differenze abissali che puoi conoscere bene solo dopo un’adeguata gavetta. Dopo aver sbattuto la testa dieci volte sui tuoi errori riesci a cogliere l’importanza di una scrittura agile, veloce, asciutta. Perché questa è l’esperienza che mi porto a casa: chi inizia a scrivere per il web si trascina una serie di formule che creano solo frizione nella lettura. Per esempio:

  • Eccesso di avverbi, incisi inutili, termini ricercati.
  • Uso di aggettivi inflazionati e di parole astratte.
  • Abuso di burocratese e aziendalese.
  • Passione smodata per i sostantivi, per la terza persona e per il passivo.

Questa è solo una breve lista delle ansie che deve affrontare chi decide di lavorare sulla scrittura online. Perché – e questa è solo la mia esperienza personale – la maggior parte delle persone non riesce a mettere a fuoco qual è lo scopo della scrittura online: abbattere le distanze tra chi scrive e chi legge. A volte scopro dei muri di parole, delle vere barriere lessicali.

Non parlo di semplice leggibilità, non parlo della divisione in paragrafi.

Mi riferisco proprio alla scelta dei termini, delle parole. E alla costruzione della frase. Ci sono testi che cercano in tutti i modi di ostacolare la lettura, perché hanno un obiettivo distorto: costruire conoscenza. Spesso chi scrive un articolo da pubblicare sul proprio blog punta alla semplice costruzione di un contenuto. E magari ha anche un concetto degno di nota, ma lo sommerge in una marea di preamboli, approfondimenti e appendici inutili.

Per approfondire: scrivere semplice e farsi capire nel linguaggio aziendalese.

Scrivere per il web vuol dire condividere

Costruire un contenuto è un’attività solitaria, individuale. Molto meglio spostare l’attenzione sulla condivisione del contenuto. Tutto nasce da un’idea, da un’esperienza, da un ragionamento: hai qualcosa da condividere. Perfetto, adesso concentrati sulla condivisione.

Io di solito cerco di far ragionare le persone in quest’ottica: non scrivere per soddisfare il tuo ego, la tua voglia di apparire competente in un determinato campo. Piuttosto, cerca di spiegare l’argomento nel modo più semplice possibile per il tuo target.

Ovvero il giudice supremo. Sai qual è il parametro per definire la qualità di un contenuto? Il giudizio del lettore. Non il tuo, non quello del tuo superiore o quello della professoressa del liceo. Tu hai un unico riferimento: la persona che investe tempo nella lettura del tuo articolo.

Aggiungo: cerca di fare tutto questo abbandonando la tentazione di apparire oggettivo. Non sei un narratore esterno, ma una persona in carne e ossa coinvolta nel processo di comunicazione del contenuto. La scrittura online non ha bisogno di ricami superflui, ma di semplicità arricchita con lo stile individuale. Ogni articolo ha la sua firma, ogni articolo è una sintesi del tuo modo di esprimere (anzi, di raccontare) la realtà.

Qual è la tua opinione?

Ecco perché, dal mio punto di vista, scrivere per il web non è così difficile come sembra. Devi rispettare le regole, devi scrivere seguendo i punti imprescindibili della grammatica e della sintassi. Ma non devi investire le tue risorse migliori nella costruzione di un contenuto mirabolante, ciclopico, perfetto nella sua esposizione. Devi investire nella comunicazione del messaggio, devi fare in modo che tutto sia chiaro.

Questa è la mia esperienza. Molte persone si concentrano sulla forma, sulla lunghezza del contenuto, ma dimenticano che alla fine l’obiettivo non è semplicemente creare: l’obiettivo è comunicare. Sul web e attraverso il web.

Sei d’accordo? Lascia il tuo punto di vista nei commenti.

  • quando si scrive per il web bisogna innanzitutto pensare 3 cose: di cosa parlare, come parlare e a chi parlare. la tipologia di scrittura è ben diversa da quella cartacea/fisica e quindi il rischio di essere profissi è dietro l’angolo, inoltre anche l’aspetto estetico che i contenuti creano nella propria pagina (spaziature, immagini e altri elementi) è un importantissimo vettore affinchè tutto sia facilmente fruibile, ora come ora anche da dispositivi mobili. ricordiamoci comunque, forse la cosa più importante, che la scrittura nel web richiede immediatezza e comprensione, accessibilità e risoluzione di un determinato problema/bisogno: puoi capirlo te ciò che hai scritto, ma se non lo capiscono gli altri non hai risolto niente. buona giornata!

    • Pienamente d’accordo. Un contenuto di qualità non è tale perché è l’autore a definirlo, ma perché piace a chi legge. Anzi, al pubblico. Non puoi basare la creazione dei contenuti sulla tua idea di contenuti di qualità.

  • Brendon Russo

    So che quanto sto per scrivere va al di fuori del coro. Io non credo che scrivere per la carta e per il web sia differente. La questione è invece differente a mio avviso. La prima domanda che cibsi deve porre è: A CHI È DESTINATO IL MIO CONTENUTO? Se devo redarre delle pagine destinate a degli studenti di medicina che le devono utilizzare per preparare un esame i termini tecnici ci vogliono ed il testo deve essere di una certa complessità. Al contrario se mi rivolgo alla Sig.ra Maria che vuole trovare informazioni du come si impacchetta un regalo allora la mia scrittura sarà semplice… Una volta che so a chi mi rivolgo sapro come costeuire il mio contenuto. Poi (e chiudo) c’è forse un altro aspetto che viene prima di tutto questo… Sappiamo scrivere? E sappiamo usare la nostra lingua come si deve?

  • Francesco BrioWeb Russo

    So che quanto sto per scrivere va al di fuori del coro. Io non credo che scrivere per la carta e per il web sia differente. La questione è invece differente a mio avviso. La prima domanda che cibsi deve porre è: A CHI È DESTINATO IL MIO CONTENUTO? Se devo redarre delle pagine destinate a degli studenti di medicina che le devono utilizzare per preparare un esame i termini tecnici ci vogliono ed il testo deve essere di una certa complessità. Al contrario se mi rivolgo alla Sig.ra Maria che vuole trovare informazioni du come si impacchetta un regalo allora la mia scrittura sarà semplice… Una volta che so a chi mi rivolgo sapro come costeuire il mio contenuto. Poi (e chiudo) c’è forse un altro aspetto che viene prima di tutto questo… Sappiamo scrivere? E sappiamo usare la nostra lingua come si deve?

  • videogoltoday

    Quello che hai scritto e’ un manuale della scrittura online che riesce a rendere semplice quello che in genere semplice non e’. Descrivere qualcosa nei minimi particolari in maniera concisa e’ per me un sogno irrealizzabile, di conseguenza, davanti alla Tua straordinaria abilita’ nel fare cio’ che per me e’ un sogno, ho provato la stessa sensazione che proverei dopo un paio di scambi da fondo campo con Federer. Complimenti, in una rete sempre piu’ povera di veri specialisti dove i Guru spuntano come i funghi, incontrare una persona con le tue capacita’ e’ sempre piu’ difficile.

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