Sai di avere una dichiarazione dei diritti in internet?

Fotolia_61127978_Subscription_Monthly_MImmagine originale tratta da Fotolia
Tempo stimato di lettura: 6 minuti, 19 secondi
Pubblicato il 2 marzo 2015

Cittadini del web, sapevate di avere dei diritti?

Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza.”

Così inizia la bozza della Dichiarazione dei diritti in internet (è stata aperta una consultazione pubblica fino a febbraio).

Il rispetto della dignità di ogni persona, il diritto di accesso alla rete, la neutralità, la tutela dei dati personali, l’autodeterminazione informativa, l’inviolabilità dei sistemi e spazi personali informatici, i trattamenti automatizzati, il diritto all’identità, l’anonimato, il diritto all’oblio, la sicurezza, il diritto all’educazione e i criteri per il governo della rete sono i temi della dichiarazione. Esploriamo insieme alcune curiosità.

La prima volta italiana.

La Commissione per i diritti e i doveri in Internet, presieduta da Stefano Rodotà, è stata costituita dalla Camera dei deputati e in Italia è la prima volta che accade. Forse non siamo mai stati un paese che ha messo il web al primo posto dell’agenda di governo, ma finalmente ci siamo resi conto che internet è uno spazio importante non solo per la comunicazione, ma per trovare lavoro, per diffondere la conoscenza, per migliorare la politica, per tutelare la libertà di parola, per gestire l’amministrazione pubblica e molto altro.
Il web, dunque, è anche una società democratica e deve avere le sue regole, dove gli utenti hanno diritti, doveri e responsabilità.

Un buon motivo per dichiarare diritti.

Nel suo post Alessandro Longo di Nòva ci spiega perché i diritti del web hanno bisogno di una tutela anche in Italia.

  • Il diritto d’autore va garantito e la diffamazione va punita.
  • La censura è divenuta oramai prassi in molti paesi, soprattutto per blog e social network. In Cina, ad esempio, alcuni contenuti sono considerati pericolosi per il regime. Una carta dei diritti limita una giurisdizione personalizzata e fai da te.
  • Il caso Snowden sulla NSA e il controllo delle informazioni personali ha risvegliato la popolazione mondiale e riportato alla luce i diritti alla privacy degli utenti.
  • È incredibile che oggi, nell’era del digitale, i paesi meno sviluppati non possano accedere alla banda larga perché troppo costosa.
  • È necessario diffondere la cultura di internet, che racchiude la conoscenza e un uso consapevole della rete. Anche nell’universo digitale, infatti, esistono norme da rispettare: se non le conosciamo ci sarà un motivo, giusto?

Diritti e doveri di internet.

Nella dichiarazione sono elencati, oltre al preambolo, 14 diritti. Li riassumo evidenziando i termini chiave.

  1. Nel rispetto della dignità, della libertà, dell’uguaglianza e della diversità delle persone i diritti fondamentali scritti nei documenti internazionali devono essere garantiti, effettivi e interpretati correttamente anche in internet.
  2. Tutti devono poter accedere alla rete con strumenti tecnologici adeguati, oltre a scegliere liberamente sistemi operativi, software e applicazioni.
  3. I dati trasmessi e ricevuti nel web non devono subire discriminazioni, restrizioni o interferenze.
  4. La privacy dei dati personali deve essere garantita. La raccolta e il trattamento sono previsti solo con il consenso informato della persona interessata.
  5. Ogni utente ha il diritto di accedere ovunque ai propri dati e conoscerne le modalità tecniche di trattamento.
  6. Informazioni e dispositivi personali sono inviolabili senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
  7. In ambito giurisdizionale non può essere utilizzato il solo trattamento automatizzato dei dati personali.
  8. Gli utenti possono creare e visualizzare, sempre e integralmente, la propria identità nel web.
  9. Tranne nei casi previsti dalla legge, ogni persona ha il diritto di comunicare nella rete in forma anonima.
  10. Il diritto all’oblio (ce lo spiega qui Salvatore) prevede la possibilità di cancellare dagli indici dei motori di ricerca dati e contenuti non più rilevanti per la persona.
  11. Le piattaforme digitali devono fornire informazioni chiare e semplificate sul funzionamento. I responsabili devono tenere un comportamento  leale e corretto con utenti, fornitori e concorrenti.
  12. In rete le infrastrutture devono essere sicure, garantendo protezione dagli attacchi esterni e tutelando la libertà di espressione e la dignità delle persone.
  13. Per garantire la parità di accesso a internet e la tutela dei diritti, è indispensabile un’educazione all’utilizzo consapevole del web e degli strumenti digitali.
  14. Dell’articolo 14 cito una parte, che dal mio punto di vista comunica l’essenza della dichiarazione:

    “Internet richiede regole conformi alla sua dimensione universale e sovranazionale, volte alla piena attuazione dei principi e diritti prima indicati, per garantire il suo carattere aperto e democratico, impedire ogni forma di discriminazione e evitare che la sua disciplina dipenda dal potere esercitato da soggetti dotati di maggiore forza economica.”

Fonti internazionali di ispirazione.

Non siamo i primi, noi italiani, a voler adottare un documento che tuteli i nostri diritti nel web. Precedenti iniziative internazionali sono nate in Brasile, ad esempio, con la legge “Marco Civil” dell’aprile 2014; nello stesso anno leggiamo

– le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dell’8 aprile

“La Corte di giustizia dichiara invalida la direttiva sulla conservazione dei dati. Essa comporta un’ingerenza di vasta portata e di particolare gravità nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati di carattere personale, non limitata allo stretto necessario” (fonte)

– e del 13 maggio

“Dati personali – Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento di tali dati – Direttiva 95/46/CE – Articoli 2, 4, 12 e 14 – Ambito di applicazione materiale e territoriale – Motori di ricerca su Internet – Trattamento dei dati contenuti in siti web – Ricerca, indicizzazione e memorizzazione di tali dati – Responsabilità del gestore del motore di ricerca – Stabilimento nel territorio di uno Stato membro – Portata degli obblighi di tale gestore e dei diritti della persona interessata – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea – Articoli 7 e 8” (fonte)

– la raccomandazione del Consiglio d’Europa (Guida dei diritti umani per gli utenti di internet)

“Gli Stati membri sono tenuti a garantire a ogni persona soggetta alla loro giurisdizione i diritti umani e le libertà fondamentali sanciti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo […]. Tale obbligo è valido ugualmente nel contesto dell’utilizzo di Internet”

– la sentenza della Corte Suprema USA del 25 giugno

“La Corte Suprema, nel proprio giudizio, che ha visto prevalere l’opinione favorevole ai broadcaster per sei voti a tre, ha stabilito che, in base alle norme del Copyright Act, come modificate con gli emendamenti voluti dal Congresso USA nel 1976, ha statuito che l’iniziativa di Aereo dà vita ad un atto di messa a disposizione del pubblico indipendentemente dal fatto che si utilizzino, per la visione dei singoli abbonati, una singola o molteplici copie di un’opera protetta ed a prescindere dal fatto che tale copia sia diretta ad un solo singolo abbonato o a più di uno di essi, in quanto sono gli abbonati stessi nella loro generalità il “pubblico” cui si rivolge il servizio di Aereo e cui esso comunica i programmi televisivi delle emittenti coinvolte.” (fonte)

E ancora in Africa con la Dichiarazione sui diritti e le libertà in internet adottata dall’Igf africano, in Gran Bretagna con la Commissione sulla democrazia digitale, in Francia con la Commissione di lavoro sui diritti e le libertà nell’era del digitale, e in Germania con la Commissione sull’Agenda digitale.

Conclusione.

Nell’audizione alla Camera dei Deputati il 12 gennaio 2015, il Presidente Antonello Soro afferma che

“l’elaborazione, da parte di questa Commissione, della Dichiarazione dei diritti in internet, è un’iniziativa importante: perché contribuisce a promuovere, nei cittadini, la consapevolezza dei propri diritti nello spazio digitale e, insieme, nei responsabili delle istituzioni, la coscienza dei nuovi doveri.” (qui il testo completo)

Sei d’accordo con le norme contenute nella dichiarazione dei diritti in internet? Condividi con noi la tua opinione nei commenti!

Shares