Ritorno al futuro: alla scoperta del Futurismo di Depero

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Pubblicato il 13 febbraio 2017

Ciao viaggiatori nel tempo! È un po’ che non ci sentiamo, ma a dicembre abbiamo avuto un bel po’ da fare! La Delorean si è trasformata in una slitta e io e Einstein abbiamo aiutato Babbo Natale nella consegna dei regali in ritardo! Ora che siamo diventati 7 miliardi nel mondo è difficile per il Babbo consegnare tutto in una notte, ma non lo dite a nessuno 🙂

Pronti per partire? Oggi dobbiamo fare un lungo viaggio…

Vi rimanderò indietro nel futuro!

Tempo di destinazione anni ’20: il secondo Futurismo di Depero

Sono gli anni ’20 e siamo di nuovo nel nostro bel paese per scoprire un movimento che per lungo tempo non è stato riconosciuto, ma che oggi viene definito Secondo Futurismo.

Molti critici consideravano il Futurismo Italiano concluso verso l’inizio della Prima Guerra Mondiale, in concomitanza con la morte di Boccioni e Sant’Elia, e l’allontanamento dei diversi artisti.

Tuttavia negli anni 20 emerge una seconda generazione di futuristi, spesso trascurati per via dei loro legami con il fascismo e Mussolini, tra i quali troviamo anche il pittore, scultore e designer italiano Fortunato Depero.

Mentre la prima generazione, pur volendo «portare l’Arte nella vita», si esprimeva soprattutto attraverso la pittura e le scultura, e rimase chiuso dentro gallerie e musei, la seconda generazione di futuristi si concentra su mezzi di comunicazione nuovi come la scenografia, l’arredamento, la moda, l’architettura e la pubblicità. Per questo motivo entrò veramente nella vita quotidiana della gente.

«L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria»

scrive Depero nel Manifesto dell’arte pubblicitaria del 1932.

Depero si concentra soprattuto nella scenografia e nella grafica pubblicitaria ed è infatti considerato uno dei più autorevoli realizzatori di manifesti pubblicitari, grazie anche all’intensa collaborazione con la fabbrica Campari, per la quale realizza annunci e manifesti.

Lo stile di Depero

Lo stile di Depero unisce insieme elementi del cubismo, del futurismo e del purismo tradotti in un linguaggio capace di colpire l’attenzione e l’immaginazione di un pubblico eterogeneo.

Nei suoi manifesti compaiono spesso delle figure che sembrano marionette per via del suo legame con il teatro e la scenografia.

Queste figure soggetti sono caratterizzate da forti linee e forme geometriche che rendono dinamica la composizione grafica, e dall’intersezione di solidi e parallelepipedi di colore uniforme.

Il carattere tipografico diventa parte integrante della struttura della pagina, vengono usate poche parole disposte graficamente insieme agli altri elementi, così da creare un’immagine unica e sintetica.

Ritorno al Futuro: lo stile di Depero oggi

Essendo un punto di riferimento nella grafica pubblicitaria e nella realizzazione di manifesti, lo stile di Depero continua a ispirare i designer di oggi, soprattutto quelli italiani!

Ecco alcuni esempi:

Per le decorazioni e l’arredo degli interni del ristorante Funkadeli, aperto alla fine del 2016 a Shanghai, il designer Matteo Morelli si è ispirato alle illustrazioni di Depero.

 

Il manifesto per ZenaCamp, un festival italiano di Lindy Hop, realizzato dal designer Michele Tenaglia, presenta le caratteristiche dei poster di Depero.

Vita è una rivista mensile italiana dedicata al mondo del non-profit. Per questo numero il designer Francesco Poroli si è ispirato a Depero nella realizzazione della copertina.

Anche il poster per il Carnevale di Viareggio 2016, realizzato dalla designer Anna Bulycheva, presenta un chiaro riferimento allo stile di Depero.

Le illustrazioni di questo calendario, realizzate come progetto all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia dalla studentessa Valeria Fogazzi, presentano l’uso di forme geometriche e intersezione di solidi come nei poster di Depero.

Conclusioni

Dai manifesti all’arredamento, dalle riviste ai calendari, lo stile di Depero è senza dubbio uno stile che lascia il segno e attira l’attenzione di chi lo guarda, ieri come oggi.

Che ne pensate? Vorreste usarlo in uno dei vostri prossimi design?

In ogni caso, ricordate che:

…il vostro futuro non è ancora stato scritto, quello di nessuno. Il vostro futuro è come ve lo creerete. Perciò createvelo buono.