Diventa un pioniere, un libro per cambiare

Diventa un pioniere
Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 13 secondi
Pubblicato il 30 ottobre 2014

Diventa un pioniere di Luca Panzarella, autore di Il lavoro è finito, Reinventarsi, Vivere Freelance e Viaggio dell’eroe precario nonché autore del blog lucapanzarella.it/blog.

 Ero sul punto di iniziare l’articolo dicendo: il libro che ti insegnerà come diventare un pioniere. Mi sono fermata subito. Non ho fatto in tempo a pensare questa frase che nella mia mente si è accesa una lampadina. Questo libro non ti dice “come” riuscire a fare qualcosa.

Come dice lo stesso autore:

“Cerchiamo dei manuali a prova di stupido che ci dicano per filo e per segno quali siano i passa da seguire. Ci rassicura chi è in grado di darci direzioni, poco importa se sbagliate o meno, purchè semplici da seguire e dalla ricompensa certa. Vuoi smettere di fumare? Segui questi dieci passi! Vuoi avere la mente milionaria? Compra il nostro corso! […] Sembrano tutti impegnati a insegnarci la strada del “cosa fare per” dando per scontato che noi vogliamo effettivamente raggiungere quell’obiettivo.”

Questo libro ti apre la mente, ti mette a conoscenza di quello che puoi fare e poi lascia a te la scelta.

libroInizio la mia lettura e più mi spingevo avanti più avevo l’impressione che l’autore stesse davvero chiacchierando con me, proprio lui in effetti dice: Accomodati a casa mia. Era da tanto che volevo parlare con uno come te, come se fosse un amico di una vita al quale avevo già raccontato stati d’animi personali, paure o dubbi. Così, ho seguito il suo suggerimento. Per un momento ho staccato gli occhi dal libro. Li ho chiusi e ho tirato un sospiro. Ho svuotato la mia mente da tutte quelle energie che ogni giorno, senza farcene accorgere, ci creano dei limiti.

Ho proseguito la mia lettura e cosa ho scoperto? Mi ero persa.

Ho iniziato a farmi delle domande, ho iniziato a chiedermi: aspetta ma allora se questa persona parla proprio così, se anche lui si è chiesto le stesse cose che mi chiedo io, vuoi vedere che ciò che provo certe volte non è così poi raro? Vuoi vedere che non sono l’unica persona che si lascia prendere dalle paure, dalle incertezze; vuoi vedere che non sono l’unica che vorrebbe andare chissà dove a fare chissà cosa senza poi farlo per davvero ignorandone completamente il motivo?

 “La panchina sulla quale stavo seduto era più scomoda del previsto e del mio treno continuavo a non vedere neanche l’ombra. Così mi alzai. Questo è il gesto più difficile di tutta la storia.”

Durante la lettura ho incontrato diversi esercizi pratici da svolgere. L’ho fatto con molto piacere e mi sono stati davvero utili. Grazie al “compito per casa n.4” sono riuscita ad individuare con precisione un obiettivo indispensabile della mia vita. Il numero 5 invece è divertentissimo! Basato su un principio facile in modo imbarazzante: tu crei la tua vita. Quindi tutto ciò che attrai a te, tutto ciò che ti succede, le fortune, sfortune, te le sei create tu.

In poche parole, questa lettura si è trasformata man mano in una guida, in un manuale, in qualcosa da “provare a fare”.

Tra le varie conferme che ho avuto, c’è un concetto in particolare che vorrei riprendere, una cosa che mio padre mi ha sempre detto, che Luca Panzarella (in modo diverso, ma il pensiero è lo stesso) dice nel suo libro e che ha cambiato il mio approccio alla vita: punta, spara e poi mira. Se aspettiamo di essere sempre “pronti” a fare qualcosa probabilmente la nostra resistenza riuscirà a non farcela fare. Non importa quanto tu ti senta pronto, l’importante è partire.

Puoi sempre mirare meglio, dopo.

In questo libro ho scoperto una nuova forza, una nuova energia. Ho scoperto l’assistenza, ho imparato a sconfiggere il drago, ho capito che non devo avere paura di vincere.

Ho capito che è proprio grazie alla mia paura di essere quello che sono, posso diventare un pioniere.

  • Devo ammettere che questa presentazione mi ha proprio coinvolto. Riesce a proseguire e ampliare bene la “didascalia” (ditemi qual’è il nome tecnico, per favore) di Google+, che è stata in grado di agganciarmi nella montagna di email quotidiane.

    Mi sembra un articolo scritto usando degli strumenti efficienti di comunicazione, prima individuando la tipologia di utente adatto in base ai bisogni personali, poi esprimendo contenuti che soddisfano quei bisogni attraverso la condivisione delle emozioni, ovvero l’empatia.

    Complimenti, quasi quasi mi compro il libro 🙂

    • Laura De Vincenzo

      Ciao Andrea! Vorrei ringraziarti di vero cuore, per aver commentato, ma soprattutto per aver scelto delle parole così belle 🙂

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