Periscope e l’era dei contenuti video in diretta

periscope
Tempo stimato di lettura: 5 minuti, 1 secondo
Pubblicato il 23 aprile 2015

Periscope è l’app del momento, nonostante per ora sia disponibile solo per iOS, tutti ne parlano, e in tanti l’hanno già scaricata. Non tutti però sembrano avere le idee chiare su come usarla, e sfruttarla al meglio, in particolare per fare marketing.

Iniziamo con il presentare brevemente quest’app, per i pochi che ancora non sapessero di cosa si tratta.

Cos’è Periscope?

Periscope è un’applicazione piuttosto semplice, permette in poche parole di riprendere con lo smartphone e trasmettere in diretta streaming dei video. Siccome l’app è stata acquistata da Twitter (si dice per circa 50 milioni di dollari) consente anche di pubblicare, al momento della ripresa, un messaggio sul noto social network, con il quale avvisiamo i nostri contatti che “siamo in onda”.

Possibile poi salvare il video per renderlo disponibile “in differita”. A completare l’app ci sono una chat,e un sistema di voto (con emoticon a là Instagram). Mentre trasmettete in diretta potete leggere e rispondere ai commenti, e vedere quanto viene apprezzato quello che mostrate. Nel caso in cui abbiate reso disponibile il video anche per essere rivisto in seguito, avrete poi accesso alle statistiche che vi mostrano quante persone hanno visto e apprezzato il video in diretta, e quante l’hanno guardato successivamente.

Per il momento le funzioni sono minimali anche se visto il grande successo, di certo ci saranno aggiornamenti che porteranno nuove funzionalità. Quel che interessa però, non sono tanto le funzioni, attuali o future, ma il cuore dell’app, che peraltro non è l’unica del suo genere.

La questione è: come fare marketing, e quindi promuovere un brand, attraverso delle brevi dirette video realizzate con questo strumento? Quali altri eventuali utilizzi potrebbe avere?

Per cercare di dare una risposta ho analizzato un po’ quali sono i contenuti dell’utente medio di Periscope. Naturalmente molti usano l’app solo per divertirsi, senza precisi obiettivi, altri per mero esibizionismo; ad ogni modo, è possibile notare alcune tendenze interessanti, almeno secondo me.

Periscope

Le 7 tipologie di utenti Periscope

Dopo aver visionato un po’ di video, alcuni dei quali in diretta, ecco una breve lista delle tipologie di utenti che ho individuato.

  1. Il citizen journalist
  2. Il recensore
  3. Il gattaro
  4. I turisti del frigorifero
  5. Il violatore di copyright
  6. L’esibizionista
  7. Il burlone

Iniziamo dal citizen journalist, o più in generale da chi fa informazione, che si tratti di giornalista professionista o meno, quindi possiamo metterci dentro anche blogger e chiunque trasmetta in diretta un evento, ad esempio l’inaugurazione di un locale, un incendio, la presentazione di un libro, ecc.

I recensori usano Periscope per trasmettere recensioni di film, libri, giochi e quant’altro, in alcuni casi sono YouTuber o blogger che cercano nuovi canali per rendersi visibili, e sperimentano le potenzialità dell’app.

Naturalmente anche su Periscope, come su tutti i social, spopolano i gattini, e i video di animaletti vari, che spesso non fanno assolutamente nulla, ad esempio dormono sul divano per l’intera durata della diretta. Questi contenuti già non si contano più.

Ugualmente divertente la categoria di utenti che ho etichettato turisti del frigorifero. Si tratta di un fenomeno molto diffuso su Periscope, in tanti trasmettono in diretta quello che hanno nel frigo, e sono frequenti nei commenti gli inviti a farlo, anche nei confronti di chi non ne aveva alcuna intenzione. Guardare nel frigo di chi vive in un paese lontano, o semplicemente ha gusti ed abitudini alimentari diverse dalle nostre, può effettivamente essere interessante, un modo originale per conoscere altre culture, standosene a casa propria.

Veniamo al violatore di copyright. Naturalmente anche in Periscope c’è questo problema. Molti non hanno capito il senso dell’app e riprendono programmi televisivi o comunque diffondono altri contenuti dei quali non hanno il copyright.

Altri contenuti molto diffusi su Periscope sono quelli erotici. Molti ragazzi e ragazze si riprendono svestiti e in pose ammiccanti, ma questa non è l’unica forma di esibizionismo, c’è anche chi avvia delle dirette per farsi intervistare attraverso la chat, sono frequenti i video intitolati, ad esempio: “fammi una domanda”.

Finiamo con i burloni, ovvero quelli che mettono come titolo al video “gattina sexy” e poi si rivelano essere dei gattari, e non delle esibizioniste.

Ora che vi ho presentato alcune delle più diffuse tipologie di utente Periscope, vediamo quale potrebbe essere un possibile, e sensato, utilizzo del mezzo.

Periscope è una sorta di estensione di Twitter, il suo scopo è trasmettere in diretta dei contenuti che non devono essere video professionali, ma hanno proprio nell’immediatezza la loro peculiarità. Lo strumento andrebbe usato e valorizzato per quello che è. Non sono molti quelli che l’hanno capito, ma credo che i tempi inizino ad essere maturi, e presto qualcosa cambierà.

In particolare credo che Periscope (e altre app simili) possa essere un potente strumento per lo storytelling, così come per il branding (aziendale e/o personale). Il segreto è la condivisione, per creare valore si devono trasmettere, ovvero condividere, momenti (possibilmente interessanti) della propria vita, e naturalmente interagire con chi li guarda.

Non solo Periscope

Periscope non è stata la prima applicazione a permettere la trasmissione di video in diretta streaming, e di certo visto il suo successo virale non sarà l’ultima. Tra le altre app di questo tipo segnalo Meerkat e Streamago.

Meerkat è probabilmente il maggiore concorrente di Periscope, e Twitter per rendergli la vita difficile ha ridotto l’integrazione con quest’app, che comunque resta molto apprezzata dall’utenza.

Le due applicazioni sono molto simili, in entrambe al centro ci sono le dirette degli utenti. Nel caso di Meerkat però, finita la diretta, del video non resta traccia.

Streamago Social è un’app senza dubbio meno conosciuta, ma che ho deciso di includere nell’articolo, in quanto italiana, ad idearla è stata infatti Tiscali. Al momento è disponibile solo per iOS, ma a breve arriverà anche nella versione per Android. Quest’app permette di trasmettere in diretta audio e video, e di condividerli sul proprio profilo Facebook. Sarà interessante vedere che diffusione avrà in Italia, e nel resto del mondo.

Tu stai usando Meerkat, Periscope o altre app simili? Che ne pensi?

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