Perché (e in che modo) trattare i tuoi Articoli come Prodotti

Luce e post
Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 16 secondi
Pubblicato il 22 novembre 2012

 “Apro un blog, a tempo perso”. Molto spesso, soprattutto se parliamo di mercato italiano, la spinta è questa: vedere nell’attività di Blogging un vero e proprio business rimane arte di pochi. Pochissimi. Più che altro, resta un’attività da affiancare sempre a qualcosa di primario, che possa permettere di portare avanti un blog.

E tra aprire un blog a tempo perso e perdere semplicemente tempo il passo è breve.

Oggi non voglio dirvi di vivere con un blog. Sarebbero valutazioni presuntuose, oltre che irreali.

Ciò che potreste cambiare, nell’ottica di costruzione dei vostri post e della vostra reputazione online, è l’approccio: ecco perché dovreste considerare i vostri articoli come dei prodotti. Ed ecco perché voi dovreste pensare di essere degli editori, almeno quando si parla di una vostra creazione.

Conosco almeno 3 buoni motivi per trattare i vostri articoli come prodotti.

Un prodotto utile…

I vostri post sono utili? Chiedetevi che genere di valore aggiunto state garantendo a chi vi legge. Chiedetevi se quel valore aggiunto glielo state dando davvero.

Bando alla presunzione. C’è di mezzo il vostro tempo, il vostro successo.

Un buon prodotto è definito come tale se soddisfa le necessità della sua nicchia. Un buon articolo è tale se soddisfa le necessità dei suoi lettori. Soddisfarli vuol dire: informarli, incuriosirli, rilassarli, divertirli. Tutto dipende dal target su cui state lavorando. Al quale volete “vendere” le vostre parole.

Cos’è utile, allora?

  • Una notizia in cui arrivate prima degli altri
  • Un’intervista al personaggio del momento o ad una personalità del vostro settore
  • Una case-history esclusiva
  • Un video unico e creato da voi
  • Una raccolta di tool utili
  • Link di approfondimento, fonti aggiuntive

…tanto utile da poter essere a pagamento

Non vi sto dicendo, attenzione, di rendere a pagamento l’accesso ai vostri contenuti. Vi auguro di poterci arrivare, ma non lo farete se non passando per una strada: quella della cura estrema. Sempre e comunque.

Vi basterà pensare “Qualcuno pagherebbe per leggere questo post?”. Vedrete che l’approccio, nella realizzazione, cambierà radicalmente. Valore aggiunto sono le parole-chiave: date qualcosa in più. Date qualcosa per cui le persone della nicchia che “aggredite” pagherebbero.

Poi non fateli pagare. Ma alzate il livello. Volate alto.

Un prodotto con cui interagire

Interagite, appunto.

Curate ogni commento sul vostro blog, come se fosse oro. Quella è la vostra linfa vitale.

Integrate la vostra figura di Editori con quella, sempre vostra, di animali sociali. Individuate il vostro target, anche qui: il vostro pubblico dove si muove maggiormente? Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Pinterest? Le persone arrivano ai vostri contenuti da queste piattaforme globali.

E se gli piacete, vorranno seguirvi. Vorranno sapere chi siete. Di cosa vi occupate. Assicuratevi di dargli tutta la storia. La vostra storia.

Curate la vostra immagine sui social network: siate presenti, siate aggiornati. Soprattutto, consiglio spassionato, su Google+: la piattaforma di Mountain View cambierà le cose. Per gli autori in particolar modo. Lo sta già facendo oltreoceano. Fatevi trovare pronti, perché quando la “rivoluzione” arriverà dalle nostre parti, nulla sarà più come prima. E chi è rimasto indietro soffrirà terribilmente nella risalita.

Non finisce quiArticoli come prodotti, abbiamo detto. Dunque, che siano utili, di valore e grazie ai quali interagire.

E poi? Altri tre punti.

1. Pianificare la comunicazione

Raccogliete le idee. Prendete spunto dalla vita di tutti i giorni. Dal vostro lavoro, dalle vostre esperienze.

Annotate gli elementi che, nel post, volete mettere in risalto. Per farlo, non disdegnate l’utilizzo di tool come Evernote. O Google Drive.

Se siete a corto di idee vi consiglio tre tool inediti in questo post.

Cos’altro ti consiglio?

2. Diversificare la comunicazione

State considerando le nuove forme di comunicazione e di blogging?

Torno su Google+. Organizzate sul vostro profilo un Hangouts. Sostituite un vostro articolo con un Hangouts. Una volta ogni tanto. Metteteci la faccia, prima ancora della tastiera.

Altre forme di comunicazione che non sottovaluterei: Instagram – a proposito, vi piacciono i nuovi profili? – e la cura delle immagini, YouTube e allo strumento video in generale. Potreste creare anche dei Podcast attraverso strumenti come SoundCloud. Un’idea, questa, che mi affascina.

Cos’altro ti consiglio?

3. “Vestire” la comunicazione

La sostanza prima di tutto, ci mancherebbe. Ma la forma non ve la dimenticate.

Un bel post, presentato malissimo, perde valore. Ecco perché curare aspetti quali le fotografie, l’ottimizzazione dei grassetti e dei corsivi, gli elenchi puntati e così via.

Sul web, più che in ogni altro frangente, i lettori vogliono avere un compito semplice. Lavorate, allora, per renderglielo semplice. Semplicissimo, se ci riuscite.

Ama i tuoi post, ama il tuo blog

Stai scrivendo per deliziare, istruire, rilassare il tuo pubblico.

Pensa al tuo pubblico. Ma prima pensa a te. Al tuo blog. Ai tuoi post. Ai tuoi prodotti. Amare loro, vuol dire curarli. E dunque garantire qualcosa di vincente a chi legge.

Cosa consiglieresti ulteriormente?

Qual è l’approccio che utilizzi con il tuo blog?

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