Remarketing con Adwords: Ottieni il massimo!

Keyword symbol tag sketched on a blackboardImmagine originale tratta da Fotolia
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Pubblicato il 24 maggio 2013
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Quante volte ci è capitato di avviare una campagna con Google Adwords e non ottenere i risultati sperati nonostante gli investimenti fatti? Le origini di un fallimento in una campagna Adwords possono davvero essere molti, dalla scelta delle parole chiave poco strategiche ad una scarso utilizzo dei moltissimi strumenti che adwords mette a disposizione fino ad arrivare ad una scarsa ottimizzazione della landing page, l’aeroporto dove vengono fatti “atterrare” tutti gli annunci della nostra campagna Adwords.

In alcuni casi tuttavia basterebbe davvero poco per ottenere maggiori risultati dalle nostre campagne! Si perchè diciamolo chiaramente, i fattori che determinano il processo di acquisto da parte di un utente sono davvero molteplici ed oltre alla diffidenza, la pigrizia di completare il form di richiesta e chi ne ha più ne metta ogni tanto entra in campo anche il fattore “S”.

Non saranno molte ma a volte capita che nel bel mezzo di un processo di acquisto magari squilli il telefono o sopraggiunga un qualche imprevisto qualunque che fa desistere dal concludere operazione. L’utente teneace e maggiormente interessato probabilmente ricomincierà con grande pazienza l’operazione da zero, altri più pigri o presi da mille altre cose invece se ne dimenticheranno e per noi quello sarà irrimediailmente una conversione mancata anche se solo di un soffio!

Immaginiamo di poter rintracciare tutti gli utenti che per vari motivi sono entrati all’interno del nostro percorso di vendita e lo hanno abbandonato prima della sua conclusione, riproponendogli proprio il prodotto che hanno visualizzato qualche giorno prima e che non hanno poi acquistato, che succederebbe?

Ebbene questa cosa è possibile e si chiama remarketing!

Il remarketing nelle campagne Adwords.

Vi è mai capitato nei momenti di ozio davanti al pc di sognare un viaggio e cercare un volo per Parigi sui vari portali che vendono biglietti aerei?

Spesso capita che proprio quando non si ha la possibilità di partire esca l’offerta del secolo, tipo un volo a partire da 2€.

In questo caso seppur sconsolati sarete usciti dal sito di prenotazione con una lacrimuccia che vi scorreva.

Ecco che come per magia quel maledetto volo per Parigi ha deciso di perseguitarvi nei giorni a seguire uscendovi un po’ ovunque nei siti che visitavate!

Che diavoleria è questa? Come fanno a sapere che in questo momento sogno di andare a Parigi? “Questa è cattiveria” come direbbe Verdone!!

Nulla di tutto ciò, in realtà durante la prima visita al sito di prenotazione voli è stato installato un cookie nel nostro pc e questo vi ha fatto visualizzare periodicamente il volo a cui eravate interessati all’interno di banner pubblicitari situati all’interno dei vari siti della rete di display (così come viene definita da google).

Questa operazione in gergo viene definita remarketing, in buona sostanza vengono registrati i comportamenti degli utenti in fase di navigazione web all’interno di un determinato sito e poi vengono riproposti loro degli annunci ad hoc in base alle pagine visitate in precedenza. La cosa interessante è che questi annunci appariranno un po’ ovunque sul web, anche su siti web che nulla hanno a che vedere con quello visitato inizialmente.

Gli annunci ricondurranno tuttavia ad esso, magari ad un particolare prodotto come può essere un volo, uno smartphone etc..

Come funziona il remarketing.

Il remarketing prevede il suo funzionamento in due fasi distinte, la prima è quella di registrare il comportamento dei visitatori all’interno del sito web provenienti sia da traffico organico sia da campagne adwords; il monitoraggio avviene attraverso l’implementazione di un codice definito tag di remarketing che è un semplice breve snippet di codice che viene inserito in tutte la pagine del nostro sito web.

Solitamente viene poi parallelamente inserito un codice di conversione nella pagina successiva, tipicamente la pagina “grazie per averci contattato” o “grazie per aver acquistato da noi” nel caso di un e-commerce.

La campagna di remarketing può essere impostata in molti modi, due fattori molto importanti sono tuttavia da tenere in considerazione:

  • Dobbiamo impostare la durata del cookie.
  • Dobbiamo impostare la frequenza con cui verrà impostato il remarketing, questo fattore è motlo importante, soprattutto lo è evitare di esagerare per non fare sentire l’utente perseguitato dal nostro annuncio.

La guida di google ci suggerisce di impostare la nostra campagna di remarketing sulla rete display (tramite annunci su altri siti web e non sulla rete di ricerca).

In fase di impostazione della campagna otterremo degli elenchi per il remarketing ovvero una raccolta di cookie di utenti a cui indirizzare la nostra campagna e che vengono raccolti dalle varie pagine tramite il tag di remarketing.

Gli elenchi costituiscono il vero fiore all’occhiello in termini di web marketing dello strumento del remarketing di adwords, permettono infatti l’implementazione di funzioni avanzate nella gestione della campagna, la cosa più interessante sarà quella di poter applicare vari filtri ai segmenti di pubblico; in tal modo potremo quindi decidere ad esempio di indirizzare la nostra campagna solo a coloro che hanno visitato il sito negli ultimi 30 giorni e molto altro ancora.

Strategie per il remarketing.

Come è facile intuire la tipologia di merce o di servizi che viene proposta dal sito web fa una grossa differenza e può determinare delle differenti strategie per l’ottenimento di risultati ottimali. Naturalmente il remarketing è una strategia complementare alle campagne adwords standard ed ha il fine ultimo di rafforzare la propensione all’acquisto (o alla conversione) a tutti quegli utenti che hanno manifestato un certo interesse alla nostra proposta (siano essi provenienti da traffico organico o da annunci adwords).

La strategia più immediata naturalmente potrebbe essere quella di indirizzare la nostra campagna di remarketing a coloro che hanno visitato particolari prodotti o servizi ma non hanno completato il processo di acquisto (non hanno dato luogo ad una conversione).

In questo caso come suggerisce la guida sulle strategie di remarketing di google sarà possibile tramite l’ausilio degli elenchi creare una combinazione che preveda di indirizzare la campagna a tutti tranne coloro che hanno effettuato la conversione (visitatori su quella paginavisitatori che hanno terminato il processo d’acquisto).

Una strategia interessante potrebbe tuttavia essere quella di rafforzare l’interesse su coloro che hanno già effettuato un acquisto o una conversione (up-sell e cross-sell); in questo caso potremmo proporre loro dei servizi o dei prodotti complementari a quelli già acquistati, una sorta di correlati creati ad hoc per loro in base alla tipologia di acquisto effettuato.

Queste strategie piuttosto basilari ci lasciano intravedere le vere potenzialità dello strumento e se utilizzate a dovere magari con l’ausilio di un targeting geografico possono diventare degli eccellenti strumenti di marketing per il nostro business.

Se implementato correttamente in una strategia di web marketing di più ampio respiro lo strumento del remarketing può essere davvero ottimo e che può aumentare di molto il nostro tasso di conversione, provare per credere!

  • nemico del plagio

    Caro Massimo Lazzeri, lo sapevi che questo articolo viene ripubblicato sul sito http://www.studioalaimo.it/blog/2014/05/ottieni-massimo-adwords-remarketing/

    Hai fornito il tuo permesso? O ti basta il link che cita la fonte in fondo alla copia integrale del tuo post?

    • Ce ne siamo accorti ed abbiamo fatto la segnalazione. Provvederemo a rendere più restrittivi i termini di riutilizzo/diffusione, grazie “nemico del plagio” 🙂

    • Ti ringrazio per la tua gentile segnalazione “nemico del plagio”, ho provveduto a contattare i titolari del suddetto sito e a richiederne la rimozione!
      Buona giornata!

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