Newsmastering: crea dei magazine online con le tue pagine preferite

Newsmastering con Scoop
Tempo stimato di lettura: 4 minuti, 38 secondi
Pubblicato il 23 febbraio 2012

Newsmastering con ScoopCreare magazine online gratuiti e incrementare la popolarità dei propri contenuti? Dall’anno scorso è possibile farlo mediante Scoop, web-app gratuita che ha introdotto la filosofia della content curation che pare stia prendendo piede anche dalle nostre parti. In questo articolo vorrei introdurne il funzionamento, studiando la creazione di vari canali di newsmastering utili per assemblare contenuti tematici sulla base delle proprie preferenze e pubblicare veri e propri magazine personalizzati. Questi ultimi saranno, di fatto, dei nuovi siti con indirizzo personalizzato, regolarmente indicizzati dai motori e caratterizzati da elevata pertinenza dei contenuti.

Il principio di fondo del newsmastering è che dove non possono (ancora) arrivare i motori di ricerca, possono – quasi certamente – gli utenti, specialmente quando questi ultimi siano specialisti di una certa nicchia e per questo capaci di distinguere chiaramente ad es. una content farm da un contenuto di valore. Il tutto, come è facile immaginare, molto più di quanto possa anche l’algoritmo di IR (Information Retrieval) più evoluto, e con l’aggiunta di un grado di personalizzazione precedentemente inedito.

Mediante Scoop possiamo quindi tirare fuori svariati magazine che assomigliano, in tutto e per tutto, a dei blog tradizionali, ma che sono costruiti in modo semi-automatico mediante le aggiunte e le segnalazioni dei vari utenti. Il newsmastering, secondo Robin Good – l’editore online che ha reso popolare questa tecnica in Italia – “è l’attività mediante la quale un essere umano individua, aggrega, seleziona, modifica e ripubblica via RSS un flusso di news altamente focalizzato su uno specifico argomento.”

Detta così, in effetti, sembrerebbe di avere di fronte il solito aggregatore di notizie alla Digg, di cui avevo parlato nel mio precedente articolo dedicato alla link building. In effetti dal punto di vista SEO questa nuova pratica possiede implicazioni similari, ma ne discuterò meglio tra un istante: meglio porre subito la lente d’ingrandimento sul fatto che le notizie siano “ben focalizzate”, che è il vero tratto distintivo dell’applicazione. In effetti OkNotizie, Digg, ZicZac e tutti gli altri propongono selezioni di notizie categorizzate ma generaliste, nel senso che – ad esempio – tra le notizie di informatica potremmo trovare un calderone in cui sono state inserire app per iPhone, tutorial per Linux o how-to per WordPress.

Il newsmastering, invece, consente a un comune utente di “remixare” (similmente a quanto avviene con le mashup applicative) e di contestualizzare in migliaia di modi personali le notizie, le risorse e i vari contenuti di uno specifico settore presenti sul web. In questo modo la “coda lunga” delle varie specificità, ad esempio quelle relative ad una certa componente elettronica, a un prodotto innovativo o a una particolare tribù di fan, avrà una rinnovata possibilità di essere in bella mostra, possibilmente in cima ai risultati di ricerca per determinate chiavi.

Come funziona Scoop?

Ogni topic (ovvero magazine specialistico) di Scoop è totalmente controllato dagli utenti proprietari: chiunque può inviare proposte di nuove pagine da aggiungere, ed è sempre attiva la moderazione dei contenuti in modo da evitare spam. Questo semplice meccanismo permette di mantenere una dimensione “a misura d’uomo” delle informazioni, con chiaro vantaggio per chi difficilmente, di solito, riesce ad accedere subito a dati talmente di qualità.

È facile imbattersi, ad esempio, in topic che riguardino le tecniche per grafica 3D con programmi free, le migliori strategie di internet marketing oppure il settore del video publishing online; senza contare, inoltre, altri argomenti decisamente sui generis e stimolanti come Caos & Cybercultura. Argomenti dunque molto settoriali, ma altrettanto interessanti per gli addetti ai lavori che, diversamente, avrebbero qualche difficoltà a reperire con gli strumenti di ricerca tradizionali.

Scoop e il SEO

Dal punto di vista di Google, Bing e compagnia, un magazine-builder come Scoop possiede anzitutto una certa autorità, essenzialmente perchè viene linkato da numerose fonti: al contrario degli aggregatori-cloni fatti con Pligg, ad esempio, si tratta di una risorsa certamente utile, unica e con un certo feeling per via dell’interfaccia in Javascript leggera, semplice e d’impatto. Questo risponde a molti dei requisiti SEO tipici per la qualità, e suggerisce tra l’altro che un backlink da Scoop debba possedere certamente un potenziale molto interessante. Nonostante serva a riproporre informazioni già presenti in rete, infatti, esso permette di creare nuove “viste” sui dati, oltre al fatto di dare l’opportunità alle notizie meno cliccate di saltare fuori nelle ricerche con più facilità. In altri termini, quello che ogni SEO si augura che possa succedere per tutti i siti di cui si prende cura.

Nell’uso di Scoop, con la registrazione gratuita avrete fino a 5 topic personalizzabili, estendibili ognuno in maniera illimitata. Dopo aver prefissato il vostro argomento, sarà necessario seguire tre piccoli accorgimenti per creare il vostro magazine online:

  1. Scrivere un titolo che sia il più possibile specifico (es. “i migliori algoritmi di Google” è meglio di “funzionamento dei motori di ricerca“) e, soprattutto, non sia già presente;
  2. Inserire un elenco di parole chiave mirate, che saranno quelle fattivamente usate dall’applicazione per cercare in automatico i “contenuti suggeriti” per il nostro topic (la ricerca sarà effettuata su blog, siti, news, account Twitter e Youtube);
  3. Installare il bottone “Scoop it! nel vostro browser per segnalare al volo una pagina che vi piace particolarmente, similmente a quanto accade con il plugin Read Later.

Ogni singolo contenuto dei nostri magazine personalizzati potrà essere commentato, modificato in seguito come titolo e descrizione, condiviso su Google Plus, Facebook o Twitter, votato (“pollice su”) oppure inviato ad un altro topic pertinente mediante il bottone “rescoop“. Una risorsa a mio parere molto utile per capire le nuove tendenze del web direttamente dalla voce degli utenti che visitano i nostri siti e cliccano i nostri banner, dalle potenzialità certamente da scoprire ed esplorare a fondo.

  • elisabetta

    Interessante articolo, io uso Scoop per raccogliere contenuti interessanti per me e per ridistribuirli a chi mi chiede come fare per …

    ho una domanda :
    perchè dal tuo blog è esclusa la possibilità di fare Scoop! Quale meccanismo impedisce di pubblicare su Scoop da alcuni siti. E perchè un blogger fà questa scelta?

    Grazie ciao

    • Ciao Elisabetta,

      in che senso dal mio blog/blogger è esclusa la possibilità? Che io sappia non c’è modo di evitare che uno faccia una cosa del genere, al massimo puoi decidere di filtrare le tue fonti in modo che ti appaiano, o meno, tra i risultati che decidi di far apparire nelle tue liste.

      Il plugin di scoop.it, del resto, ti permette di caricare qualsiasi pagina web tu voglia mettere in bookmark, unica cosa ho notato che in certi casi è più lento / impossibilitato a mettere le thumbnail.

      Forse capisco male io il senso della tua domanda, fammi sapere…

Shares