Netiquette: non un semplice buonsenso.

social work business communicationImmagine originale tratta da Fotolia
Tempo stimato di lettura: 6 minuti, 57 secondi
Pubblicato il 3 dicembre 2014

Più di un miliardo e 200 milioni di persone al mese utilizzano Facebook attivamente, oltre un miliardo YouTube, 300 milioni Google Plus, più di 215 milioni Twitter, 150 milioni Instagram, più di 190 milioni si connettono a Linkedin.

Perché parlare di Netiquette?

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social media of the world, Jen 2014, da Vincos.it

Da questi dati puoi iniziare a farti alcune domande, come

  • utilizzo correttamente questi social?”
  • “mi comporto nel modo giusto con gli altri utenti?”
  • “merito condivisioni, follower e affetto?”

ma soprattutto “cosa si intende per utilizzo corretto dei social media?”.
Tutto dipende dai tuoi obiettivi: se vuoi divertirti, passare il tempo, giocare con le infinite applicazioni messe a disposizione da alcuni social network, allora non ti serve alcun suggerimento.
Se, invece, vuoi crearti una tua reputazione, come fonte attendibile di informazioni e suggerimenti, ad esempio, continua a leggere. Se pensi che i social network potrebbero aiutarti a trovare un lavoro o mantenere quello che hai, continua a leggere. Se vuoi fare bella figura con persone che vorresti conoscere, continua a leggere.

Social media, Netiquette e pubbliche relazioni.

Il web è diventato uno spazio piuttosto frequentato, che non sarebbe troppo caotico se ognuno di noi si comportasse con educazione.
Anche il New York Times è intervenuto per disciplinare gli utenti con una Netiquette 2.0 e qui ne cito alcune regole.

  • Non linkare tra loro tutti i social network (ognuno di questi, infatti, ha una propria funzione e un limitato spazio di interazione nell’universo digitale).
  • Le bacheche di profili pubblici o pagine non sono spazi dove discutere di questioni private: per questo esistono chat e piattaforme di messaggistica.
  • Non utilizzare il tuo smartphone o tablet per pubblicare sui social network quando ti trovi con altre persone o, peggio ancora, mentre stai intrattenendo una conversazione con qualcuno (lascia in borsa telefono e altri dispositivi mobile quando sei a tavola).
  • Per comunicazioni formali come quelle lavorative, ad esempio, utilizza la mail, non i messaggi istantanei dei social network.
  • Immortalare momenti e condividerli live a tutti gli utenti, magari con l’aggiunta della propria posizione su Google Map, può funzionare, ma non sempre. Se sei a un convegno e vuoi farti trovare o dare informazioni, sì. Se sei al bar e hai intenzione di girarne altri cinque, no.
  • Utilizza il tasto “Replay all” solo in caso di emergenza.
  • Non inserire a caso gli utenti nei gruppi, alcuni potrebbero non essere interessati. Semmai, prima, chiedilo.
  • Non utilizzare i social network per promuoverti direttamente e sfacciatamente: perderesti credibilità e potresti diventare antipatico ai tuoi potenziali clienti. I social media sono ottimi strumenti di promozione, ma esiste il metodo corretto di utilizzarli per questo fine.
The most shared emotions

The most shared emotions via go-gulf.ae

E che succede quando usciamo dal cyberspazio e ci inoltriamo nella realtà?
Non dirmi che non ti è mai capitato di isolarti dalla compagnia per controllare la posta, i commenti al tuo post, le foto degli amici in cui sei taggato, quanti like ha ottenuto il tuo scatto su Instagram, ecc.
“Condividere eventi e posti belli è un bel modo di coinvolgere gli altri”, spiegano Alberto D’Ottavi (@dottavi) e Simona Melani (@simonamelani) “ma non bisogna esagerare con l’egoboosting”.

what people share on Twitter

what people share on Twitter via go-gulf.ae

Non partecipi agli eventi attraverso Twitter, ma anche con Twitter.
Non interagisci con le persone attraverso Facebook, ma anche con Facebook.

Ebbene questo è il punto, il promemoria e il consiglio: fare conversazione con i tuoi simili (siano questi amici, conoscenti, colleghi, l’elettricista, l’informatico, il fruttivendolo, ecc.) è essenziale per poter essere social nei social media, per sfruttare appieno questi mezzi e raggiungere i tuoi obiettivi, anche professionali, per costruirsi una rete di contatti. Soprattutto per chi lavora nel mondo della comunicazione, utilizzare in modo corretto i social media è indispensabile, ma questo va di pari passo con le pubbliche relazioni.
Sei timido a parole e un fulmine a ciel sereno con i tweet? Non importa: puoi partecipare alle conversazioni ascoltando i tuoi interlocutori e raccogliendo le informazioni che ti saranno poi utili per fare marketing o completare un lavoro.
Apri, allora, gli occhi, la mente e le orecchie, ma non scordarti di aprir bocca ogni tanto.

Lavoro cercasi, socializzando.

Vuoi cercare lavoro attraverso i social network?
Puoi farlo, con ottimi risultati a volte, ma ricordati di seguire questi suggerimenti.

  • Creati una rete sociale che condivida con te informazioni utili, opportunità di lavoro, giuste conoscenze, ispirazioni e punti di vista diversi dai tuoi.
  • Di conseguenza, seleziona i tuoi contatti: ad esempio collegati con utenti che siano realmente interessati a sviluppare discussioni e progetti.
  • Linkedin ti permette di creare un profilo professionale, inserendo informazioni sulla tua formazione e sulle tue esperienze professionali. Qui hai la possibilità di trovare offerte di lavoro, conoscere contatti che ti confermino le competenze, trovare datori di lavoro che scrivano le tue referenze.
    Linkedin, infatti, è un social professionale, dove puoi inserire il tuo curriculum vitae, (la barra di riempimento alla tua destra ti indica la percentuale di efficacia del tuo cv in base alle informazioni che inserisci).
  • Quando richiedi l’amicizia o inviti un utente a entrare nella tua rete di contatti, non dimenticare di inviare un breve messaggio personalizzato di presentazione: fa parte della netiquette e ti permette anche di iniziare una discussione con il tuo interlocutore.
  • Fatti conoscere perché pubblichi contenuti interessanti, non per inutili adulazioni.

Pillole di Facebook e altri social: regole brevi, utili e digeribili.

what people share on Facebook

what people share on Facebook via go-gulf.ae

  • Sii riservato. Con i tuoi dati personali, si intende! Non condividere con gli altri utenti, anche se amici, le tue informazioni personali, come l’indirizzo di casa oppure il numero di cellulare.
  • Non mentire. Barare su età, professione, immagine, ecc. è controproducente, perché chi è sé stesso e non ha nulla da nascondere in rete è più apprezzato. Non atteggiarti a quindicenne quando hai più di trent’anni: qui entra in gioca anche la tua dignità, oltre alla reputazione!
  • Non accettare tutte le persone che ti chiedono l’amicizia, ma solo gli utenti che conosci o che hanno qualcosa in comune con te: è inutile accrescere il proprio numero di amici senza alcun senso.
  • Social stalker? Meglio di no: non essere invadente, non porre troppe domande, non essere presente sempre e ovunque, soprattutto se non sai cosa dire. La gente potrebbe pensare che non hai di meglio da fare nella tua vita che seguire quelle degli altri.
  • Tag e identikit. Prima di taggare le altre persone è social bon ton chiedere il permesso ai diretti interessati. Un classico esempio è la foto delle superiori: può darsi che qualcuno non voglia farsi riconoscere in quell’immagine con brufoli e occhiali.
  • No comment. Anzi sì: rispondi ai commenti e commenta tu stesso immagini o citazioni di altri, ma fallo senza polemizzare e sii positivo (salvo eccezioni, da valutare con cura). Evita commenti ambigui e inappropriati.
  • Profili fake. Presentarti in vari social media con infiniti profili, tra veri e finti, è davvero utile o si rischia una moltiplicazione delle personalità? Forse la seconda opzione, ma farlo è anche poco consono alla netiquette. Sii te stesso e se devi creare un profilo per la tua azienda o il tuo prodotto puoi farlo. Nasconderti dietro altri nomi, invece, può indebolire la tua immagine, confonderti e, a un certo punto, condurti a commettere gravi errori. Vale la pena rischiare?
  • Evita le abbreviazioni. Per non si scrive x, perché non si digita xké (talvolta con accento sbagliato), ecc.
  • La volgarità non è mai apprezzata e, come la regola sopra, questa affermazione vale in tutti i social network.

“La netiquette esiste da vent’anni. Fu definita nei newsgroup Usenet molto prima che si diffondesse l’uso dell’internet. È chiamata, scherzosamente, l’etichetta della rete; ma non è un banale galateo. […] È una raccolta di criteri, dettati dall’esperienza e dal buon senso, che nessuno è obbligato a rispettare ma che aiutano a migliorare la qualità del dialogo e a evitare inutili incomprensioni e problemi. In buona parte riflette criteri di comportamento che sono validi comunque, anche fuori dalla rete; ma con riferimenti specifici al modo di comunicare online.”

Giancarlo Livraghi, L’umanità dell’internet.

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