Migliaia di likes e followers? Davvero importa?

Cinguettio di fans
Tempo stimato di lettura: 2 minuti, 33 secondi
Pubblicato il 19 settembre 2012
in: - 3 commenti

Di sicuro i social media sono entrati ormai a pieno titolo in qualsiasi strategia di marketing online; tuttavia, organizzare una campagna sulle reti sociali che sia davvero efficace e apporti valore al nostro business non è poi cosí semplice come possa sembrare. Non è sufficiente aprire un profilo aziendale su Facebook o Twitter e concentrare i proprio sforzi solo sull’ottenere “likes” o “followers” in gran quantità; in parte questo può assicurarci un aumento della visibilità ma non è sinonimo di crescita del business stesso.

La domanda che sorge spontanea è: “forse i miei concorrenti stanno facendo le cose meglio di me? Sarò in grado, attraverso i social media, di raggiungere davvero il pubblico che mi interessa e spingerlo ad acquistare il mio prodotto, o servizio?”

È proprio questa sensazione di incertezza e la convinzione che solo il numero di followers o “likes” sia l’indicatore inequivocabile di una buona campagna, che ha spinto molte aziende ad abbandonare l’idea della creazione di un profilo sociale attrattivo e che spinga all’interazione spontanea con il marchio, preferendo tecniche che si concentrano unicamente sull’aumento dei fans.

Detto questo, è necessario porsi delle domande:

Un profilo con moltissimi fans o followers aumenta realmente la credibilità del nostro marchio?

Una pagina Facebook con 10.000 fans ma nessun tipo di interazione, commento ecc… non apporta praticamente nessun valore; sicuramente i fans non sono persone realmente interessate a quello che abbiamo da offrire e non saranno neppure clienti potenziali o influencer del nostro marchio.

Pensiamo di accedere a una di queste pagine di Facebook dove il pubblico non partecipa alle discussioni, non rilascia la sua opinione, non stimola la conversazione con gli altri; davanti ad una pagina cosí che tipo di interesse può sentire l’utente?

Avere migliaia di followers o likes nei social media apporta valore SEO?

Sebbene non ci siano dubbi che i cosidetti “segnali sociali” abbiano al giorno d’oggi una certa influenza sul ranking di una pagina web, è altrettanto vero che non esiste nessuna prova evidente che molti “likes” siano determinanti in vista di un miglior posizionamento nelle SERPs.

Si pensa che siano molto di più i commenti degli utenti e le menzioni sociali che contino in questo senso; il numero di followers in Twitter o di “mi piace” su Facebook sono relativi.

Acquistare likes o followers ha un senso?

Sembra impossibile ma quest’ansia di aumentare i propri fans nelle reti sociali ha portato alla creazione di un vero e proprio “mercato” dedicato alla vendita di pacchetti di likes e followers. Chiaramente, un fan acquistato non avrà mai il valore di un fan reale, che è stato spinto a seguirci da un interesse personale verso quello che abbiamo da offrire.

Senza dubbio, un profilo con 1000 followers davvero interessati avrà una ripercussione sociale molto maggiore rispetto ad un profilo con 10.000 followers acquistati a cui non importa nulla nè di quello che abbiamo da dire nè di quello che stiamo vendendo. Acquistare questo tipo di pacchetti non apporta alcun valore al nostro business ed è una pratica che va assolutamente evitata.

Ispirato all’articolo: Social Media is Much More than Like and Followers

  • è un discorso un po’ particolare a mio avviso: da un anno a questa parte è scattata una sorta di sensibilizzazione delle persone nei confronti dell’acquisto dei follower, un mercato che è stato apertamente deprecato quando non demonizzato del tutto… ma non dimentichiamo che, acquistati o meno, se gli utenti che ci sono dietro sono reali potrebbero fornire un valore aggiunto, leggere quello che scriviamo, cliccare sui banner e via dicendo. ad esempio se ho un blog sull’argomento X e qualcuno riesce a procurarmi utenti che hanno mostrato X tra le proprie preferenze “acquistare follower” è una comune pratica di marketing, quello che personalmente stona è pagare solo per incrementare il numero o millantarlo (il che ricorda molto i vari miti sul PageRank, peraltro). Quindi se si tratta di fake il discorso non vale ed è una truffa bella e buona, ma in generale secondo me se possono esistere le inserzioni a pagamento su Facebook non vedo perché non si possa pagare per avere dei fan mirati, specialmente in Italia dove secondo me è molto difficile focalizzare un “pubblico” capriccioso che spesso non si capisce cosa voglia davvero.

    • Ciao Salvatore,

      sono assolutamente d’accordo con te; infatti, l’articolo è indirizzato soprattutto al discorso dei “fake” followers. Tuttavia, anche quando parliamo di persone reali, bisogna vedere se veramente le stesse sono interessate (o potrebbero esserlo) a quello che abbiamo da offrire.

      Comprare “pacchetti” di followers non mirati non ha nessun senso e può addirittura essere un punto a sfavore.

      Un saluto,
      Luca

      • sì ci siamo capiti perfettamente credo, infatti mi riferivo a chi demonizza questa pratica a prescindere considerandola “impura”… è un dato di fatto che per molti topic possa essere davvero difficile trovare un target mirato, in Italia poi… per quello intendevo comprare fan come attività, in generale, lecita (a patto che ci sia una strategia di marketing ben precisa). Incrementarsi i follower a casaccio appaga l’ego di molte persone, infatti influencer e blogstar è una cosa fin troppo diffusa 😉

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