La persuasione nella scrittura online: consigli e tecniche

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Siamo bombardati di banner, messaggi pubblicitari e articoli sponsorizzati. Quando? Ogni volta che navighiamo.

Internet, con la sua enorme mole di informazioni, punta all’attenzione dell’utente, cerca di invogliarlo a cliccare, leggere, acquistare. Quanti ci riescono? Quali sono i contenuti che rendono in termini di vendite?

Per riuscire a monetizzare un contenuto su internet è necessario canalizzare l’attenzione sul messaggio. Le parole, in particolare, sono la parte più importante. Chi lavora nel web copywriting ha un solo obiettivo in mente: persuadere. La persuasione è la chiave del successo, solo utilizzandola nel modo giusto si può convertire un testo in vendite. Scrivere bene diventa quindi un obbligo.

La persuasione online

La capacità persuasiva deve essere un must per chi lavora nel copywriting. Il web ci ha introdotti in un nuovo settore marketing, quello che nasce, vive e “muore” online. In questo mondo è necessario applicare regole ben precise: quelle di base restano le fondamentali della scrittura online (chiarezza e semplicità di linguaggio), le altre servono a delineare il messaggio persuasivo e renderlo proficuo.

Per scrivere online in maniera efficace e rendere un messaggio realmente persuasivo, esistono alcuni passaggi fondamentali. Vediamoli insieme.

#1 – Chiarezza

Chi sei? Cosa vendi? Perché? A chi ti riferisci

La chiarezza (sia nel linguaggio che negli intenti) è la base di partenza per un copywriting persuasivo che funzioni. Evita di girare intorno al messaggio principale, otterresti solo confusione. Sii chiaro da subito, esponi il come e il perché , parla chiaro senza paura di sbagliare.

#2 – Linguaggio semplice

Con i tecnicismi non andrai da nessuna parte. La gente non ha voglia di tradurre il tuo linguaggio, vuole capire subito. Parla italiano, ma quello più “popolare”. Non sto parlando di dialetti, ovviamente, ma di un linguaggio semplice, con frasi brevi e chiare.

Evita i gerundi, se puoi, e usa l’indicativo. Scrivi come se dovessi vendere qualcosa a tua madre.

#3 – Tira fuori i vantaggi

Una volta che l’utente ha capito che vuoi vendergli qualcosa, è bene che gli spieghi anche perché vuoi venderglielo. Quale vantaggio ha questo prodotto? Cosa migliora nella vita di una persona?

Vai dritto verso questi obiettivi, rendili chiari da subito, senza accennare a possibilità, ma solo a fatti reali. Non dilungarti sulle caratteristiche del prodotto, vendi ciò che può fare, non ciò che è.

Un esempio? Non vendere un’auto, lo fanno in molti. Vendi la sua unicità, vendi i suoi vantaggi.

#4 – Usa l’immagine giusta

Troppo spesso mi capita di vedere annunci e pubblicità online con un solo soggetto in evidenza: il corpo femminile. Se ne è parlato anche recentemente, con la festa della donna. Pubblicità create su stereotipi vecchi come il mondo. Cosa c’è di creativo nel realizzare qualcosa già visto e rivisto?

Utilizzare un seno per vendere una mattonella non è una bella cosa. Puoi pensare di aver fatto un affare, in realtà hai appena distrutto la tua brand reputation. Il concetto è semplice: quando scrivi una pubblicità utilizza un’immagine coerente con quello che stai vendendo. Mostrare il prodotto sarebbe perfetto, se invece vuoi portare l’utente verso questo, senza farlo vedere, usa un’immagine di riferimento ed evita di scadere nello scontato e nel volgare.

#5 – La call to action deve essere una call to action

“Clicca qui”. Ho letto questo messaggio tante di quelle volte che fatico a contarne il numero. Tutte le volte, puntualmente, mi chiedo perché. In fondo basterebbe poco. Un po’ di ingegno e creatività potrebbero dare un risultato migliore. Se vuoi l’eccellenza, però, è ovvio che devi affidarti a un copywriter di professione.

Pensiamo insieme a quanto potrebbe cambiare il messaggio, se solo modificassi quel clicca qui. Dobbiamo essere persuasivi, quindi evitiamo di chiedere a qualcuno di cliccare. Non devi chiedere, devi invogliare.

Scopri gratis la nuova bellezza“. Questo potrebbe funzionare per un prodotto di bellezza. Il gratis sta per “Prova un campioncino di prodotto”. Ancora: “Voglio vivere il sogno“. Questa call to action mette l’utente in prima persona, ha quindi una forza psicologica non indifferente. Potrebbe andare per prodotti del settore turistico o per promozioni legate al settore dell’intrattenimento.

Con questi due esempi dovresti aver capito il concetto di base.

In conclusione

I cinque punti che ti ho elencato serviranno a comprendere meglio come funziona la persuasione online. Esistono altre regole importanti, che si legano al concetto di scrittura online, che unite a queste formano la perfetta guida alla persuasione online.

Vuoi sapere quali? Aspetta la seconda puntata, non te ne pentirai!

 

  • http://twitter.com/aledesignit Alessandro Piotto

    Bell’articolo. Scorre bene. E, nel mi caso, invoglia far qualcosa di nuovo, di rimettere in discussione certe vecchie regole come tu stessa hai detto nell’articolo. Grazie!

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1564518115 Beatrice Niciarelli

      Grazie a te Alessandro, sperimenta e poi fammi sapere :)

  • http://www.facebook.com/giovanna.mastrocola Giovanna Mastrocola

    Oh porc.. anch’io ho sempre detestato i “clicca qui”, ma ora leggendo questo articolo ho realizzato che ce ne sono almeno un paio nel mio sito proprio dove non dovrebbero essere!
    Come ho fatto ad essere così bestia??
    Domani sistemo tutto.. ;)

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1564518115 Beatrice Niciarelli

      I “clicca qui” sono ovunque… prova a inventare qualcosa di diverso: sperimentando troverai sicuramente la giusta call to action!

  • Fernando Bellizzi

    Interessante, ma sento che manca qualcosa!
    Che cosa?

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1564518115 Beatrice Niciarelli

      Cosa?
      Dimmi tu!

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