L’ Hosting dei balocchi

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Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 40 secondi
Pubblicato il 11 marzo 2014

“Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.” Gli amanti della buona lettura avranno sicuramente riconosciuto una tra le più famose citazioni di Carlo Collodi, autore del romanzo “Le avventure di Pinocchio”, il famoso burattino di legno che, influenzato da Lucignolo, decise di seguirlo nel “Paese dei balocchi”, un luogo ricco di divertimenti e di svago dove la parola d’ordine sembrava essere “noncuranza”.

Ed è proprio di noncuranza che oggi vogliamo parlarvi. E lo vogliamo fare in un modo inusuale, ripercorrendo un nuovo viaggio in un paese fantastico, nelle vesti del “Pinocchio del XXI secolo”. Niente più ruote panoramiche, chioschi di zucchero filato, clown e saltimbanchi ma developer che prevedono il futuro, web designer mangia software e bambini aspiranti blogger. Con la speranza che il grande Collodi ci perdoni, vi diamo il benvenuto nell’hosting dei balocchi.

Illimitate attrazioni

Quando entriamo in un Luna Park, il nostro sguardo può essere attratto da molteplici fattori ma, il più delle volte, l’occhio cade subito sull’attrattiva più grande e colorata presente.

Questo equivale un pò alla scelta che si fa per i servizi di hosting. Vorremo che fossero sempre più immensi e veloci. Chiamatela evoluzione oppure esigenza ma tant’è: di spazio web non se ne ha mai abbastanza. Installare applicativi web, archiviare email, oppure eseguire il backup del proprio database sono operazioni che richiedono la presenza di un hard disk molto capiente, per non dire “illimitato”. Poco importa se poi si abbracciano discorsi che sembrano riguardare più la fisica quantistica che il settore dell’hosting. Chi più ne ha più ne metta. E’ la dura legge del mercato.

La giostra virtuale

E’ la preferita dai sistemisti. Un vero e proprio mix di offerte che continuamente si rincorrono in un’estenuante maratona al “ribasso”. Server vps, pronti all’uso, con configurazioni per tutti i gusti che aspettano solo il momento ideale per collegarsi in rete e vantare performances e potenza di calcolo da guinness dei primati. Se l’hardware rientri o meno nella categoria dei top non è lecito saperlo. Neppure se sia presente qualcuno pronto a “riaccendere la luce” nel caso in cui la corrente vada via e la “giostra” si fermi sul più bello. In un ambiente dove regna l’eventualità ed anche il nome sembra simboleggiare più un’ipotesi che una realtà, dovrebbe essere indicato a caratteri cubitali cosa si ha a disposizione e cosa, invece, siamo costretti a richiedere dietro compenso. Purtroppo o per fortuna è sempre il costo che incide e la fa da padrone. Il resto sono quisquilie. O quasi.

Il chiosco dei CMS

E’ il punto debole di migliaia di web designer. Chiunque abbia anche una minima vocazione alla creatività non può resistere alla tentazione per più di qualche minuto. Ricco di colori e pulsanti pronti per essere cliccati: mette a disposizione un’interfaccia che permette di installare centinaia di CMS con pochi clic del mouse. Come il banco di dolciumi più goloso che possa esistere che fa impazzire grandi e piccini, così la stragrande maggioranza di grafici web ,”divoratori di software”, adora l’utilizzo di questo genere di applicativi che fanno risparmiare tempo prezioso da poter scegliere poi di dedicare agli ultimi dettagli. Attenzione però: l’indigestione di dolci potrebbe potrebbe arrecare conseguenze non proprio piacevoli. Il proprio “pancino” deve essere sempre tenuto sotto controllo, così da essere sempre in perfetta forma. Soltanto così potremmo essere sempre scattanti, reattivi ed immuni dai “malanni di stagione”. Proprio come un CMS.

Si è fatta sera. Il Luna Park chiude i battenti. E’ ora di tornare a casa e trarre le nostre conclusioni. E’ stata una giornata faticosa ma tutto sommato molto soddisfacente grazie alla quale abbiamo appreso tante cose nuove. Cosa? Per esempio che la ruota panoramica è sì l’attrazione più grande del parco, ma forse non è la più emozionante e “di qualità”. Che non è sempre consigliato fare un giro sulle giostre che non ci danno troppa sicurezza. Che se non diamo il giusto valore alla nostra attività e ci presentiamo ai nostri clienti con degli strumenti di comunicazione poco ortodossi, significa che non vogliamo troppo bene a noi stessi ed al nostro business. I balocchi lasciamoli al grande Collodi ed alle domeniche dedicate al dolce far niente. Per il nostro futuro desideriamo la realtà aldilà dell’immaginazione.

Buon divertimento. E buona scelta.

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