Intrappolati nella propria rete: il fallimento social di Ikea

IKEA   Basta poco per cambiare
Tempo stimato di lettura: 1 minuto, 48 secondi
Pubblicato il 9 novembre 2012
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Per un’azienda, la presenza sul web e sui social media è un fattore di successo che non si discute.

Lo sa bene Ikea, il colosso svedese leader nel settore dei mobili e della casa in generale che, oltre ad avere un proprio sito web, ha lanciato un’iniziativa social volta ad aumentare il coinvolgimento dei propri clienti.

Il nome dell’iniziativa è “Basta poco per cambiare” e si propone di raccogliere consigli, pensieri e idee su possibili modi di cambiare gli stili di vita; il tutto ovviamente con l’ausilio di Facebook e Twitter.

Nonostante il pensiero risulti essere di nobile ispirazione, non altrettanto si può dire riguardo la scelta dei tempi nel promuovere tale evento.

Risale ad alcuni giorni fa, infatti, lo spiacevole scontro avvenuto a Piacenza tra manifestanti di un fornitore Ikea e forze dell’ordine. In breve, il motivo dei disordini consiste nel fatto che diversi lavoratori operanti presso il fornitore in questione hanno scelto di protestare per migliorare le proprie condizioni di lavoro, occupando la sede dello stabilimento ed entrando in conflitto con le forze dell’ordine. La reazione di Ikea è stata quella di sospendere temporaneamente i lavoratori dello stabilimento in quanto ostacolavano il normale svolgimento delle attività di lavoro.

La discrepanza tra il modus operandi di Ikea (trovatasi in una situazione della quale non era neppure del tutto responsabile) e l’evento social ideato da quest’ultima ha scatenato l’ira del popolo del web che ha riempito di commenti negativi la neo-piattaforma web creata dall’azienda svedese per l’evento sopra citato.

Cosa insegna tutto ciò?

  • Insegna che le dinamiche del mondo social non sono così semplici come sembrano e che in casi come questo occorre saper gestire la cosiddetta Social Media Crisis.
  • Insegna che l’immediatezza di tali strumenti non dev’essere percepita solo come facilità d’uso, ma anche come fattore di possibile ritorsione sulla nostra azienda, sulla nostra immagine, se non usati con criterio.
  • Insegna che nel mondo social, se non si sta attenti… Basta poco per fallire.

AGGIORNAMENTO:

Attualmente il sito indicato nel nostro articolo risulta essere offline. Per un attacco hacker, dice Ikea. Ma noi non ne siamo così convinti.

Doppio social fail, cara Ikea!

  • Personalmente mi lascia un pò stupito ed instupidito. Ikea, outside italy style, quindi un azienda POTENZIALMENTE legata all’innovazione, all’attenzione dell’utente social, dovrebbe considerare meglio le sue azioni, ma soprattutto il canale di comunicazione come il social.

    Penso che sia uno dei nuovissimi esempi di come il mondo non è di certo MEGLIO di ciò che abbiamo in casa; inoltre, è un palese caso di pessimo uso del nuovissimo canale pubblicitario: il socialnetwork.

    • Esattamente. Ikea ha, in questo caso, “toppato”. Ed è strano l’abbia fatto anche in maniera così plateale. Non metto in discussione l’abilità di chi ha progettato l’iniziativa, ma la scelta dei tempi è stata disastrosa. Oltretutto i commenti negativi continuano tutt’ora.

  • Non posso credere che un’azienda di quelle dimensioni, quindi con un team di tutto rispetto che cura l’aspetto della comunicazione, possa aver fatto un errore del genere.

    • In effetti, è incredibile. Non stiamo, infatti, parlando del panettiere sotto casa, ma di un’azienda tra le più grandi in Italia. Certi errori si pagano eccome. Quantomeno servirà da insegnamento per il futuro. Adesso più che altro, come accennato alla fine dell’articolo, c’è da vedere come Ikea gestirà questa “crisi sul web”.

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