Information overload e Advertising

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Pubblicato il 22 settembre 2014

Come avete passato l’ultimo anno della vostra vita?

Io ho corso e per la verità anche lui ha corso e molto molto veloce se ci penso; un sacco di novità, un sacco di post, un trilione di tweet e sempre più cose da fare, da dire, da scrivere e anche opportunità da cogliere al volo.

C’è sempre di più da fare!

In questo particolare momento storico l’Information Overload spinge ognuno di noi a cercare nuove strade, nuove vie per arrivare a trovare le informazioni di cui ha bisogno e sfruttarle al meglio; piattaforme come Amazon, Spotify, Facebook e Google+ usano algoritmi intelligenti e predittivi per soddisfare le esigente degli utenti e provare a fornire loro le informazioni che ricercano nel tempo minore, sia si tratti di film, libri, news o quanto altro.

La soluzione percorsa è quella delle “tecnologie di scoperta” ovvero tutte quelle tecnologie a partire dagli algoritmi che costituiranno il prossimo tessuto connettivo del web; bisogna aiutare le persone a tagliare il superfluo, ad eliminare ciò che non serve, la questione fondamentale è il tempo. Non abbiamo abbastanza tempo per fare tutto, non abbastanza tempo per leggere tutto quello che ci capita sottomano, non abbastanza tempo per ascoltare tutta la musica possibile. Visto che già faccio fatica a stare dietro a tutti i libri interessanti che vengono pubblicati, a tutti i post, a tutti gli aggiornamenti dei vari social, io per primo ho bisogno di tagliare.

Una volta che sancisci che bisogna tagliare, lo step successivo è capire come!

Io credo che nei prossimi anni la tecnologia di ricerca e scoperta ci fornirà delle risposte a questa domanda e inizierà a fornire delle soluzioni adeguate creando un tessuto iperconnesso di eventi e news che risponderanno alle esigenze di ognuno di noi.

In questa ottica ovviamente dovranno cambiare anche le modalità di fare advertising: nei prossimi anni i computer desktop li potremmo trovare al Moma di New York come esempi di quello che eravamo, tutti si sposterà sul mobile e sul wereable , sarà su questi dispositivi, continuamente connessi, che si giocheranno le battaglie per conquistare i clienti del futuro. Ovviamente la pubblicità dovrà cambiare e adattarsi nuovi sistemi di navigazione.

Facciamo un esempio

State sponsorizzando il vostro prodotto elettronico, se un utente sta cercando un prodotto appartenente alla stessa famiglia è plausibile pensare che il vostro annuncio venga visualizzato, questo è come funziona tendenzialmente ora; bene facciamo un salto in avanti… fast forward… sto leggendo un bell’articolo sulla User Experience e mi viene visualizzato la pubblicità del vostro ultimissimo mouse ergonomico da mille ed una notte.

Vi renderete conto da soli che il meccanismo cambia. L’offerta è presentata in base agli interessi dell’utente, senza che lui abbia cercato un determinato articolo, ma selezionata in base alla sua esperienza vissuta: una ricerca user-centrica.

Prepariamoci al futuro

Cosa possiamo fare allora per prepararci a questo potenziale cambiamento? In prima istanza i contenuti personalizzati saranno ancora più influenti, dovremo pensare a contenuti che siano convincenti per far sì che i potenziali clienti siano invogliati a comprare, ma anche a condividere.

In secondo luogo pensare non più solo ad una campagna, ma ad una strategia completa a lungo termine, che ci garantisca di raggiungere il target di riferimento desiderato e ci permetta di lavorare con i giusti partner.

Terzo punto, concentrarsi sul ROI: i flussi di dati vanno studiati e analizzati per capire se stiamo facendo centro, per capire se i nostri utenti sono interessati, se condividono e soprattutto se comprano.

Il mondo del dominio mobile sta avanzando, è meglio farsi trovare pronti!

  • L’esempio non è molto calzante: già i cookie fanno così, poi trovare un modo per pescare l’adv specifico per ogni articolo, è un discorso a sé.

    Forse “pensiamo” di andare molto avanti nei prossimi anni, ma ancora adesso i motori di ricerca risultano piuttosto macchinosi, quanto fallaci. Pensiamo ad ogni singolo aggiornamento: quante volte arrivano casi di penalizzazioni senza un singolo perché? Ma sopratutto, senza una singola risposta da parte del motore di ricerca stesso?

    Io credo che subiremo una battuta d’arresto “fittizia”: cambierà il modo con cui utilizzeremo gli stessi strumenti di oggi, ma non la loro sostanza.

    Un esempio? Nel 2006, the game machines, tra i trafiletti delle curiosità affermò che IBM era all’opera su un processore contenente una cellula di bovino. La capacità di calcolo era mostruosamente più grande; ad oggi non si vedono “bio-processori”.

    Nel 2007, nokia presenta l’idea di Morph, un cellulare che ancora adesso ce lo scordiamo. La stima, fatta 7 anni fa, fu di realizzare i primi prodotti per il mercato, nell’arco del decennio successivo. Ad oggi, non si riesce a capire se si tratta di una bufala o di un concept.

    Corriamo, corriamo tanto: ma non è che stiamo correndo in tondo?

    • marco

      Ciao Andrea grazie per il commento: probabilmente non sono stato chiaro come esempio io intendevo proprio quello che tu hai scritto l’ADV specifico per l’articolo o la news che tu stai leggendo. Detto questo credo che molti girano in tondo, ma alcuni ci stanno provando, dal 2007 ad oggi sono cambiate molte cose, credo che il wereable potrebbe potenzialemente dare una scossa e offrire un trampolino per un altro balzo in avanti, se grande o piccolo non so, ma potrebbe essere un nuovo salto

      • Ciao Marco, scusa il ritardo.
        Seguendo il tuo filo logico, e senza conoscere nulla del futuro, pare di risentire gli slogan con l’avvento della banda larga; non parlo del 2,3,4 G, ma dell’avvento ADSL su linea fissa.
        Le prerogative erano le stesse: con questa tecnologia, vivremo meglio. Oggi, “iperconnessi” come siamo, abbiamo il problema opposto.
        La sola tecnologia che possa migliorare il nostro stile di vita, è la sola che non ha a che fare con l’elettricità: la nostra quotidianità. Dobbiamo cambiare punto di vista, migliorare il nostro approccio al lavoro e gestire le criticità con una nuova spinta; l’obiettivo è di realizzare soluzioni per persone, attraverso le stesse.

        Sogno ad occhi aperti, XD

        • marco

          ciao andrea figurati per il ritardo. Si io mi spingo molto avanti e quello che tu mi scrivi è vero, diciamo che sono due sogni che si spingono nel futuro; per studi personali il tuo però è quasi piu difficilmente realizzabile del mio ” realizzare soluzioni per persone, attraverso le stesse” che bella sfida.

          • Già, una sfida già in atto con PNL, change management e tutti i corsi di formazione innovativi. Mi piace incontrare altri sognatori 🙂

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