Il Web Design è morto: anche lui?

comunicazione webImmagine originale tratta da Fotolia
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Pubblicato il 25 febbraio 2015

Il web design è morto.

Sentenzia così uno dei blog più autorevoli in termini di usabilità in post recente dal macabro titolo “The Death of Web Design“.

Ci risiamo insomma, nel web ciclicamente qualcosa deve morire.

Regola non scritta o moda abitudinaria? Non è lecito saperlo, eppure ogni volta sembra di assistere ai tentativi un po’ goffi di Willie E. Coyote che cerca di far fuori Beep Beep. Cambia tattica, le prova tutte, ma il volatile è sempre più veloce e la spunta sempre.

Perchè in fondo tutto dipende da che valore si dà al Web Design, da cosa si pensa che esso sia e da come lo si debba applicare in un progetto.

Certo, se ci limitiamo all’aspetto tecnico o agli strumenti a disposizione dei web designer, la tecnologia fa passi avanti sempre rapidi ed è palese che oggi come oggi si possano realizzare siti web in breve tempo e con costi relativamente bassi. Il punto è però sempre lo stesso: tutto qui?

Web design significa semplicemente mettere insieme dei pezzi alla bell’e meglio?

Gli strumenti sono fini a se stessi o devono essere messi al servizio di una complessità maggiore?

Brand Oriented Design, dove i templates non arrivano

Per questo, preso dall’ennesimo sussulto, mi è venuto in mente il concetto di Brand Oriented Design. Ovvero design orientato al Brand.

Si fa giustamente un gran parlare della sempre maggiore importanza che rivestono Web Marketing, Social Media Marketing, Personal Branding ecc… Perchè non aprirsi finalmente ad una visione più ampia della comunicazione per non ricadere in facili sparate? Una visione che tenga conto del valore dell’identità di un cliente/utente/brand in tutti i suoi aspetti?

Certo, realizzare un sito in qualche ora avvalendosi di un template premium, e spingere tutto sulla vendita di un prodotto (o sulla lead generation) ha i suoi vantaggi, soprattutto nel breve termine. Ma un brand che vuole fare della qualità il proprio marchio ha bisogno che tutto, e dico tutto, ciò che ruota intorno alla propria immagine sia coerente, rifletta la propria mission in ogni sfaccettatura e sia immediatamente riconoscibile da chiunque ed in ogni dove.

Il confronto con un brand deve rendere le esperienze di navigazione, coinvolgimento e partecipazione più uniche ed esclusive possibili.

E siamo sicuri che questo, per quel che compete il web design, si possa risolvere grazie ad un template?

La comunicazione è una forma d’arte, e l’arte non muore mai. Si trasforma.

Si trasforma insieme agli strumenti di cui si serve, ma mette al primo posto l’emozione, la sensibilità dell’utente e gli obiettivi del brand. Questo giova nel lungo termine e favorisce la fidelizzazione rendendo l’esperienza più completa, meno sfuggente.

Da dove iniziare allora? Non lasciando spazio alla casualità, all’improvvisazione, alla corsa al ribasso. Progettando,  stimolando la creatività, non facendo scelte impulsive, frettolose o sempre orientate verso il basso. Stilare una lista di attività a cui prestare attenzione richiederebbe casi specifici di applicazione per non cadere in facili semplificazioni. Tuttavia i 3 ilnk che ti ho appena riportato possono fornire uno spunto importante per iniziare a guardare il web da una prospettiva nuova, diversa, più affascinante.

  • Qualsiasi strada si prenda, il web non è affatto morto. Per un servizio professionale, i brand devono sapere che ci vogliono diverse figure, copy, graphic designer, web designer, developer, seo, Web Marketing…ma i soldi da investire sono tanti, perchè bisogna considerare anche la consulenza per pianificare e scegliere la miglior soluzione

  • Claudio

    Non è il “web design” ad essere morto ma è il “web designer”: Mi spiego, una volta agenzie cercavano e pagavano bene per lo studio grafico di un sito web (alcuni non facevano neanche la parte html/css). Ora i modi e le conoscenze necessarie sono cambiate, aspetto del “webdesign” è passato a chi lavora in campo grafico (art director, grafici ecc… che lavora principalmente su programmi di grafica) e la figura dello sviluppatore che si occupa dello sviluppo del sito (frontend e backend).

  • Giakodes

    Veramente bello,proprio per la storia dei pop up molesti, la home di groupon ne è la prova! LoL

  • mi sembra un po stupido sto articolo, forse vuole essere solo un teasing per stuzzicare alla lettura. Se il problema sono i template allora parlando di plugin i programmatori vanno tutti a casa? ci sara’ una crescita esponenziale nel web design proprio perche’ il design cambia molto piu’ velocemente di quanto cambi la tecnologia….poco fa c’era il flat, adesso il meterial domani vedremo…

    • Ciao Davide, se leggi attentamente capisci che la critica è finalizzata a tutti gli strumenti se utilizzati come fine e non come tali, non solo ai template. Un saluto

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