Il potere del marchio nel Web

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Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 58 secondi
Pubblicato il 12 settembre 2012

Nel passato, l’algoritmo alla base di un motore di ricerca come Google contava molto di più sulla mera parola chiave che su elementi di maggior valore per l’utente alla ricerca di un determinato prodotto, o servizio. Ad esempio, nel momento in cui si ricercava un sito di noleggio per automobili i primi risultati che sarebbero potuti apparire erano quelli in cui la parola chiave “noleggio di automobili” ed “autonoleggio” apparissero nel title della pagina, nei contenuti o nella stessa URL.

Tuttavia, oggigiorno c’è un altro fattore importantissimo che viene preso in considerazione; si tratta del “potere ed influenza” che ha un determinato marchio in Internet nel suo settore di competenza. Se ricerchiamo “noleggio di automobili” troveremo sicuramente nei primi risultati marchi come “AVIS” e “EUROPCAR”; pensate che questo sia dovuto unicamente ad un lavoro SEO eccellente e alla scelta di keywords adeguate per il loro settore?

Detto questo, potremmo pensare che ritagliarsi uno spazio in questo panorama diventi davvero difficile; soprattutto se operiamo in un settore altamente competitivo. La reale opportunità risiede proprio nel giocare la carta dell’ “identità del marchio”; ossia, di concentrare i propri sforzi affinchè il nostro marchio sia in possesso di una reale e definita identità.

Cos’è un marchio?

Un marchio in Internet non è un semplice logo o immagine grafica; non si tratta neppure di un nome attraente: si potrebbe dire che un “marchio” risiede soprattutto nel modo in cui la gente lo definisce e lo percepisce.
Il marchio è un’esperienza, un insieme di sensazioni, esattamente come quelle che potremmo provare facendo la spesa in una determinata catena di supermercati o quando acquistiamo un vestito in un negozio specifico. Quanto più l’esperienza risulti unica, tanto più l’identità del marchio è definita.

Se creiamo nell’utente che visita il nostro sito una sensazione unica, sarà più facile che si ricordi di noi; sarà più facile che ricordi il nostro nome la prossima volta che ricerca informazioni che possiamo fornirgli e questo non potrà che avere un riscontro positivo anche sul nostro posizionamento.

Se Google non prendesse in considerazione, ad esempio, il numero di volte che un certo marchio viene ricercato, andrebbe contro i suoi principi di fornire agli utenti risultati validi e che apportino valore reale.

Creare un’identità per il proprio marchio

A questo punto la domanda sorge spontanea: come possiamo creare un’identità per il nostro marchio? Tutto deve partire da una differenziazione rispetto alla concorrenza: quali sono le cose che facciamo meglio? Come le facciamo? Cosa offriamo in più rispetto agli altri? Una volta individuato il nostro punto di differenziazione è arrivato il momento di pubblicizzarlo e di trasmetterlo al pubblico.

Chiaramente, non stiamo parlando di dettagli che possono in qualsiasi momento essere battuti dalla concorrenza (per esempio prezzi più bassi), ma di aspetti del proprio business che sono unici e che lo rimarranno. Se creiamo la nostra identità i concorrenti non la potranno emulare, non potranno rubarci l’idea perchè saranno sempre i “secondi” nella lista: noi l’idea l’abbiamo sviluppata e trasmessa molto prima di loro ed è legata indissolubilmente al nostro marchio.

A livello SEO i siti che hanno una chiara identità devono lottare molto meno per mantenere il proprio posizionamento nelle SERPs; si tratta di un fatto più che dimostrato!

Pensiamo a Trip Advisor: se Google nel momento in cui un utente dovesse ricercare una review su un hotel o una destinazione non restituisse risultati di questa pagina, significherebbe che qualcosa non va. Trip Advisor è sinonimo di “review a livello turistico” e non è minimamente pensabile che non venga presa in considerazione come risultato di questo tipo di ricerca.

È chiaro che prendere Trip Advisor come esempio è abbastanza esagerato, ma è solo per far capire l’importanza di essere un punto di riferimento per un determinato settore; con uno sforzo costante questo si può fare.

La gente parla del nostro marchio?

Il nostro marchio dovrebbe diventare un argomento di conversazione per il pubblico; in fin dei conti, da dove vengono la maggior parte dei links al giorno d’oggi? Dai social media!
Facebook, Twitter, Google+ sono punti di riferimento molto importanti per Google al giorno d’oggi. I cosidetti “segnali sociali”, le “menzioni sociali”, vengono prese in considerazione dai motori di ricerca che sono in grado addirittura di raggruppare gli utenti in base ai loro interessi.

Questo significa che nel momento in cui un utente appartenente ad un certo gruppo porta a termine una ricerca su Google verrà indirizzato verso risultati che hanno a che fare anche con i suoi interessi. I Cookies ed il famoso +1 di Google sono gli elementi più importanti in questa strategia, che vede le reti sociali come protagoniste di una rivoluzione in cui l’identità del marchio ed il suo impatto sociale sono fondamentali.

Ispirato all’articolo: The Search Power of Brand

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