Authorship, Google Plus e le nuove frontiere del guest blogging

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Tempo stimato di lettura: 2 minuti, 3 secondi
Pubblicato il 13 febbraio 2013

Hai scritto un guest post? In un certo senso sei un imprenditore, una persona che ha deciso di investire le proprie risorse per farsi pubblicità. E raggiungere un obiettivo superiore.

Avresti potuto impiegare queste risorse per fare altro. Magari per scrivere un articolo per il tuo blog, oppure per lanciare l’ennesima sfida a Ruzzle. E guadagnando una sonora sconfitta. Ma hai scelto la strada virtuosa.

Hai preferito impiegare il tempo (risorsa limitata) per scrivere un testo di qualità da pubblicare su un blog che ti darà visibilità, che ti farà guadagnare nuovi contatti e link contestualizzati.

Ma in un epoca in cui si parla sempre meno di Pagerank e l’Author Rank guadagna l’attenzione di chi fa link building, la strategia di guest blogging cambia. Deve cambiare.

Un nuovo punto

Quali criteri usi per scegliere il blog che ospiterà il tuo guest post? Vicinanza degli argomenti, target, vivacità dei commenti, presenza attiva sui social, condivisioni, Pagerank (un occhio cade sempre sulla barra verde) e qualità generale del blog.

Oggi puoi inserire un nuovo punto alla checklist: la possibilità di farti riconoscere da Google come contributore del blog con una semplice operazione di Authorship Markup.

Mountain View permette di collegare (qui la risorsa ufficiale) gli aggiornamenti di un blog con i profili Google Plus: un aspetto decisivo perché scrivere contenuti di qualità è un fattore positivo per l’Author Rank. Riprendo da un post di Web in Fermento:

Per diventare un autore influente e avere quindi un Author Rank elevato dovrai diventare un content producer e editor di un certo rilievo per una nicchia di riferimento.

Nasce una nuova dimensione win-win, in pieno stile guest blogging: il proprietario del blog mi dà la possibilità di diventare contributore, io scrivo guest post di qualità periodicamente.

Google mi riconosce come autore, nella serp esce la mia foto e il link al mio profilo Google Plus. Il mio brand si rinforza, si muove in rete.

Amico guest blogger…

Hai pensato all’importanza presente e futura l’Author Rank? Il blog che hai scelto per pubblicare il guest post ti permette di diventare contributore? Forse devi rinfrescare la tua strategia di guest blogging e dare una risposta a queste domande.

google plus

A proposito… sai che Webhouse è sempre alla ricerca di nuovi autori? E che – come puoi notare anche dall’immagine in alto – permette di implementare l’Authorship di Goolge? Manda una email alla redazione 🙂

  • MrTozzo

    Ottimo articolo, complimenti. Subito condiviso su tutti i Social .

    • Sei gentile amico, grazie 🙂

      Se hai bisogno di consigli sull’argomento guest post non esitare a chiedere.

      • Grazie per le mentions Riccardo 😉 Inutile dire che sono un fervido sostenitore di author rank e guest blogging!

        • Immaginavo. Se non sbaglio anche su Web In Fermento date la possibilità ai guest blogger di identificarsi come contributori…

  • Guest

    Può una brand page utilizzare l’Autho Rank? In effeti anche un’azienda ha gli stessi scopi, no? 🙂

  • Stefania De Francesco

    Può una brand page utilizzare l’Author Rank? In effeti anche un’azienda ha gli stessi scopi, no? 🙂

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