Gamification: come aumentare l’engagement dei dipendenti

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Tempo stimato di lettura: 5 minuti, 34 secondi
Pubblicato il 7 novembre 2016

I soggetti interessati, stakeholder, in questa epoca di interazioni social e mobile sono chiamati a fare “un lavoro migliore” nel coinvolgere i propri clienti e dipendenti per raggiungere il successo. La gamification è vista sempre più come un mezzo utile per raggiungere questo obiettivo. Ma cosa si intende per gamification?

Giocare sul serio

La Gamification prevede l’utilizzo di dinamiche proprie del gioco, come ad esempio punti, livelli, premi, in contesti non ludici, allo scopo di sollecitare impegno e competitività e per stimolare la ricerca di una o più soluzioni a un problema.

Che la gamification faccia bene al business è oramai un dato di fatto. I brand più noti o attivi sul fronte del web marketing utilizzano le dinamiche dei giochi già da qualche anno. L’obiettivo finale dei progetti che includono le dinamiche di gamification è l’aumento del coinvolgimento e la fidelizzazione degli utenti in tutti i canali digitali e social.

La gamification funziona perché fa leva sulla motivazione, sia su quella estrinseca (premi reali e tangibili) sia su quella intrinseca (il piacere o l’interesse verso qualcosa). Le ricompense digitali nello scenario attuale non sono meno rilevanti di quelle reali, soprattutto se contengono una dimensione social, ovvero la possibilità di condividere con altri in maniera immediata lo status raggiunto. Punteggi, classifiche e badge sono gli elementi base, seppur minimi, del design di ogni strategia di gamification.

La Gamification in azienda

La novità più interessante in questo momento (e diverrà un hot topic per i prossimi 3-5 anni) è che si va affermando, o meglio ri-affermando, l’utilizzo della gamification per aumentare l’engagement dei dipendenti.

L’interesse per lo sviluppo di soluzioni di gamification rivolte all’interno dell’azienda sta addirittura superando quello per lo sviluppo di applicazioni di gamification rivolte agli utenti/consumatori (fonte Gartner).

Il coinvolgimento (engagement) dei dipendenti è infatti un tema caldo nei corridoi aziendali. Ci si chiede sempre più spesso: come lo si può aumentare? È possibile tracciarlo?  È un fattore reale di valore per l’azienda?

Il coinvolgimento dei dipendenti è oramai stato definito come un’opportunità per le organizzazioni di aumentare la loro redditività, produttività e qualità del prodotto, mentre allo stesso tempo riduce il turnover, l’assenteismo e gli incidenti di sicurezza.

L’efficacia nel cogliere questa opportunità, utilizzando strategie consolidate, sembra però essere piuttosto scarsa: secondo una recente ricerca di Gallup il 70% circa dei lavoratori si considera non coinvolto sul posto di lavoro e la percentuale aumenta tra i lavoratori cosiddetti Millennials.

Per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti occorrono dunque strategie nuove in linea con i cambiamenti generazionali e le opportunità offerte dalla tecnologia. E infatti, secondo Forbes, le aziende più all’avanguardia, le cosiddette Fortune 500, stanno investendo fortemente in progetti pilota di gamification per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti.

La gamification è dunque uno dei pilastri su cui basare le strategie per il coinvolgimento dei dipendenti insieme all’utilizzo di dinamiche social e dei mobile device.

La gamification rivoluziona la gestione delle risorse umane

La gamification per l’azienda, ovvero dentro l’azienda, trova applicazione in almeno tre processi core: Recruiting, Gestione dei Talenti e Formazione e Sviluppo. Tuttavia si trovano in rete numerosi  casi di successo di utilizzo della gamification anche per migliorare l’esecuzione di task puramente operativi.

Nei contesti aziendali, e in particolare nei citati processi HR, i benefici della gamification sono rivolti sia all’utente finale sia allo staff che presiede e governa tali processi. In uno scenario nel quale il riconoscimento sociale dei risultati raggiunti diventa un immediato elemento di gratificazione per la persona, risulta evidente che le tecniche di gamification semplificano e migliorano i processi di gestione delle Risorse Umane.

Dunque, sfruttando le moderne applicazioni di gamification (digital, social e mobile) si ottiene un maggiore coinvolgimento dei dipendenti (o futuri dipendenti) con uno sforzo di gestione minore da parte delle figure professionali che presiedono tali processi.

Interessante il caso di Deloitte, che ha sfruttato le tecniche di gamification per dare vigore al programma di formazione alla Leadership. Deloitte aveva costruito infatti, un programma di formazione alla leadership per gli alti dirigenti, ma aveva difficoltà a incoraggiare i dirigenti ad avviare e completare il programma. Con l’aiuto di un fornitore qualificato, l’azienda ha introdotto elementi ludici come badge, classifiche e status symbol che misurano il livello di partecipazione e completamento dei corsi da parte dei dirigenti. Risultato? Il tempo medio per completare il programma di formazione è sceso del 50%, e il programma ha visto un aumento del 46,6% nel numero di utenti che ritornano sul sito ogni giorno.

La gamification, come mostra il caso Deloitte,  rappresenta una opportunità di successo enorme per la formazione in azienda e in particolare per l’e-learning. Con costi ridotti e tempi di realizzazione più brevi rispetto a quelli necessari per lo sviluppo di serious o business game, si ottiene un ROI più elevato. È possibile inoltre, e questa è una grande opportunità per le aziende, rinvigorire progetti di e-learning già esistenti “affiancando” dinamiche di gamification all’erogazione dei corsi online.

Probabilmente uno degli usi più noti della gamification è come strumento per reclutare i talenti, e infatti ci sono casi di studio che risalgono già agli anni ’90 (in contesti chiaramente non digitali). I giochi infatti offrono ai candidati un modo naturale e divertente di esplorare e conoscere meglio l’azienda e la sua cultura, e di confrontarsi con essa.

Non meno evidenti sono i vantaggi per i selezionatori. Al di là di aspetti caratteriali, come il temperamento, la gamification infatti può aiutare a valutare le competenze e le capacità del candidato per un ruolo particolare. La mole di dati che le applicazioni di gamification generano e che sono a disposizione dei selezionatori consentono valutazioni più approfondite rispetto a quelle possibili ad esempio nell’erogazione di un questionario o test di valutazione.

Anche nella gestione dei talenti si trovano interessanti applicazioni della gamification. Il gigante della musica Spotify, ad esempio, ha sostituito le annuali performance review con una piattaforma social di performance management dove i colleghi possono lasciare commenti, ricevere feedback e acquisire badge per la partecipazione attiva. Si tratta in questo caso di ripensare le pratiche legate ai riconoscimenti, ai premi e alla valutazione, inserendo logiche di gamification che sostengono gli obiettivi aziendali e nello stesso tempo rendono i dipendenti partecipanti attivi.

I tuoi dipendenti sono pronti per la gamification?

E se ti stai chiedendo se i tuoi dipendenti sono pronti a giocare, dai uno sguardo a queste statistiche.

  • L’età media di un giocatore (gamer) è di 32 anni.
  • Il 47% dei giocatori è donna.
  • La frequenza di gioco è quotidiana.
  • Più di 1 ora viene dedicata a una sessione di gioco.
  • Il 34% delle persone gioca per tenere la propria mente attiva.
  • Il 47% dei gamer utilizza uno smartphone per giocare.

E tu che ne pensi della gamification? Scrivici nei commenti!

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