L’essenzialità dei microcontenuti.

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Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 39 secondi
Pubblicato il 29 ottobre 2013

Cercherò di essere breve. Come questo argomento, che fa dell’essenzialità un modo d’essere e un punto di forza. I microcontenuti sono unità di informazione digitale, testi brevi utilizzati nel web per attirare l’attenzione dell’utente, informarlo in poche parole sul macrocontenuto e condurlo alla lettura.
Prima, però, voglio sottoporti a un test:

“Osserva all’interno di questo testo come, senza alcun trucco,
i tuoi occhi che guardano lo schermo di fronte riescono
senza nessuna difficoltà a leggere in modo veloce un testo con parole
evidenziate in grassetto. Noterai facilmente che il tuo sguardo continua
a leggere senza badare alla presenza delle altre parole.”

La tua attenzione ha selezionato immediatamente una parte del testo, non solo perché le parole sono scritte in grassetto, ma anche perché “breve” per l’utente significa risparmiare tempo utile.

I microcontenuti

Jakob Nielsen li definisce “perle di chiarezza”: 40-60 caratteri al massimo di sana semplicità che formano le porte d’accesso ai macrocontenuti.
Le principali categorie dei microcontenuti sono:

  • titolo del sito
  • nome del dominio
  • titoli delle pagine
  • sottotitoli dei paragrafi
  • indici
  • link della barra di navigazione
  • link
  • caption (brevi testi posti a lato di quello principale che aiutano il lettore a orientarsi durante la lettura)
  • title tag
  • meta tag (forniscono informazioni agli utenti e ai motori di ricerca)
  • alt text (il testo alternativo all’immagine)

Segni particolari. E necessari.

I microcontenuti devono essere brevi, perché l’utente possa leggerli in pochi secondi, quindi ricordati di tagliare il superfluo, facendo attenzione alla comprensibilità del testo.
Semplifica: evita i giochi di parole e i testi criptici. Prova a metterti dalla parte del lettore.
La prima parola è quella d’ordine, per posizionare i microcontenuti negli elenchi alfabetici e quindi per migliorare la loro ricerca.
Questi testi hanno un singolo soggetto e non sono divisibili senza perdere il loro senso.
Breve non implica essere incomprensibile: i microcontenuti devono essere completi per riassumere il testo a cui si riferiscono. Devono quindi essere contestualizzati: se vuoi rimandare l’utente a una pubblicazione di uno studente di ingegneria, ad esempio, potresti linkare il titolo del documento (per saperne di più su la difficile arte di linkare leggi Luisa Carrada).

Scrittura multilivello

Di scrittura multilivello ne parla Nathan Wallace nell’articolo web writing per livelli di interesse nel 1999. L’autore divide in categorie i microcontenuti e i macrocontenuti basandosi sul possibile interesse dei lettori:

  • titolo della pagina (minore attenzione)
  • frase sintetica di apertura
  • sintesi del primo paragrafo
  • punti principali (titoli e sottotitoli)
  • punti secondari (testi evidenziati e punti elenco)
  • interesse approfondito (i macrocontenuti)
  • desiderio di maggiori informazioni (collegamenti ipertestuali)

In questo modo è possibile filtrare le informazioni e generare una gerarchia di contenuti.

Obiettivi

Per un’azienda con 10 mila dipendenti, il costo di un titolo scritto male sulla home page di una intranet è di circa 5 mila dollari“, parola di Jacob Nielsen.
Una pagina deve parlare di sé e per farlo utilizza (oltre a immagini, video, infografiche, ecc.) i microcontenuti, che devono chiarire, indirizzare, incuriosire, informare.
Obiettivo essenziale dei microcontenuti è far capire al lettore di cosa tratta l’articolo, senza doverlo leggere per intero e magari sprecare tempo prezioso per un testo inutile.
Un esempio di uso corretto dei microcontenuti sono le pagine dei motori di ricerca, dove i risultati sono centinaia (se non migliaia) e il titolo deve poter informare a tal punto da farsi scegliere.
(Chi non è impaziente di ottenere subito le informazioni che cerca, scagli il primo tweet!)

Segui il buon esempio

Se devi richiedere un colloquio, l’oggetto della mail deve interessare il destinatario ed essere più semplice da ricercare nel programma di posta elettronica. Non scrivere semplicemente “curriculum vitae”, ma “web writer: CV Nome Cognome”.
Un buon titolo per una pagina web deve fornire le principali informazioni: non lasciare “Home page”, ma aggiungi il tema “Scrivere per il web – Home page”.

Buoni consigli

Concentrati sul contenuto.
Taglia al limite del comprensibile (anche gli articoli se necessario).
Non esagerare: troppi microcontenuti rischiano di disorientare il lettore.
Chiedi a un amico la sua opinione sui microcontenuti che hai scritto: se la sua risposta ti soddisfa, allora hai fatto un buon lavoro.

In breve

Concludo il post sui microcontenuti con una frase di Luisa Carrada: “potete dedicare tutta l’attenzione che volete ai vostri testi, ma non potete permettervi di trascurare le poche parole davvero cruciali, quelle che possono compromettere tutto il vostro lavoro.”

Se hai altri suggerimenti, scrivili nei commenti!

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