Gli elementi che migliorano (e peggiorano) la SEO

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Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 51 secondi
Pubblicato il 17 settembre 2012

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La SEO è morta, anzi no. Si evolve, forse. Da quando ho iniziato a lavorare da ottimizzatore puro, dopo esperienze redazionali online, il rintocco dell’orologio in stile Undertaker non mi ha mai abbandonato.

L’ottimizzazione sui motori di ricerca vive di cicli: oggi sei nella prima pagina della SERP, arriva il nuovo algoritmo/aggiornamento, perdi la cintura del campione, la recuperi con grande fatica e via al prossimo incontro.

Certo se hai lavorato bene raramente questo accade ma c’è sempre la possibilità che ti arrivi una sediata dietro la nuca.

SEO wrestling: farsa o realtà?

Lo schema tipico della SEO attuale è stato ben rappresentato qualche tempo fa dai ragazzi di Search Engine Watch.

L’ottimizzazione sui motori di ricerca sta diventando un po’ come il wrestling con i suoi riti, i suoi scontri e i finali a lieto fine per i wrestler/siti più amati dal pubblico/Google.

Insomma, un Rey Misterio raramente perde così come un sito trusted per la grande G può permettersi di fare quasi tutto quello che vuole.

Ma quali sono DAVVERO gli elementi Face (buoni) e quelli Heel (problematici) che possono aiutarti o darti grattacapi nelle 8/12/16 ore di lavoro SEO quotidiano? Ti propongo una Battle Royal 3-vs-3.

Gli elementi Face del posizionamento

Ritengo che sono tre gli amici che possono aiutarti nel tuo lavoro di ottimizzazione. Si, se ti comporti male rischi di cadere nel circolo vizioso di Google ma (generalmente) se hai lavorato in grazia di Hulk Hogan certe cose ti rimbalzano. Quasi sempre.

  • Google Panda;
  • Google Penguin;
  • aggiornamento continuo.

Google Panda: se ne sono dette di tutti i colori ma questo Big Show IMHO ha buone intenzioni e, mi preme sottolineare, ha spostato l’attenzione sulla qualità dal punto di vista degli utenti.

Fare attenzione al tempo di permanenza sul sito e al bounce rate vuol dire finalmente andare oltre il ring e guardare in faccia il pubblico.

Google Penguin: per molti sembrerà un heel, un cattivo, ma ricorda che – di base – la Link Building è un costrutto artificiale che Google NON vuole tu faccia.

Certo, nel mondo ideale anche il wrestling non è costruito a tavolino. Allora cerca di renderlo il più naturale possibile: il pubblico potrebbe intuire che fai finta ma si gode lo stesso lo spettacolo.

Aggiornamento continuo: non si può vivere di rendita in questo settore: e per fortuna! Si, è morta la vecchia SEO e quindi spazio a chi si sa mantenere al passo con i tempi. Mr. T in questo wrestling durerebbe poco.

Mantenersi freschi e sul pezzo, sempre. Se no il pezzo te lo spaccano in testa.

Gli elementi Heel del posizionamento

Sono quelli che, IMHO, al momento sfuggono dal normale controllo e lavoro e sono gestiti direttamente da Google. Puoi solo confrontarti e fare tag-team con altri SEO per restare aggiornato e capire come agire.

  • Universal Search;
  • set location;
  • not provided.

Universal Search: ok, sono ormai anni che è stata introdotta e all’utente offre tutta una serie di soluzioni che prima erano impensabili. Video, immagini e mappe in SERP sono effettivamente un gran servizio.

Ma riducono drasticamente le “caselle” del posizionamento organico e ti costringono ad agire sull’ottimizzazione di più fronti.

Se questo è un bene, perché approfondisce il lavoro del SEO, la possibilità che la natura di una SERP cambi (per esperimenti di Google o per naturale comportamento degli utenti) ti deve tenere sempre sul chi vive.

Attento anche mentre sei negli spogliatoi in attesa di salire sul ring: non sai cosa ti troverai davanti.

Set Location: Ultimamente mi capita di trovare SERP stravolte semplicemente impostando una località differente rispetto la mia.

In un’ottica di atomizzazione e personalizzazione sull’utente delle ricerche (concetto condivisibilissimo) potrebbe essere difficile far capire a un cliente di Bolzano perché vede un risultato differente dal tuo a Roma.

Lavorare sulla geolocalizzazione può essere una chiave di volta ma quando non hai modo di farlo, fosse anche per la natura di ciò che stai spingendo, potresti vederti arrivare addosso un bellimbusto di 100 kg piombarti addosso e dall’alto per giunta.

Not provided: Difendere la privacy dell’utente-Google è cosa buona e giusta. Cosa sarebbero i lottatori di Lucha Libre senza le loro maschere?

Purtuttavia quando ti trovi percentuali del 35% di visite da organico che non puoi sapere con che keyword sono entrati vengono giusti scompensi emotivi.

Qui l’unica è l’intuito e la conoscenza del proprio target.

Un’ultima considerazione: a seconda di come tu sali nel ring della SEO ogni giorno, un “turn” ovvero un cambio di elementi da Face ad Heel è sempre dietro l’angolo.

A proposito, qual è il tuo parere?

  • Guest

    Come sempre, chiaro e conciso. Ottimo post!

  • Trombetti Daniele

    Come sempre articoli interessanti e concisi!

  • Andrea S.

    articolo serio e umoristico! mi hai fatto interessare ridendo 🙂 complimenti per lo stile!!

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